Giovedì 23 Novembre 2017
   
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Servizi sociali, “toc toc: c’è qualcuno?”

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 Dal sig. Armigero, riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta indirizzata al sindaco di Acquaviva.

 

Fa specie leggere le nobili gesta di un Sindaco di un Comune di poco più di 20.000 abitanti che tesse le proprie lodi, esaltando le varie missioni che lo hanno reso protagonista in questi ultimi mesi. La tematica che continuo a riproporre non riguarda né le ambiziose strategie di marketing territoriale, né lo studio di forme di assistenza verso le popolazioni colpite da vili attacchi terroristici.

Continuo a riproporLe, Signor Sindaco, il tema relativo all’assistenza delle persone svantaggiate del nostro Comune, con particolare e doveroso riferimento alla mancata adesione ad un bando pubblico che avrebbe dovuto garantire maggiore assistenza alle persone affette da gravi patologie. 

Pur evidenziando la superficialità con la quale ha rimarcato nella Sua risposta il mal funzionamento di un indirizzo mail certificato del nostro Comune e sottolineando la Sua semplice presa d’atto di un coordinatore che, per aderire a un bando pubblico Inps, necessiterebbe di un invito personale (almeno così Lei racconta), non soddisfatto della Sua risposta ho inviato anche al Suo indirizzo di posta personale la mia replica in data 8 giugno u.s..

Credo che, nel frattempo, non soltanto la mail del Comune risulti ancora fuori servizio ma anche il Suo indirizzo di posta privata risulterebbe intasato di mail di ogni, dal momento che anche la mia replica, nonostante risulti consegnata e accettata, non ha visto alcuna forma di riscontro. 

Apprezzo la disponibilità fornita nel mettere a disposizione i Suoi recapiti personali per il futuro, ma il problema esiste oggi e per oggi va risolto: le patologie invalidanti né vanno in vacanza, né tantomeno attendono i tempi della Pubblica Amministrazione.

È quindi il caso di tornare sulle pagine del giornale locale affinché possa intercettare la Sua sensibilità e dare risposte concrete a tematiche più inerenti la collettività che dice di amministrare con efficacia ed efficienza, oltre che con coscienza. Lamentare la scarsa disponibilità di risorse e contestualmente accettare passivamente le scuse di un coordinatore di un piano di zona, mal si conciliano con la miglior assistenza da offrire a ogni costo a chi già combatte una dura battaglia.

A ogni modo, Le risparmio anche l’affannosa ricerca delle risorse in quanto Le rappresento che, con determina 361 del 5/06/15, il Responsabile dei Servizi Socio Culturali ha modificato l’impegno di spesa relativo al progetto "La porta  bella”, decurtando 5.000 Euro per minori adesioni. Tenuto conto della mancata adesione al bando HOME CARE PREMIUM del nostro Comune, considerata la oggettiva necessità di ore di assistenza a favore di coloro che versano in particolare condizione di disagio fisico, Le propongo, ad esempio, di destinare tale importo alle finalità in oggetto. Con 5.000 euro garantirebbe ben 500 ore circa di assistenza e sicuramente occupazione per diversi addetti. Non Le pare un utilizzo intelligente di risorse pubbliche?

La invito a recuperare il tempo perso dal momento che le tempistiche delle patologie in esame mal si conciliano con i Suoi tempi di reazione.

 

 

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