Giovedì 23 Novembre 2017
   
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Teatro Comunale: Il Camaleonte acquavivese cambia ancora pelle

Michele Natale. 2

 

La decisione di costruire ad Acquaviva un nuovo teatro comunale è del 1865, dopo 151 anni l'opera non è ancora completa. Nel 1898, parte dei locali vennero utilizzati come scuola elementare, in seguito, nel 1928, Orazio Campanella – produttore di “Idillio infranto”– vi allestì un set cinematografico. In seguito al crollo di parte della tettoia (1938), si giunse alla proposta, del 1947, di Franco Cosmo, il quale si offrì di ristrutturare il tutto a sue spese in cambio della gestione per 33 anni dell'intera struttura. La gestione del “Cinema Cosmo” sarà l'unico periodo di utilizzo prolungato per spettacoli cinematografici e, occasionalmente, teatrali di quello che oggi è chiamato “teatro comunale”.

La gestione Cosmo è scaduta nel 1983, un anno dopo la Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici della Puglia vincolava la struttura in quanto “importante testimonianza di architettura neoclassica in Acquaviva”. Il successivo progetto di recupero rispetta tale vincolo ed ha come finalità sia la tutela degli elementi ottocenteschi sia il predisporre la struttura a un uso polivalente in campo culturale e sociale.

Oggi, dopo la conclusione dell'iter giuridico dell'ultimo ricorso, riguardante un appalto, pare che i fondi ci siano e i lavori si concluderanno a breve. Accantonando ogni dubbio, si ritiene utile iniziare a pensare all'utilizzo della struttura e come gestire e realizzare compiutamente un'idea di teatro vecchia di 151 anni. L'ultimo progetto si basa sull'idea di fare del teatro comunale un importante luogo di riferimento della vita culturale di Acquaviva delle Fonti e del territorio circostante, questo richiede un'attività culturale continua in diversi ambiti (workshop, laboratori, spettacoli, performance, seminari, incontri, attività di formazione).

La decisione del Consiglio Comunale del 1865, fu una scelta coraggiosa, finalizzata a un'iniziativa pubblica per la diffusione di massa della cultura, l'uso come scuola elementare – prima di tutti gli altri utilizzi – è prova, oltre che della stringente necessità, anche della consapevolezza degli amministratori del tempo del rapporto esistente fra formazione e cultura. In continuità con la corretta intuizione del 1865, dal momento che il teatro comunale è stato pensato, progettato e riprogettato come opera pubblica, dopo un secolo e mezzo, si ritiene che nella stessa direzione vada indirizzato l'uso e la gestione del teatro comunale di Acquaviva delle Fonti.

È evidente che un utilizzo in funzione formativa e non immediatamente indirizzata al mercato non può che essere realizzato da una gestione pubblica, quindi parte delle spese di gestione del teatro dovranno essere a carico dell'Amministrazione comunale. Altro modello di gestione può essere la concessione a una Fondazione costituita dal Comune di Acquaviva delle Fonti – proprietario del teatro – e alcune Associazioni Culturali e/o compagnie/enti di produzione teatrale. Tale gestione per essere positiva e chiudere in attivo dovrà riuscire a legare la propria programmazione, oltre che alla crescita culturale e al divertimento, anche allo sviluppo del turismo culturale al fine di inserire nel bilancio complessivo anche alle ricadute economiche conseguenti al pendolarismo culturale delle popolazioni limitrofe.


 

Michele Natale – presidente Centro Studi Antonio Lucarelli

 

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