Martedì 19 Marzo 2019
   
Text Size

Consiglio comunale: via libera al DUC

IMG-20181115-WA0014IMG 20190219_121106.2

 

La minoranza evidenzia le pecche amministrative di Carlucci

 


Martedì 15 febbraio 2019 si è celebrato il Consiglio Comunale presso la Sala Consiliare del Palazzo di Città. Fra i punti all’ ordine del giorno si è discusso l’introduzione di un Distretto Urbano del Commercio ad Acquaviva, la richiesta di finanziamento regionale per contrastare l’abbandono di rifiuti nell’ambito dei territori rurali e numerose interrogazioni presentate dalla minoranza consiliare di Centro Destra, composta dai consiglieri d’Antini, Laera, Tommaso Montenegro e Pistilli. Abbiamo pensato di lasciare questo spazio alle considerazioni di due consiglieri, Lorenzo Spinelli (Democratici), presidente della Terza Commissione consiliare, e Pietro d’Antini, capogruppo di Forza Italia, i quali hanno commentato i lavori del consiglio, dibattendo su alcuni punti nevralgici della discussione.

Spinelli: “Come è noto, nel 2008 la Regione ha introdotto i Distretti Urbani del Commercio (DUC) con la finalità di promuovere una politica organica di sviluppo e supporto al settore. In particolare, questi nuovi strumenti di programmazione puntano a migliorare l’attrattività commerciale e turistica dei singoli territori, rilanciando i consumi. La Regione Puglia cofinanzia economicamente sia i progetti per la realizzazione dei Distretti, sia le opere e le iniziative previste dagli stessi piani. L’altra parte dell’investimento è a carico degli stessi Comuni, dei commercianti che vorranno aderire e delle associazioni che vorranno partecipare, anche mettendo a disposizione le proprie risorse umane e strumentali.

In Puglia al momento, il riscontro è positivo: numerosi sono i Comuni della Città Metropolitana di Bari che hanno sottoscritto il protocollo. Ci sono tre tipologie di distretti: distretti diffusi, urbani e metropolitani, a seconda della dimensione dell’area che diventerà un DUC. I DUC in Puglia possono essere: diffusi, nel caso di comuni con meno di 25.000 abitanti; urbani, nel caso di comuni con più di 25.000 abitanti; metropolitani, nel caso di comuni con più di 70.000 abitanti.

Attraverso il DUC verranno realizzate delle iniziative volte a sostenere il commercio locale, oppresso da una imposizione fiscale sempre più alta, nonché dalla presenza diffusa di centri commerciali e di siti internet di e-commerce che, attraverso multinazionali e offrendo merce a prezzi stracciati stanno mettendo a dura prova i nervi, nonché le finanze degli operatori commerciali locali. Si tratta, dunque, di una valida e sostanziale opportunità, che Acquaviva non poteva permettersi il lusso di perdere.

Il provvedimento, dapprima portato nella Terza Commissione consiliare, da me presieduta, è passato all’unanimità dei consiglieri sia di maggioranza che di minoranza. Dopodiché è stato discusso in Consiglio comunale e, dopo un’ ampia discussione, approvato con il voto contrario del Movimento Cinque Stelle, nonché dall’esponente della lista “Noi con l’Italia”, entrambi inspiegabilmente contrari ad uno strumento, che darà un sostegno agli operatori commerciali locali.

Spero presto di poter vedere i primi progetti. Un doveroso ringraziamento va all’assessore Pasquale Cotrufo che ha magistralmente diretto i lavori preparatori e voluto insieme a tutta la coalizione del Sindaco Carlucci questo importante strumento.”

D’Antini: “Forza Italia ha manifestato alcune perplessità in merito alla scelta di coinvolgere solo due associazioni di categoria, Confcommercio e Confesercenti, di cui non conosciamo il numero di iscritti e, dunque, quanto siano realmente rappresentative del nostro tessuto commerciale e di conseguenza capaci di affrontarne le problematiche. Non solo, non ci convince affatto lo statuto che è stato approvato, il quale potrebbe istituire una sorta di “oligarchia” nella gestione del commercio acquavivese, visto e considerato che quest’ultimo pone sullo stesso piano il Comune e le associazioni sopracitate. Malgrado tutto, abbiamo votato favorevolmente al provvedimento, in quanto ci auguriamo che questo strumento possa dare il giusto slancio al settore, da anni in affanno. Ancora una volta la minoranza ha dato un segnale chiaro all’attuale maggioranza consiliare: porre al primo posto il bene della nostra comunità, pur partendo da posizioni divergenti.”

Spinelli: “La minoranza consiliare ha presentato alcune interrogazioni. Ancora una volta, i temi sono sempre gli stessi (o quasi). La minoranza o opposizione, ad oggi non ha dato alcun apporto alla nostra amministrazione, anzi, piuttosto ha paralizzato la macchina amministrativa in più di una occasione, presentando le stesse interrogazioni. Dirigenti, impiegati e assessori hanno dovuto lasciare lavori più importanti per rispondere a domande spesso capziose, inutili o, addirittura, dall’esito scontato. Insomma, utilizzando un termine “pistilli ano”, queste interrogazioni servono a fare solo tanta gassosa in Consiglio comunale.

In merito alla mozione sulla Tariffazione Puntuale, la stessa è tra gli obiettivi dell’ Amministrazione Carlucci. Tuttavia, prevede dei processi preliminari prima che sia possibile introdurla. Ad oggi in Puglia non esistono linee guida che ci diano delle indicazioni su come debba essere effettuata ed il comune di Modugno è l’unico che la sta adottando con esiti non ancora noti, come non sono noti i criteri adottati. Il Comune di Cassano delle Murge, che ha introdotto la differenziata anni prima di noi, non ha ancora provveduto in tal senso. Ciononostante il Comune di Acquaviva sta lavorando per far sì che questo sistema di raccolta dei rifiuti si possa realizzare in tempi anche brevi e secondo dei criteri. Ma non è così facile, come si pensa. Gli Acquavivesi hanno già pagato lo scotto per il passaggio alla differenziata ma alla fine il risultato ci ha premiati facendoci risultare tra i comuni più ricicloni. Il passaggio ad un sistema di raccolta differenziata più “puntale” determinerà ulteriori cambiamenti, che potrebbero innescare, a mio avviso, altri fenomeni come l’incremento del rifiuto selvaggio nelle nostre campagne. Pertanto, dobbiamo essere cauti ed iniziare dapprima una campagna di sensibilizzazione dei cittadini, oltre che una serie di iniziative sperimentali.

Le altre interrogazioni ritengo non meritino di essere né affrontate né considerate dal sottoscritto.”

D’Antini: “Sulla gestione del servizio di igiene urbana questa maggioranza si è dimostrata per l’ennesima volta inadeguata e soprattutto appiattita ad una posizione prettamente ideologica, che porterà anno dopo anno ad un aumento della Tari e ad un Paese sempre più sporco. Tale concetto è fondato su fatti reali, che non destano alibi alcuno. In merito alla tariffazione puntuale, che è lo strumento più adeguato per far pagare di meno a chi differenzia di più ed è prevista dal contratto sottoscritto tra l’ARO BA/5 e l’azienda, non si hanno tempi certi circa l’adozione di questo strumento. Sono stati tolti i bidoni dalle strade ma, purtroppo, a causa di un totale disservizio, alcune attività commerciali hanno impegnato i marciapiedi con i raccoglitori, causando non pochi problemi ai pedoni che percorrono i marciapiedi interessati. La maggioranza, anziché fornire risposte ed individuare soluzioni, ha preferito trincerarsi nell’arroganza di chi governa; Il servizio di pulizia delle strade è svolto in maniera superficiale e non è neppure controllato a dovere. Ciò ha determinato disagi tanto ai residenti tanto alle attività commerciali presenti in alcune strade cittadine. Ci riferiamo agli orari di divieto di sosta imposti a queste strade che, dopo la nostra interrogazione, sono stati modificati, indice del fatto che non avevamo affatto torto in merito.

 

D’Antini: “In merito al Bollettino d’Informazione del Comune di Acquaviva delle Fonti abbiamo rilevato diverse anomalie. Anzitutto, in seguito a reiterate richieste di parere del Segretario Comunale, finalmente una risposta, peraltro insoddisfacente, dopo che lo stesso Segretario ha ripetuto in più di un’occasione di non poterlo rilasciare.

Inizialmente l’Amministrazione Carlucci programmò la pubblicazione di cinque numeri, salvo poi limitarsi alla pubblicazione di soli due numeri, casualmente proprio in coincidenza della campagna elettorale in vista delle comunali del giugno scorso. Inoltre, il Sindaco ha affermato di aver assunto il ruolo di direttore responsabile, senza tuttavia fornire alcuna spiegazione circa la procedura seguita per tale nomina, quand’anche questa risulti a titolo gratuito. Ciò è avvenuto non ossequiando la Carta di Firenze, che non prevede per i giornalisti alcuna prestazione gratuita. Peraltro l’Ordine dei Giornalisti ha più volte enunciato che le attività di Iscritti ad Albi professionali non possono essere prive di emolumenti da parte del conferente. Emolumenti che devono essere contrattualmente definiti per evitare elusioni di natura fiscale e previdenziale. Insomma, pur condividendo la nobiltà degli obiettivi originari dell’iniziativa, ovvero una corretta informazione dei cittadini, non possiamo che constatare che si è trattato dell’ennesimo strumento di mera propaganda politica dell’Amministrazione guidata da Davide Carlucci costata agli acquavivesi € 4000,00.”

 

D’Antini: “A fronte di una maggiorazione della retribuzione di posizione al Direttore dell’ARO BA/5, come minoranza abbiamo sottoposto alcuni interrogativi. Anzitutto, non comprendiamo come sia possibile riconoscere un aumento della retribuzione ad un Direttore, che ha gestito un’ ARO che ha subito un parere da parte dell’ANAC (delib. prot. N. 558/2017), che ha ravvisato disparità di trattamento e antieconomicità nella gara, e da parte del Consiglio Di Stato che ha giudicato illegittima l’assegnazione dell’appalto (sent. n. 4544/2018). Come si può riconoscere un aumento della retribuzione ad un Direttore che gestisce un ARO che si è posta come obiettivo quello di far pagare di meno i cittadini e le aziende e che invece prevede annualmente un P.E.F. che aumento il costo del servizio di circa € 200.000,00? In merito al Bilancio Partecipato ci limitiamo ad osservare che all’indomani della campagna elettorale erano presenti i fondi necessari alla sua attuazione; oggi, invece, sono scomparti. È assurdo! È inaccettabile gestire la res publica a proprio uso e consumo.”

D’Antini: “In merito alla richiesta di finanziamento regionale di € 220000,00 per interventi di rimozione di rifiuti illecitamente abbandonati su aree pubbliche, mi preme chiarire le ragioni della nostra astensione. Pur avendo chiesto in sede di Conferenza dei Capigruppo una relazione dettagliata da parte del Dirigente competente su cosa si intende per aree pubbliche, in quanto alcune specifiche aree pubbliche sono già sotto la gestione diretta dell’azienda che si occupa del servizio di raccolta e, pertanto, il costo di tale servizio è già previsto, non è stato fornito alcun parere in merito. Pertanto, ancora una volta, si porta in Consiglio Comunale un provvedimento posto in maniera “superficiale” e “poco chiara”. Quest’ Amministrazione sceglie nuovamente la strada dello slogan anziché quella della reale soluzione al problema. Non si combatte così che l’ annosa questione dei rifiuti abbandonati nelle campagne. Sarebbe auspicale intervenire con un pattugliamento costante da parte della Polizia Locale, da incrementare con nuove unità, con l’istallazione di telecamere a circuito chiuso e soprattutto con l’introduzione di sanzioni esemplari per quanti siano colti in flagranza.”

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI