Sabato 24 Agosto 2019
   
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Colafemmina bacchetta Carlucci su “Piano Casa”, ex-Miulli e appalto rifiuti

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 F Colafemmina_300x300“Questa non è una città per palazzoni”: e Colafemmina fa strada chiusa ad ABC. Il consigliere di opposizione Francesco Colafemmina, notoriamente il più “outsider” nel contesto del centrodestra acquavivese, matura un'analisi più critica sull'operato della maggioranza Carlucci. Nel fare il punto, “La Voce del Paese” sonda argomenti nuovi ma con solide radici nel passato.

 

Quale futuro per la questione ex-Miulli?

E non è affatto una domanda nuova. – Risponde così Francesco Colafemmina: “È un problema annoso. Personalmente ho sempre pensato che il Comune debba avere un atteggiamento distaccato rispetto alla questione Miulli, tuttavia è necessario collaborare per cercare di realizzare qualcosa di utile nel complesso dell'ex-Miulli. Il Sindaco ha indetto una conferenza di servizi per cercare di trasformare l'ex centro direzionale in sede della Asl, tuttavia credo che occorra fare uno sforzo nuovo: la politica non deve tirar fuori dal cappello soluzioni di cui prendersi eventuali meriti, ma cooperare con l'ente ecclesiastico quale facilitatore. Occorrerebbe nel rispetto delle procedure, il quarto avviso di vendita all'asta scade ad ottobre, cercare di sollecitare attori privati ed istituzionali a dare un futuro a quell'area all'interno del tessuto urbano. Questo può essere l'obiettivo della commissione mista voluta da Carlucci nell'aprile 2018 e servita finora solo a richiedere lo spostamento di un busto di don Santino Ventura dall'ospedale a Palazzo De Mari! Questa commissione non è stata ancora costituita dopo le elezioni dello scorso anno, forse perché l'amministrazione preferisce agire senza coinvolgere le minoranze. Tuttavia ho chiesto ufficialmente al Sindaco di costituirla due settimane fa senza aver avuto ancora alcuna risposta”.

 

Confronto Cola_CarlCarlucci, al momento, non risponde. Ma è stata stabilita l'idoneità del parco Sant'Elia prima di affidarlo prossimamente alle associazioni?

Riprende il consigliere: “Il fatto singolare di parco Sant'Elia è che dopo il suo sequestro non è stata effettuata alcuna analisi dalla Procura, come mi hanno attestato sia l'Ufficio legale che l'Ufficio tecnico del Comune. Le denunce del signor L., ex dipendente di una società di raccolta locale, sono state sì la ragione del sequestro, nell'ambito di una inchiesta più ampia, ma al sequestro non ha fatto seguito alcun carotaggio, alcun esame, alcun coinvolgimento dell'Arpa. Ho chiesto più di un mese fa al Sindaco di effettuare analisi delle acque e di coinvolgere l'Arpa prima di riaprire il sito, ma non ho avuto alcuna risposta... Faccio presente che su AcquavivaNet è ancora disponibile un articolo del 2010, ossia successivo alla bonifica effettuata durante l'amministrazione Pistilli, dove si parla di fuoriuscite di materiale dalla colmata del parco. Dunque i legittimi dubbi su quanto sepolto lì sotto erano già allora confortati da riscontri giornalistici. Chiedo solo che prima di spendere soldi e di riaprire il parco per famiglie e bambini si effettuino analisi dai costi peraltro molto contenuti per il Comune”.

 

Passiamo ad un nuovo argomento: il “Piano Casa”. Cos'è? E crea davvero contrasti nella maggioranza?

“Il 'Piano Casa' è sì una strategia per garantire un maggiore dinamismo edilizio, ma è anche uno strumento per trasformare aree destinate a servizi, penso alla Cantina Sociale in particolare, in aree di potenziale speculazione edilizia. Sarò molto chiaro: ad Acquaviva sono anni che si pensa di poter dare sviluppo solo costruendo palazzoni. Abbiamo però un centro storico costellato dal degrado, tante situazioni abitative che necessitano di ristrutturazioni e versano in stato di abbandono. Perciò non credo affatto che la risposta ai problemi demografici ed economici del paese sia quella di eliminare i vincoli edificatori usando uno strumento, il 'Piano Casa', che consente di ampliare l'edificabilità di alcune aree e il cambio della loro destinazione urbanistica. Credo anzi che chi vuole adottare il piano casa, il Sindaco supportato 'a quanto pare' paradossalmente da parte di ABC e con i Democratici contrari, rischi di diventare complice di speculazioni edilizie di cui non si sente affatto il bisogno in questo paese che ha bisogno non di palazzoni, ma di imprese e lavoro. È d'altronde scioccante che il Sindaco abbia duramente ammonito i suoi consiglieri se non lo supporteranno nell'adozione del 'Piano Casa'. Solitamente sono i sindaci ad essere legati da un rapporto di fiducia e supporto ai loro consiglieri”.

 

Forse la maggioranza non ha più una linea comune: il “forse” è d'obbligo, è uno scenario possibile; meritevole certamente di opportuno approfondimento. È presto per simili verdetti. – Il consigliere Colafemmina lo conferma invece senza riserve.

 

Facciamo ora il punto su appalto dei rifiuti e costi di servizio.

“Dove ci sono i rifiuti è evidente che c'è sempre un brutto odore. Così anche la gara aggiudicata nel 2016 si è rivelata in pochi anni un fallimento. Le grandi aziende dei rifiuti fanno cartello, si spartiscono il territorio e a farsi in conti in tasca sono sempre i cittadini che spesso sono rappresentati da amministratori non in grado di valutare al meglio gli interessi della comunità. Io tuttavia non ho la pretesa che hanno altri, del tutto inadeguati a parlare di rifiuti, di tirar fuori dal cappello una soluzione. Né credo che la soluzione sia fare inutili e demenziali riunioni coi cittadini dando loro l'illusione di prendere parte a decisioni che subiscono e alle quali non partecipano in alcun modo. Ritengo vada impostato un piano d'azione con i sindaci degli altri comuni dell'Aro. Anzitutto, a mio parere, vanno pretese le dimissioni del dirigente dell'Aro Ba/5. Andrebbe poi nominato un nuovo dirigente e individuata una strategia di analisi dei costi per capire come impostare il nuovo bando avendo come obiettivo la riduzione dei costi per i cittadini e l'efficienza del servizio, anche valutando progetti industriali comuni che consentano di riciclare alcune frazioni producendo energia. Il problema va poi affrontato anche a livello regionale. E qui sorgono i primi problemi, perché l'anno prossimo si vota per la Regione quindi sono certo che non si combinerà nulla fino a dopo le elezioni. Prima sentiremo tanti proclami, tante promesse. Siamo abituati ormai. Mi auguro solo che una volta revocato il contratto con Impregico siano tutelati anzitutto i diritti dei lavoratori e che la qualità del servizio non peggiori, ma temo sia destinata a peggiorare. Perciò occorre fare presto”.

 

Come Acquaviva può dialogare con le associazioni locali per entrare nelle scuole e proporre una maggiore sensibilità per l'ambiente?

“Acquaviva purtroppo non ha presenze di associazioni ambientaliste come ad esempio Legambiente e questo è un peccato. Ci sono tuttavia molte realtà associative che cercano di promuovere il territorio. La consapevolezza del rispetto dell'ambiente è una fondamentale acquisizione dei ragazzi fin dalla tenera età. Ma occorre dire che qui da noi serve educare al rispetto anche dell'ambiente antropizzato. Tradizioni, storia, cultura locale. Troppo spesso vediamo muri imbrattati da graffiti, aree del paese invase da bottiglie di vetro, bicchieri, rifiuti vari dopo aver mangiato un panzerotto e una vaschetta di patatine. Forse occorrerebbe introdurre nelle scuole qualche ora di educazione ambientale intesa sia come educazione al rispetto della natura, sia come momento di insegnamento di storie e tradizioni locali. Le radici infatti non servono solo a riconnetterci al nostro passato, ma ci rendono anche più attenti al luogo in cui viviamo, lo arricchiscono di valori e di bellezza. E questa consapevolezza ci aiuta a rispettarlo”. (Rubrica “Dal Basso”)

Rubrica Ambiente_Etica_Socialit

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