Lunedì 19 Novembre 2018
   
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UNA LEGGE SUL NUCLEARE PASSATA SOTTO SILENZIO

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nucleareL’Italia è una delle poche nazioni al mondo, considerate democratiche, in cui vige una sorta di blocco informativo non solo governativo ma istituzionale. Sembra impossibile che ciò possa avvenire in un Paese che fa della Democrazia, della Libertà di pensiero e parola, il suo emblema nel mondo. Eppure è così.

nucleare-scorie-radioattive-miniera-asseTante le notizie omesse o non divulgate a sufficienza da TG, giornali e radio di stato.

Un esempio fra tutti è la questione che riguarda l’energia nucleare. E’ notizia di oggi, ma datata agosto, che il governo ha “lavorato” per aggirare l’ostacolo Regioni, in gran parte contrarie alla reintroduzione di questa forma di produzione di energia elettrica, fino ad approvare una legge (la 129 del 13 agosto 2010) che di fatto esautora le regioni di ogni potere decisionale in merito.

no_al_nucleareL’assurdità sta nel fatto che le stesse notizie siano date a distanza di tempo, a decisioni avvenute, quasi ad orologeria, dagli stessi politici. In questo caso dal Presidente del Gruppo Sel (Sinistra Ecologia Libertà), Michele Losappio, con un suo comunicato stampa, divulgato dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regione Puglia, che provvediamo a pubblicare nella sua integrità.

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losappioLosappio (Sel): "Nucleare: il governo vuole commissariare le Regioni"

A quanto pare l’opzione nucleare non trova consenso in nessuna regione italiana, comprese quelle a guida Pdl o Lega.

Solo così e con la volontà di aggirare la sentenza delle Corte Costituzionale 215/010 si spiega la legge 129 del 13 agosto con la quale si è voluto sancire il potere del Consiglio dei Ministri “in caso di mancato raggiungimento dell’intesa con una Regione di dichiarare l’urgenza e la indifferibilità” dell’impianto e di “nominare uno o più commissari” dotati di “poteri straordinari anche di sostituzione e di deroga” alle autorità ed alle leggi.

chernobylQuesta procedura -sostiene la legge- viene consentita “per tutti gli interventi urgenti ed indifferibili connessi alla trasmissione, alla distribuzione ed alla produzione di energia e delle fonti energetiche che rivestono carattere strategico nazionale” che “possono contemplare anche il coinvolgimento di soggetti privati” e perciò oltre che per il nucleare anche per altri tipi di centrale, per elettrodotti e altre opere.

In altri termini lì dove il Governo individuerà “particolari ragioni di urgenza” si sostituirà con emissari alle Regioni ed alle Autonomie locali mentre sono benvenute le multinazionali ed i grandi gruppi industriali.

Non c’è che dire: un bell’esempio del federalismo che agita a bandiera della modernizzazione!

Fa dunque bene l’Assessore Nicastro a denunciare questa operazione, a metà fra il raggiro e l’aggressione, ed a impegnare la Regione a tutela delle proprie funzioni e prerogative.

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