Abbaticchio (ItC) su Salvini e decreto sicurezza: “la morte della giustizia sociale”

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“Ora tocca alla morte del Sud"

“Ancora un decreto contro i migranti, ancora nulla contro mafia e droga”. Così Michele Abbaticchio, vicecoordinatore nazionale di Italia in Comune, sul decreto sicurezza bis approvato ieri sera al Senato.

Le principali misure del provvedimento- che vanno dalle maxi multe alla confisca delle navi- sono state definite eccessivamente dure ma, soprattutto, quello che il partito contesta è l’enorme potere che d’ora in avanti è nelle mani del ministro dell’Interno che può vietare l’ingresso o il transito di navi esclusivamente invocando la ‘sicurezza pubblica’.

Tutto ciò, secondo Abbaticchio, oltre che a rientrare nel copione salviniano scritto per fomentare l’odio verso lo straniero, avrebbe anche un altro scopo: distogliere l’attenzione dall’altro ‘storico’ obiettivo della Lega che è quello di dividere l’Italia, "liberarsi delle responsabilità politiche che hanno consegnato il meridione ad una scarsa dotazione infrastrutturale e ad una iniqua iniezione di risorse”.

“Il Sud è la terra in cui deve proliferare la droga senza i controlli adeguati, una sorta di ‘cabina di sfogo’ della criminalità più violenta e più dannosa per la salute- è la disamina dell’amministratore comunale che, anche in qualità di sindaco di Bitonto aveva già avuto modo di condurre una battaglia contro il ministro per la scarsa dotazione di forze dell’ordine- Basta vedere quello che accade in tema di ecomafie: Salvini sta realizzando il sogno di Bossi, ovvero isolare noi ‘terroni’, acquisire i nostri giovani, lasciarci abbandonati tra mafie e mancanza di alternative sociali ma con un po' di elemosina, alias reddito di cittadinanza, per soffocare qualche isolato grido di dolore. E adesso, sotto con il federalismo spinto senza perequazione sociale: la Lega applaude”.