Scappagrano, Sant'Elia. Laterza: “Generatività, fiducia, responsabilizzazione, innovazione”

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Trascorso un anno dal rinnovo del Consiglio comunale di Acquaviva delle Fonti, “La Voce del Paese – Acquavivanet”, rubrica “Dal Basso”, intervista il più giovane fra i consiglieri: Leonardo Laterza, classe 1995, lista civica “Ambiente Benessere Comunità” (ABC). Personalità, ottimismo. – Spiccato sentiment europeista, studente di giurisprudenza con la passione per lo sport, analizza alcune fra le questioni che toccano maggiormente le necessità sociali dei giovani acquavivesi: a cominciare dalle politiche a loro riservate dall'amministrazione Carlucci, per arrivare ai nodi cruciali quali il centro Scappagrano e il parco Sant'Elia. 

Leo Laterza

Consigliere Laterza siamo ad un anno di Carlucci-bis: può farci un bilancio di dodici mesi di politiche giovanili? E quali prospettive per il futuro? Ad esempio: ad Acquaviva porrebbe mai in una sola frase la parola “giovani” e “tutto l’impianto di Scappagrano”?

Leonardo Laterza: «Ritengo importante introdurre preliminarmente il concetto di politiche giovanili. Con tale espressione si intende il complesso organico di azioni attraverso le quali un’Amministrazione interviene su fenomeni sociali problematici riguardanti direttamente o indirettamente il giovane. Il punto di partenza è sempre un’analisi di contesto attraverso cui visualizzare lo stato delle cose, e quindi, in particolare, le attitudini e i comportamenti del giovane nella nostra comunità per poi successivamente caratterizzarli come “problematici” o meno. La missione della politica, “che è questione di valori e visione”, si gioca tutta su questo piano: trasformare ogni condizione attuale negativa, “problema”, in una condizione positiva futura, “obiettivo”. Sarebbe poco utile riportare ora l’integrale studio di contesto della questione giovanile ad Acquaviva. Eppure di questa voglio estrarre un aspetto, decisivo, che rappresenta, secondo la mia lettura dei fatti, una delle concause fondamentali della questione giovanile, sulla quale sto investendo parte della mia attività politica ed extra-politica: l’assenza di spirito di iniziativa. Questo atteggiamento si estrinseca in una pluralità di evidenze. Ne cito alcune al solo fine di rendere concreta questa riflessione, “utilizzando fonti Istat, rapporto giovani dell’ Istituto Iard ed anche una interessante, seppur non scientifica, ricerca condotta dalla rivista Theotokos”: minima partecipazione alle attività del volontariato e del terzo settore; ridotta partecipazione alla vita politica; scarsa propensione alla creazione di lavoro e maggior tensione alla ricerca dello stesso. Sarebbe importante indagare le ragioni di un tale atteggiamento, ma non è questa la sede. In questa ho però il dovere di raccontare in che modo l’Amministrazione ha inteso intervenire su tale problematica. Le parole chiave che suggerisco per “leggere” le scelte politiche compiute e quelle ancora “in cantiere” sono le seguenti: generatività, fiducia, responsabilizzazione, innovazione. Riteniamo che la diffusa accettazione prona dello stato delle cose possa essere ribaltata con una semplice azione, ma rivoluzionaria: “dare fiducia”, premiando progettualità innovative e valorizzando quello spontaneo zampillare di attivismo che nella società civile c’è. Credo fortemente nella forza della “disseminazione”: il giovane cittadino attivo diviene esempio e modello di riferimento per i propri coetanei, i quali diverranno a loro volta moltiplicatori di generatività. Come Amministrazione stiamo quindi lavorando affianco ai singoli e ai gruppi giovanili che hanno deciso di accogliere la sfida possibile del cambiamento, nella consapevolezza che questo approccio stimoli e attivi la partecipazione, l’innovazione e la creatività. Siamo consapevoli che trattasi di processi lenti, ma nostro compito è “avviare processi più che occupare spazi”. E questa attitudine è rivoluzionaria: guardiamo alla ragazza e al ragazzo come vaso inesauribile di passioni felici, virtù e creatività. L’essenziale era iniziare a scoperchiarlo, e ciò che sta fuoriuscendo è davvero bello. E in questa prospettiva, quindi, che si giustificano lo Skatepark, le prossime gestioni dei Laboratori Urbani dell’Ex Macello e della Biblioteca Comunale, i contributi erogati al fine di sostenere manifestazioni culturali come la Giornata dell’Arte, Strada Chiusa, Distorsioni Sonore, il riconoscimento del patrocinio ad eventi come la Festa dei Popoli, Just Art, spettacolo teatrale “Noi siamo il suolo, noi siamo la terra” svoltosi il 7 agosto nel cortile di Palazzo De' Mari e organizzato mediante la collaborazione di due organizzazioni giovanili quali Millennials 70021 e Theotokos e che ha visto la partecipazione di oltre 200 persone, la collaborazione nella organizzazione delle Domeniche Ecologiche. Ovviamente siamo consapevoli che la questione giovanile sia ben più complessa. E in tale complessità l’occupazione giovanile è uno dei fenomeni che maggiormente richiede attenzione. Il circuito giovani, occupazione giovanile e polivalente per il “Tommaso Valeriano”, non è un mero esercizio di problem solving astratto, ma una concreta opportunità. In questi mesi l’Amministrazione Comunale ha ripreso un’attenta attività di analisi della proposta di project financing, finalizzata all’integrale riqualificazione del polivalente, presentata da una società i cui componenti sono giovani acquavivesi. La posizione di ABC è sempre stata chiara e si allinea alle dichiarazioni conclusive del Sindaco esposte durante l’ultimo Consiglio Comunale: ovvero che, data la sostenibilità finanziaria del project financing, esso rappresenta lo strumento mediante il quale questa amministrazione intende riqualificare quell’immobile, nella speranza che questa scelta possa per davvero rendere concreto il circuito suddetto.»

 

Come Acquaviva può dialogare con le associazioni locali per entrare nelle scuole e proporre una maggiore sensibilità per l’ambiente?

 

Laterza 300x300«Il processo di sensibilizzazione alla questione climatica ha stimolato la creatività di molti imprenditori sociali, associazioni e politici. Il catalogo di esperienze virtuose sorte dalla collaborazione di istituzioni scolastiche, amministrazioni pubbliche ed enti del terzo settore raccoglie una casistica ampia. A titolo esemplificativo posso ricordare l’installazione di distributori, all’interno delle scuole, di prodotti alimentari KM 0 e Bio, così come l’acquisto di borracce in alluminio distribuite ad insegnanti e studenti. Piuttosto che elencare progettualità, più o meno innovative, facilmente ricercabili su qualsiasi portale online, vorrei invece soffermarmi su una constatazione che, a mio parere, lega la questione ambientale alla scuola e al suo modello d’istruzione, il quale porta con sé un grave e profondo vuoto, ossia l’assenza della educazione alla complessità e profondità.

La gravità dei problemi ambientali rende necessaria e urgente una “consapevolezza ecologica” diffusa. Che faccia perno certamente su un’adeguata conoscenza scientifica delle problematiche, ma anche sulla capacità di riflettere sulla connessione di tutti gli esseri viventi, sulla nostra relazione con la Natura. L’attuale modello scolastico riflette la contemporanea organizzazione del lavoro e quindi l’attitudine ad una formazione iper-specialistica degli studenti, una educazione a “compartimenti stagni”. Io per primo ho estrema difficoltà a ragionare in maniera sistemica, a rispettare la complessità, a non ridurla in uno schema meccanicistico lineare di causa-effetto. “Il grido della Terra, il grido dei Poveri” è la formula paradigmatica che Papa Francesco nel “Laudato Si'” utilizza per ragionare sul concetto di ecologia integrata. L’urlo della terra e dei poveri è un unico lacerante grido, interconnesso.

Le associazioni e le amministrazioni Comunali devono quindi lavorare su questa “consapevolezza ecologica”, che è attitudine a guardare le cose come parti organiche di un sistema, individuando soluzioni per introdurre questi concetti nelle Scuole. Come? Molte possono essere le attività concrete con cui narrare questa nuova visione, come ad esempio laboratori teatrali, attivazione di percorsi di educazione ecologica, letture

 

Analisi su eventi come “Strada Chiusa”, pro e contro, e come rendere Acquaviva più viva anche con argomenti giovanili di altro genere.

 

«In questo primo anno di Carlucci-bis molti sono stati gli eventi organizzati da organizzazioni giovanili, nella risposta alla prima domanda ne ho citati alcuni, che hanno trovato un importante sostegno dell’amministrazione Carlucci, variabile nella forma e nella qualità: patrocinio, concessione di spazi, riqualificazione di infrastrutture.

Queste manifestazioni non sono da considerare slegate le une dalle altre, bensì come parti integrate di una stessa visione, ossia di una programmazione finalizzata alla nascita di “giovani talenti con spiriti bollenti”. Vogliamo una comunità di ragazze e ragazzi che fermentino, che si organizzino e che propongano a questa amministrazione innovative idee per risolvere problematiche locali concernenti questioni sociali, culturali, ambientali, economiche. Mi piace ricordare Guglielmo Minervini e la metafora del “popolo della primavera”, di giovani cittadini attivi che gemmino con le loro virtù e competenze. La bellezza è in ciò che un giovane capisca quale sia la propria passione felice. È la rivoluzionarietà della politica generativa. È altrettanto evidente che attraverso questi appuntamenti ne trae beneficio la comunità non solamente da un punto di vista culturale, ma in particolar modo da un punto di vista economico. Ricordo che l’associazione Onda nell’organizzazione dell’evento “Strada Chiusa” favorisce la promozione delle attività commerciali locali, così come l’Urlo e Millennials, attraverso Distorsioni Sonore e la Giornata dell’Arte, valorizzano l’indotto commerciale di Piazza dei Martiri. È altrettanto evidente che l’organizzazione di eventi di questo tipo consentono agli organizzatori di migliorare progressivamente le proprie competenze, in particolar modo soft skills quali leadership, capacità di problem solving e lavoro di gruppo. È oltretutto evidente che le politiche giovanili dell’amministrazione Carlucci-bis non si risolvano nel mero sostegno a manifestazioni culturali. Stiamo lavorando affinché il principio della generatività, “ossia della liberazione dell’inesauribile giacimento di competenze e virtù”, sia applicato anche altrove. Mi riferisco in particolare alla gestione del trittico Ex Macello (non appena saranno conclusi i lavori di riqualificazione) - Laboratori Urbani - Biblioteca. Voglio concludere con una frase sempre di Guglielmo Minervini, strabordante di speranza e forza, che rappresenta la ragione del mio impegno politico. Lui parlava di Puglia, ma vorrei immaginare che lì ci sia scritto Acquaviva: “la sfida è proprio questa, cambiare la Puglia dalla Puglia. Non da Roma o da Bruxelles. Siamo qui e vogliamo sentirci protagonisti del mondo che sta nascendo. Non ci sentiamo più nel posto sbagliato”.»

 

I giovani acquavivesi sembrano dunque divisi in due mondi: l'assenza di iniziativa (il deserto, il regno del mancato tessuto aggregativo) e l'iniziativa a cura dell'amministrazione. In tale scenario, sarebbe poi interessante, in futuro, l'ipotesi di vedere in giro più culture giovanili e il superamento del presente duopolio. Ma passiamo ora alla domanda conclusiva.

 

Quali certezze per il fruibile futuro del Centro Scappagrano e Parco Sant'Elia?

 

«Nel corso dell’estate del 2013 ricevetti una chiamata dall’attuale Assessore allo Sport, Franco Chimienti. Mi propose di far parte di un gruppo di volontari che avrebbero dovuto dedicare del tempo per intervenire, ove possibile, sul Palazzetto dello Sport “Tommaso Valeriano”. Il piano di gioco, che dal 2013 in poi è stato utilizzato per disputare un elevatissimo numero di partite di Pallavolo e altre manifestazioni sportive, era un rettangolo monocolore. Infatti la polvere bianca contenuta negli estintori era stata vandalicamente diffusa su tutta la superficie. Ci volle molto olio di gomito, ma il risultato, sinergicamente raggiunto in collaborazione con alcune realtà associative, è stato l’aver contribuito alla restituzione di una infrastruttura alla comunità, la quale ha potuto, nel corso di questi anni, gioire per importanti risultati sportivi in essa conseguiti. E nel solco di questa attenzione verso il Palazzetto dello Sport che nel Bilancio dell’anno scorso abbiamo previsto un intervento puntuale di valorizzazione di esso consistente nella sostituzione del piano di gioco con uno di ultima generazione, oltre che dotare la stessa infrastruttura di un impianto di riscaldamento.

Il Palazzetto dello Sport è tuttavia solo una delle parti del Polivalente. Fotografie risalenti al 2010 documentano la storia delle vandalizzazioni e la decadenza dei suoi ambienti, sia interni che esterni (campi da tennis, campi da calcio, pista di salto in lungo). È quindi un luogo comune, già ampiamente contraddetto dall’Assessore Chimienti con fatti oggettivi, quello di attribuire la responsabilità di tale degrado all’amministrazione Carlucci, la quale, invece, ha dimostrato una evidente sensibilità nei confronti di questa infrastruttura e dello sport in generale. Ciò che contano sono i fatti, che nella politica hanno forma di provvedimenti. E la lista di provvedimenti inscrivibili nella programmazione sportiva, soprattutto infrastrutturale, è lunga. Cito per ultimo lo stanziamento di 110.000 euro, che si somma a quello di quantità anche maggiore previsto nel Bilancio dell’anno passato, finalizzato al recupero di ulteriori parti della struttura. Ritengo che sia essenziale anche ricordare la riabilitazione della “ex casa del custode”, che dal Giugno 2016 è divenuta Presidio del Corpo Forestale dello Stato in una prospettiva di prevenzione contro le incursioni di ladri e vandali che nel periodo 2010-2013 hanno flagellato la struttura. Facendo il punto della situazione quindi l’attuale Polivalente Tommaso Valeriano, che nel 2010 era inserito in una gestione integrata con il Campo sportivo Giammaria costata 125.000 euro e che piuttosto che ospitare competizioni sportive era divenuto deposito di componenti termo-idrauilici; atti tutti documentati con fotografie e datati. A seguito degli interventi posti in essere dall’amministrazione Carlucci nel primo e secondo mandato, oggi si può contare un Palazzetto dello Sport che sarà potenziato con gli interventi suddetti, una innovativa pista per la pratica dello skateboarding, prima nell’entroterra murgiano, il presidio del Corpo Forestale dello Stato nell’ex casa del custode, campi da Tennis che saranno riqualificati con l’ulteriore investimento recentemente votato nella manovra di Assestamento di Bilancio, dalla sola Maggioranza.

Siamo tuttavia consapevoli che solamente attraverso una riqualificazione integrale della struttura essa potrà spiegare tutto il suo potenziale. Questo immobile infatti non deve essere visto come somma di infrastrutture sportive autonome, ma come sistema organico il cui funzionamento complessivo dipende solo dall’interconnessione dei suoi spazi. Ma come è possibile riabilitare questo sistema, in un contesto storico caratterizzato da risorse finanziarie esigue che devono essere utilizzate in maniera efficiente e per rispondere ai molteplici bisogni della comunità? La risposta è Project Financing: ossia uno strumento attraverso il quale il pubblico collabora con il privato il quale, nel nostro caso, garantirà non solo la rigenerazione delle ulteriori aree ma anche una gestione efficiente della struttura. Nostro dovere categorico sarà quello di temperare l’interesse economico del privato con il superiore interesse pubblico ad una fruizione collettiva dell’area e ad un calmieramento delle tariffe per l’utilizzo delle infrastrutture da parte delle associazioni sportive, colonne portanti nella promozione della pratica sportiva sul nostro territorio. È questo l’obiettivo annunciato dal Sindaco in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale celebratosi, condiviso dall’Assessore allo Sport così come dal gruppo politico ABC che rappresento. Per quanto riguarda il Parco Sant’Elia, due sono i provvedimenti che vorrei sottoporre all’attenzione del cittadino: primo, la manifestazione di interesse pubblicata sull'Albo Pretorio con cui si invitava a proporre idee per utilizzazione dell’area in questione; secondo, la previsione di spesa per il recupero della recinzione lungo tutto il perimetro dell’area.

Abbiamo avviato questo processo per confrontarci con la cittadinanza e per intercettare le proposte che i cittadini, primi e principali destinatari del Parco, hanno di esso. È quindi un percorso ancora in divenire che possiamo inscrivere nel più ampio complesso degli interventi di recupero delle aree degradate che questa amministrazione ha messo in campo.»

(Rubrica “Dal Basso”)

 

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