Lunedì 06 Aprile 2020
   
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Talenti e investimenti nel calcio: le due filosofie di pensiero italiane

bari serie c

È un discorso lungo, portato avanti tante volte e che non ha mai portato a una conclusione definitiva. Bisogna puntare sui giovani fin da subito? In Italia la discussione esiste da tempo immemore: le società nostrane vengono incolpate di preferire gli stranieri oppure calciatori più avanti con l’età e più esperti. Qualcun altro, invece, pensa che sia giusto che i giovani calciatori debbano farsi le ossa, magari in prestito in squadre meno blasonate o in serie inferiori, invece di essere buttati nella mischia, subendo l’onta delle critiche non appena la prestazione sia al di sotto delle aspettative.

 

Nuovi talenti

È venuto fuori un periodo storico in cui i talenti italiani non sono sbocciati. L’apoteosi (in negativo) è stata l’eliminazione agli spareggi mondiali, per mano della Svezia, che ci ha fatto riflettere e ci ha fatto capire quanto fossimo indietro.

Qualcosa è cambiato: con Mancini, la Nazionale è tornata ad essere seguita con affetto e soprattutto è tornata un po’ di qualità. Tra i giovani più interessanti, sicuramente quelli dal centrocampo in poi: Zaniolo e Barella guideranno molto probabilmente la mediana azzurra del Mancio, mentre in attacco ci sarà veramente tanto da scegliere. Oltre a Bernardeschi, pilastro azzurro del futuro, c’è lo juventino Kean, messosi in mostra a suon di gol, e anche Federico Chiesa, che potrebbe spiccare il volo, dalla Fiorentina, in una società più ambiziosa: proprio la Juventus è sulle sue tracce, ma attenzione anche all’Inter e ad altri club esteri, che non si vogliono far scappare un gioiellino del genere.

 

Le giovani Fiorentina e Milan, il vecchissimo Chievo

In Italia ci sono filosofie di pensiero diverse, come emerge da un’analisi sugli investimenti dei 5 principali campionati europei. Tra le società più virtuose, in termini di giovani, ci sono la Fiorentina e il Milan. I rossoneri hanno alcuni tra i giovani più promettenti non solo d’Italia: basti pensare a Donnarumma, Cutrone, Romagnoli, Calabria e agli acquisti di gennaio Piatek e Paquetà. Una filosofia dettata dalla voglia di rilancio e, molto probabilmente, anche da qualche necessità di bilancio.

La Viola, invece, è la squadra più giovane d’Europa. Sono tanti i nomi di ragazzi promettenti che ogni settimana scendono in campo al Franchi: dal portiere Lafont a Nikola Milenkovic, fino ad arrivare al già citato Chiesa. La filosofia dei Della Valle è quella di cercare di incassare quanto più possibile e di ripartire, poi, verso una nuova stagione, che la piazza spera sia un po’ più ambiziosa rispetto alle ultime.

Nel nostro campionato c’è, poi, anche la squadra più anziana d’Europa. Parliamo del Chievo, che negli ultimi anni ha sempre mostrato una propensione nell’acquisto di calciatori molto esperti. Quest’anno, però, i risultati sono stati negativi, vista la prematura retrocessione.

 

I giovani per la rinascita: il futuro del Bari

Da poco il Bari ha festeggiato la promozione in Serie C, dopo il fallimento che ha fatto scivolare la società pugliese tra i dilettanti. Ora, stanti anche le regole del terzo campionato italiano, ci sarà sicuramente da valutare alcuni profili giovani da poter portare in rosa. Già quest’anno, accanto all’esperienza di gente come Bolzoni, Floriano e Ciccio Brienza, i pugliesi hanno dato opportunità a ragazzi molto giovani, in prestito da società di Serie C, come Piovanello e Langella.

Per la rinascita, però, ci sarà bisogno di qualche investimento: sarà necessario portare qualche talento interessante al San Nicola.

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