Mercoledì 20 Marzo 2019
   
Text Size

Xylella, Carlucci: “Non ci daremo pace fino a quando non sarà scongiurato il rischio”

D. Carlucci

Questione Xylella

La questione Xylella è a 40 chilometri dalle nostre campagne: la sua ultima zona cuscinetto ha quasi raggiunto Gioia del Colle. – Al momento Acquaviva non è in una condizione di pericolo come quella degli areali più esposti, ma la cosa cui bisogna confidare è che le misure di contenimento seguano tutte le indicazioni promosse dalla Regione Puglia.

I sindaci del barese, in questa delicata fase, possono favorire un'opportuna diffusione mediatica e una divulgazione scientifica: cercando di informare i coltivatori diretti e creando incontri a livello territoriale fra cittadini, operatori del settore e mondo scientifico.

È quanto mai importante che tutti fra questi passino un'informazione che possa garantire una visione unitaria: senza correre il rischio di far diffondere delle pratiche dannose.

Intanto è ormai noto che gli operatori del settore, se osservano oggi dei “disseccamenti sospetti” nei propri fondi, dovranno fare le dovute segnalazioni all’osservatorio fitosanitario: in modo da consentire degli accertamenti e le eradicazioni degli alberi nelle ipotesi senza via di uscita.

Questo vuol dire mettere da parte i propri interessi e pensare a quello collettivo. Come potrebbe anche significare il dover accettare dei provvedimenti per un’ampia area buffer dal punto di una infezione accertata. In primo luogo negli ulivi, già protagonisti consumati delle precedenti cronache salentine. Ma senza escludere altre situazioni.

Ma come si pone il Comune di Acquaviva delle Fonti innanzi al fenomeno della Xylella?

Ci risponde il sindaco Davide Carlucci: “Acquaviva ha appena pubblicato un 'decalogo' di misure contro la Xylella che ogni ulivicoltore, e anche chi utilizza i terreni comunali, deve adottare per prevenire questo nuovo 'cancro' della nostra agricoltura. (Decalogo) misure anti xylella

 Ma non ci siamo certo svegliati adesso, abbiamo iniziato a organizzare incontri sul tema fin dal marzo del 2015: quando invitammo ad Acquaviva il compianto Cosimo Lacirignola, all'epoca segretario generale del Ciheam, il centro internazionale di alti studi di Agricoltura nel Mediterraneo; per parlare con gli amministratori dell'associazione di Comuni 'Cuore della Puglia' di 'come prevenire il rischio Xylella nella Puglia centrale'. In questi quattro anni abbiamo organizzato altri incontri, coinvolgendo gli stessi ulivicoltori acquavivesi o promuovendo incontri con l'Arif, l'Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali insieme ai sindaci di Bitonto e Giovinazzo e agli esperti del settore. Da ultimo abbiamo anche contattato l'azienda che ha brevettato la cosiddetta 'macchina antisputacchina', invitando l'inventore a sperimentare l'invenzione proprio qui ad Acquaviva. Può bastare? No. Non ci daremo pace fino a quando non sarà scongiurato del tutto il rischio che il nostro paesaggio rurale muti i suoi colori, passando dalle varie sfumature di verde attuali a un cupo e triste grigio. È vero che sul tema c'è ancora un ampio dibattito scientifico e politico. C'è chi dice che dovremo comunque convivere con il batterio, chi scommette su piante modificate geneticamente per diventare resistenti al contagio e chi invece sostiene la tesi dell'eradicazione totale degli alberi infetti. Nel dubbio, noi siamo dell'idea che prima di tutto serva la corretta informazione e il continuo monitoraggio. Ecco perché ho proposto all'Arif di attivarsi per tornare a battere a tappeto, come ha già fatto più di un anno fa, tutto il nostro territorio coinvolgendo carabinieri forestali e vigilanze campestre e, se fosse possibile, anche i giovani disoccupati beneficiari del reddito di dignità o del reddito di cittadinanza, affinché girino per le nostre campagne per segnalare in tempo utile i primi focolai. Da tempo, infatti, insisto sul fatto che le nostre aree agricole necessitino di un continuo presidio, anche per arginare l'aggressione che subiscono quotidianamente dai tanti incivili che abbandonano rifiuti e inerti, per non parlare delle altre forme di illegalità che si perpetrano nella nostra terra. Un nemico giurato della Xylella è il ritorno ai campi. I progetti di agricoltura sociale che si sono avviati in questi anni, anche grazie all'intervento del Comune, possono da una parte moltiplicare gli 'occhi' in grado di leggere per tempo i segnali di allerta e dall'altra evitare quelle situazioni di abbandono e degrado nel quale il vettore tende a proliferare. Anche per questo stiamo valutando incentivi in grado di incoraggiare l'insediamento nelle campagne, che vanno sottratte al destino di 'nuova periferia degradata' al quale la stanno condannando le evoluzioni socioeconomiche e urbanistiche della nostra città”.

Rubrica Ambiente_Etica_Socialit

(Rubrica “Dal Basso”, Ambiente Etica Socialità)

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI