Martedì 21 Maggio 2019
   
Text Size

Ricordare Santino Ventura: un patrimonio politico da riscoprire

santino ventura

 

Il ricordo di un esempio. – “Theotokos”, la rivista bimensile della parrocchia della Cattedrale di Acquaviva, dedica il numero di marzo-aprile (n.2 2019) al ricordo dell'avv. Santino Ventura, Segretario Generale dell'Ospedale “Miulli”, dal 1959 al 1983, e uomo politico acquavivese.

Ventura e_Moro

La sua figura è tornata attuale dopo lo scorso 21 dicembre, quando l'Ente Ecclesiastico “Miulli” aveva fatto dono al Comune di un busto commemorativo; ora collocato sulla scala monumentale del municipio di Palazzo De' Mari. Ma sul finire dell'agosto del 1983 aveva suscitato enorme clamore la sua prematura scomparsa: giunto a soli 59 anni, lascia un mondo in evoluzione e l'incarico di Segretario Generale dell'Ospedale regionale e il ruolo di Assessore comunale alla Cultura e Servizi sociali.

Per più di trent'anni è stato uno dei protagonisti più attivi della vita sociale cittadina. – Sotto la sua guida l'ospedale, che al suo primo giorno di incarico (nel 1959) aveva solo venti posti letto (quando la struttura era più modesta e ubicata ancora nel tessuto urbano, senza dimenticare il successivo sviluppo lungo la 'via per Gioia'), aveva raggiunto notevoli traguardi: consegnandosi alla storia come uno dei più qualificati del Meridione. Intensa fu anche la sua esperienza politica: Segretario sezionale della Democrazia Cristiana, Consigliere comunale, Assessore e Vicesindaco; poi Consigliere provinciale ed Assessore all'Agricoltura presso la Provincia di Bari. Per diversi anni è stato anche il presidente dell'Istituto “Apicella” di Molfetta per sordomuti, e socio fondatore del Rotary Club Acquaviva-Gioia del Colle.

Un modello per i cattolici pugliesi in politica? – Da giovane frequentò l'Azione Cattolica e ne fu dirigente locale: seguito con interesse dal presidente della F.U.C.I. del tempo, un certo Aldo Moro. Fu presente alla fondazione di diverse realtà del nostro territorio: come il maglificio Santa Caterina, l'Oleificio sociale, la Cantina sociale, l'I.R.E.S.I., la Cassa Rurale ed Artigiana. Un padre nobile di un'Acquaviva dapprima povera e rurale, poi ambiziosa e dalla memoria corta: quando, invece, la sua testimonianza meriterebbe in futuro di elevarsi ancora ad esempio, e di attento oggetto di studio.

Carlucci.3Il ricordo del mondo politico acquavivese nei nostri giorni. Sondato da 'AcquavivaNet'. – Le parole del sindaco Davide Carlucci (presidente Terra di Bari di 'Italia in Comune'): “Don Santino Ventura è un nome di cui ho cominciato a sentir parlare fin da piccolo, essendo figlio di un medico per oltre trent'anni in servizio al Miulli. La storia di questa persona l'ho appresa dopo, grazie non solo ai racconti paterni, ma anche alla lettura dei giornali d'epoca, dei ricordi di altri amministratori ammirati e di persone che lo hanno conosciuto, di Acquaviva e non. Don Santino è stato senza dubbio il politico più lungimirante che Acquaviva abbia avuto. Ha saputo cogliere meglio e prima di altri la vocazione sociosanitaria della nostra città, riconoscendo il ruolo storico di un ospedale che negli anni del boom economico aveva già più di due secoli di vita e poteva dare al nostro territorio le risposte in termini di cura e assistenza che una società moderna ed evoluta esigeva. Il suo profondo cattolicesimo e le sue doti manageriali e amministrative lo hanno portato così a concepire un modello di impresa sociale che nel dualismo pubblico-privato all'epoca imperante non trovava ancora lo spazio che ha oggi. Con lui quella che, fino agli anni Sessanta era poco più che un'infermeria, diventò un ospedale di livello interregionale, capace di competere con i poli universitari medici dell'Italia centromeridionale e di porsi anche come punto di riferimento culturale nel mondo sanitario. Ventura intuì anche che il passo successivo, oltre alla creazione di una ricettività attrattiva nell'area di Collone, dove ora è sorto il nuovo ospedale, sarebbe dovuta essere necessariamente la nascita di un indotto relativo alla produzione di apparecchiature sanitarie. Questa però restò di fatto un'incompiuta, in quanto non si crearono le condizioni di sostenibilità economica del progetto. Oggi più che mai è necessario riprendere e rilanciare quella visione: l'idea di una 'città della cura' nella quale l'umanità, l'assistenza, la solidarietà, la ricerca orientata verso il miglioramento delle condizioni di vita degli ammalati e verso la prevenzione possano generare anche linee di sviluppo armonico, in un contesto più generale di un'economia che trasforma in valore l'aspirazione all'equilibrio psicofisico individuale e collettivo di una comunità”.

Pietro DAntini_300x300Si aggiungono quelle del consigliere di minoranza Pietro D'Antini (capogruppo consiliare di 'Forza Italia'): “Dalle testimonianze raccolte si evince che l'Avvocato Santino Ventura, oltre ad essere stata una persona con grandi responsabilità politico-istituzionali, è stato soprattutto un esempio di cristianità autentica, visto il bene che ha donato ai suoi concittadini. Ovviamente la nostra Comunità deve essere e sarà sempre riconoscente alla persona dell'Avv. Ventura per il lavoro che ha svolto per far crescere il nostro nosocomio 'Miulli'. È grazie anche al suo lavoro sempre puntuale e professionale che oggi il nostro paese può vantare uno degli ospedali migliori d'Italia. Ma l'Avv. Ventura è stata anche una persona che ha dato un grande esempio di impegno istituzionale e dovremmo far tesoro dei suoi insegnamenti. Lui, infatti, non guardava l'identità o l’appartenenza politica delle persone, ma le aiutava a prescindere. Da alcune testimonianze raccolte, anche di persone che avevano un'ideologia politica differente dalla sua, si evince proprio questo. Oggi ciò che deve rimanere impresso nella nostra memoria di comunità è che grazie a persone come l'Avv. Santino Ventura Acquaviva delle Fonti ha avuto un presente e può programmare un futuro e che, se vogliamo realmente bene al nostro paese... e qui mi rivolgo soprattutto a chi come me cura la 'res publica'... dobbiamo seguire il suo esempio di professionalità, diligenza e benevolenza disinteressate, soprattutto nei confronti di chi è meno fortunato. Concludo ringraziando il mio caro amico Francesco Lopuzzo per aver insieme a me raccolto le testimonianze necessarie per poter trascrivere questo breve pensiero”.

Pierluigi CastellanetaL'analisi finale di Pierluigi Castellaneta, editorialista de 'La Voce del Paese' – redazione di Acquaviva: “Custodire l’eredità politica di Santino Ventura equivale a difendere l’identità del nostro tessuto sociale e culturale che l’Avvocato acquavivese ha sapientemente contribuito a costruire senza mai risparmiare energie. La lungimiranza del Ventura non è stata l’imposizione della propria visione sulle altre presenti e nel campo democristiano cittadino e nel perimetro più largo delle istituzioni cittadine. Piuttosto, il suo sguardo concreto verso l’orizzonte del futuro è sempre stato dettato dall’arte sobria del discernimento, basato sul 'riconoscere', 'interpretare' e 'scegliere', come osservato da papa Francesco in Evangelii Gaudium. Nella sua azione politica, Santino Ventura si è mostrato interprete dell’unità nel pluralismo delle scelte possibili, facendo eco alla nota affermazione di Giovanni XXIII: 'In necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas'. Grazie a lui la comunità cattolica acquavivese gode di un esempio di entusiasmo, moralità e competenza di un fratello che, negli anni dell’impegno pubblico, ha sempre cercato il Volto del Padre nell’anelito di libertà dei più poveri, nel desiderio di emancipazione di una città, nella lotta per la costruzione del bene comune, ritrovandoci coraggio, forza, consolazioni e pace”.

Rubrica Ambiente_Etica_Socialit1

(Rubrica “Dal Basso”, Ambiente Etica Socialità.)

 

 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI