Mercoledì 19 Giugno 2019
   
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Consiglio Comunale, tutto pronto per il Bilancio 2019

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Bocciata l’esenzione Tari per i disabili proposta dalla minoranza

 

Mercoledì 12 dicembre si è celebrato il Consiglio Comunale presso il Palazzo di Città per discutere alcuni punti all’ordine del giorno volti a licenziare perlopiù atti propedeutici alla presentazione in Consiglio, e alla successiva approvazione, del Bilancio di previsione 2019. Si è, dunque, proceduto a discutere anzitutto il Programma degli interventi per il Diritto allo studio e per la Promozione del sistema integrato di educazione e di istruzione anno 2019, salvo poi approvare il Piano delle alienazioni e valorizzazione del patrimonio immobiliare dell’ Ente per il Triennio 2019/2021 e del Programma triennale dei Lavori Pubblici e dell’elenco annuale 2019.

Alle 18.40 la Maggioranza consiliare ha abbandonato l’aula facendo venir meno il numero legale, poiché il Regolamento comunale per l’applicazione dell’ IUC risultava privo del parere dei Revisori dei Conti. Venerdì 14 dicembre sì è celebrato nuovamente il Consiglio Comunale, in seconda convocazione, per approvare quest’ultimo Regolamento ed il Piano Finanziario e la relativa Relazione per la Gestione dei rifiuti urbani e assimilati per l’Anno 2019.

Abbiamo voluto dare spazio a due consiglieri di lungo corso, Beppe Di Vietri (ABC), già segretario di SEL, e ad Alessandro Laera (Pistilli sindaco), in passato Presidente del Consiglio ed Assessore, per aiutarci a riflettere circa le deliberazioni di cui questa seduta consiliare si è occupata in vista dell’ approvazione del Bilancio.

Programma triennale delle opere pubbliche

Di Vietri: “Tradizionalmente, il Programma triennale delle opere pubbliche era considerato il libro dei sogni delle compagini di governo. Oggi, dopo sei anni di amministrazioni Carlucci, questo provvedimento è diventato un cronoprogramma molto accurato, che non solo indica quali opere pubbliche si andranno a realizzare nel breve/medio periodo (tre anni, come il nome stesso suggerisce), ma definisce nel dettaglio anche le fonti di finanziamento che ne renderanno possibile la realizzazione ed indica il responsabile del provvedimento, ovvero il tecnico che tra i dipendenti comunali si occuperà di portare a termine l’intervento.

Una pianificazione, quindi, molto oculata che comprende ben 23 opere pubbliche, di cui, ci tengo a sottolinearlo, il 90% riporta già una chiara fonte di finanziamento, ovvero risorse economiche che l’amministrazione è riuscita ad intercettare tra bandi regionali, della Città metropolitana o grazie al riutilizzo degli avanzi di amministrazione.

Nel corso della discussione consiliare, davanti ad una evidenza così schiacciante, la minoranza ha potuto replicare adducendo solo come debole motivazione che alcuni bandi dedicati agli enti locali escono periodicamente e finanziano un po’ tutti i partecipanti. Certe affermazioni denotano una scarsa conoscenza delle nuove dinamiche che investono le amministrazioni pubbliche visto che i cosiddetti “finanziamenti a pioggia” non esistono più da un pezzo (per fortuna direi). Al contrario, la competizione tra Comuni per potersi accaparrare le necessarie risorse (spesso comunitarie) che la Regione o la Città metropolitana mettono a disposizione si è fatta molto dura, visto che ormai queste rappresentano una fonte quasi esclusiva di finanziamento per le amministrazioni municipali.

Inoltre, come già evidenziato in Consiglio, le proposte candidate dal Comune di Acquaviva spesso si sono attestate nelle primissime posizioni delle graduatorie, confermando la capacità che abbiamo sviluppato in questi anni, nonostante le carenze strutturali di organico, di pianificare il lavoro e le professionalità degli uffici, costituendo un vero e proprio parco progetti che ci ha consentito di intercettare finanziamenti ingenti come è avvenuto per i 5 milioni di euro per l’abbattimento del rischio idrogeologico di Torre Lama Cimarosa e, nell’ambito del bando regionale sulla Rigenerazione Urbana, per i 2,5 milioni di euro della nostra Strategia Integrata per lo Sviluppo Urbano Sostenibile (SISUS) con cui abbiamo acquisito fondi per realizzare diversi interventi che cambieranno il volto di ampie zone del nostro paese (separazione della fogna bianca nel centro storico, recupero dell’ex macello comunale, realizzazione di fascia a verde nei pressi di via Schiapparelli, recupero di immobili comunali sequestrati alla mafia da destinare a co-housing sociale, miglioramento di percorsi pedonali nel centro storico e realizzazione di piste ciclabili, disimpermeabilizzazione spazi pubblici e creazione di aree a verde).”

Laera: “Benché si tratti di un atto semplice sulla carta, il Piano triennale L.L. P.P. nasconde varie insidie. Il nostro voto contrario non risiede nella non bontà delle opere, ma nella mancanza di vere e proprie priorità finalizzate a soddisfare i bisogni e le esigenze della collettività. Infatti, le uniche opere fortemente significative riportate sono la ristrutturazione integrale di Piazza Vittorio Emanuele II, finanziabile solo col realizzarsi di alcuni requisiti essenziali al reperimento delle somme necessarie ed il project financing relativo ad interventi sul Centro Sportivo “Tommaso Valeriano” (Scappagrano), su cui le nostre perplessità sono state confermate dall’ Assessore Busto. Tuttavia, ciò che desta maggiore preoccupazione è come sarà possibile bandire tutte le altre opere, se l’amministrazione ad oggi non ha ancora provveduto a mettere a bando i progetti definiti in sede di variazione di bilancio benché supportati dal parere del direttore finanziario che indica quale termine perentorio il 31.12.2018? Atteso l’ottimo lavoro degli uffici nel reperire i fondi necessari a finanziare le opere pubbliche, il compito, complesso s’intenda, di chi amministra è saper gestire al meglio tali risorse. Sembra quasi che l’importante sia reperire finanziamenti da spendere. Questa scelta politico – amministrativa mi trova in completo disaccordo; piuttosto occorre spendere con maggiore sapienza le risorse ottenute per rendere più vivibile il nostro paese!”

 

Modifica regolamento IUC

 

Laera: “Insieme ai consiglieri Pistilli, Montenegro e D’Antini abbiamo presentato due mozioni finalizzate ad emendare l’approvando Regolamento IUC. Abbiamo pensato di introdurre anche nel nostro comune il baratto amministrativo (lo discuteremo al prossimo consiglio) ed un’ esenzione totale dal pagamento della Tari per l’anno corrente 2019 per quei nuclei familiari il cui ISEE non superi i 10000 euro e presenti un componente in condizioni di invalidità totale del 100%, a prescindere dal fatto che l’abitazione sia in fitto o di proprietà. L’ufficio tributi avrebbe fatto pervenire apposita comunicazione alle famiglie interessate, che entro il 28 marzo p.v. avrebbero dovuto presentare l’ISEE e la relativa domanda in Comune.

 

Ciò è in linea con l’indirizzo di molti enti, volto ad agevolare quelle famiglie che vivono quotidianamente in difficoltà, anche economiche, che non consentono loro di soddisfare tutte le necessità dei portatori di handicap. Per noi si trattava del naturale prosieguo di un impegno di anni di ascolto e di conoscenza di queste problematiche, a cui avremmo voluto tanto dare un seguito politico – amministrativo. Dopo anni di mancato ascolto da parte dell’istituzione la bocciatura della nostra mozione da parte della maggioranza, guidata da Davide Carlucci, dettata dai numeri schiaccianti in Consiglio è figlia di una “primogenitura” di Carlucci, volta a strumentalizzare politicamente i disabili acquavivesi. Ciò è davvero sconfortante, visto che è mancata solo la volontà politica di licenziare un provvedimento in questo senso. Era, infatti, presente il parere favorevole sia del direttore di Ragioneria sia dei Revisori dei Conti. Sarebbe bastato adoperarsi, anche per il 2019, per una variazione di bilancio, come fatto a luglio scorso per altre agevolazioni.

 

La verità viene fuori dalle norme attuative del PEF. Essendo questa un’ agevolazione economico sociale i costi della stessa sono imputati alla fiscalità locale, a differenza della agevolazioni tecniche, da loro approvate nel PEF 2019, per le attività commerciali e produttive vessate dalla notoria batosta Tari. Quest’ultime agevolazioni, infatti, benché risultino nel regolamento, saranno quantificate, in termini di costi, durante il prossimo anno e saranno poste a carico dei cittadini. Saranno infatti i contribuenti, e non certo le casse comunali, a riparare al danno inferto ai commercianti dall’Amministrazione Carlucci nel 2018!”

Di Vietri: “La lunga discussione che ha riguardato questo punto all’Ordine del Giorno si è focalizzata, a causa di un emendamento proposto dalla minoranza, soprattutto sulla possibilità di esentare dal pagamento della TARI, la tassa sui rifiuti, tutti quei nuclei familiari con un ISEE inferiore ai 10000 euro che sono composti da almeno una persona disabile al 100%. Una misura che apparentemente sembra di equità sociale ma che in realtà sottende ad una visione stereotipata che banalizza le politiche sociali finalizzate alla piena autodeterminazione della persona disabile riducendole ad una semplice contribuzione economica.

Come gruppo ABC abbiamo evidenziato la contraddizione di questa proposta, inefficace nel merito, sia dal punto di vista del contrasto alla povertà che come misura di sostegno alle persone disabili.

Infatti sarebbero ricadute nella fattispecie proposta dalla minoranza anche famiglie composte da tre persone, con entrate mensili per 2500 euro e con una casa di proprietà, ovvero nuclei familiari non propriamente bisognosi di un sostegno economico da parte del Comune. Inoltre l’esenzione dal pagamento della TARI, pari a circa 200 euro all’anno, non avrebbe rappresentato nemmeno una misura volta a favorire l’inclusione sociale dei disabili che invece chiedono servizi più efficienti dal Piano Sociale di Zona (assistenza domiciliare e centri diurni in primis) ma anche una migliore accessibilità alle strade, ai mezzi e agli edifici pubblici e, soprattutto, delle politiche volte a favorire l’inserimento all’interno del mondo del lavoro che consentano il raggiungimento dell’autosufficienza economica, dando così piena attuazione dei dettami costituzionali.

Un emendamento che quindi abbiamo giudicato strumentale, formulato frettolosamente e che non ha tenuto conto del fatto che nel Regolamento della IUC sono già presenti delle forme di forte esenzione dal pagamento del tributo per quei nuclei familiari con un ISEE inferiore ai 3000 euro.

Il sospetto è che con questa boutade la minoranza abbia voluto far passare inosservato il lavoro fatto dalla competente commissione consiliare che ha invece introdotto in questo regolamento numerose misure di agevolazione sulla TARI a favore delle utenze non domestiche, indebolendo di fatto quello che è stato il cavallo di battaglia della propaganda elettorale delle forze di opposizione.”

Piano Economico Finanziario del Servizio Igiene Urbana

 

Di Vietri: “L’approvazione del Piano Finanziario e della relazione per la gestione dei rifiuti urbani si è aperta con un tentativo di coup de théâtre di una parte della minoranza che il pomeriggio precedente lo svolgimento della seconda convocazione del Consiglio comunale, ad uffici ormai chiusi, aveva inviato via PEC una lettera in cui chiedeva di rivedere il Piano finanziario per una serie, a detta loro, di mancanze. Una missiva che non era stata inviata ai Consiglieri comunali dimostrando una scarsa considerazione politica all’organo di cui essi stessi sono parte.

Fallito questo tentativo di destabilizzare la discussione in aula, ma che ancora una volta lascia aperti fondati dubbi circa la strategia ostruzionistica di taluni consiglieri di opposizione, si è passati all’analisi di un provvedimento che, nei numeri, ha dimostrato lo sforzo e l’impegno dei cittadini acquavivesi nel raggiungimento di un risultato sempre migliore di raccolta differenziata, quest’anno attestatasi al 72%. Un risultato sancito anche dal riconoscimento regionale che pone il nostro Comune tra i primi 10 ricicloni di Puglia nella nostra categoria.

Nel 2019, con il gettito della TARI, dovremo assicurare la copertura totale dei costi di servizio che ammontano globalmente a circa 3.400.000 euro. Una somma in lieve aumento rispetto allo scorso anno a causa principalmente dell’atavico problema del sistema regionale pugliese di assorbire la frazione organica del rifiuto. Inoltre il Piano ha quantificato i proventi derivanti dal conferimento delle frazioni differenziate (carta, plastica, vetro e alluminio) ai consorzi di recupero che quest’anno sono stati superiori ai 200000 euro.

Naturalmente dai banchi dell’opposizione si sono levati i racconti dei nostalgici che vagheggiavano di un passato caratterizzato da luridi e fetenti bidoni della raccolta stradale come di una imprecisata Età dell’Oro, in cui tutto funzionava bene e i cittadini erano tutti contenti perché pagavano meno. Come se oggi, nel nome del risparmio, fosse possibile tornare indietro all’uso delle candele per risparmiare sulla bolletta dell’elettricità o rinunciare all’acqua corrente in casa in favore del più economico approvvigionamento ai pozzi. Ricordi annebbiati che dimenticano sistematicamente i cattivi odori, i rifiuti per strada e l’invasione di ratti e blatte che caratterizzavano il centro urbano, le multe e il pagamento dell’ecotassa che puntualmente colpivano il Comune (e quindi i cittadini). Ricostruzioni che dimenticano deliberatamente il cambio di rotta dei protocolli planetari in fatto di emissioni di gas serra, e le nuove normative comunitarie, statali e regionali e che omettono di dire che mentre oggi con la TARI è obbligatorio coprire il 100% del costo del servizio, dieci anni fa il costo del servizio era coperto per una buona parte con risorse rivenienti dai trasferimenti dello Stato, pratica oggi vietata per legge.

Per non parlare del fatto che la raccolta porta a porta, sebbene vada ancora migliorata e corretta, consente oggi di riciclare il 72% dei rifiuti prodotti mentre, fino a pochi anni fa, più dell’80% dei nostri rifiuti finivano in discarica, con un costo non economico ma ambientale insostenibile per noi e per le generazioni future che vivranno in un mondo sempre più inquinato e con meno risorse.”

Laera: “Il Piano Economico Finanziario (PEF) disciplina il costo del servizio rifiuti per i cittadini, che coprono integralmente al suo costo, ma evidenzia anche la strategia amministrativa dell’ente a riguardo, rispettando il trinomio “Chiarezza – Verità – Correttezza”. Ricordiamo tutti che questo appalto è pieno di dubbi, già evidenziati dall’ ANAC ed ultimamente dal Consiglio di Stato, il quale l’ha annullato per mancanza di requisiti della ditta risultata vincitrice.

Abbiamo evidenziato una serie di anomalie. In particolare, nella tabella relativa al numero di utenze del PF inviato dall’azienda non si comprende né quale sia il numero di utenze domestiche e non domestiche, né quale sia il numero totale dei residenti, che passano dai 20.497 del PF ai 20.600 riportati su un altro provvedimento presentato dalla maggioranza. Con un’acrobazia di mirabile fattura la maggioranza ci ha presentato un foglio illustrativo datato 13.12.2018 a firma del dott. Capurso e del arch. D’Aries al fine di riparare all’errore, dimenticando completamente le linee guida per la redazione del PEF che così recitano: “Il PF viene rinnovato annualmente a cura del gestore del servizio”, ovvero la Impregico srl, e non l’Ente! Non è neppure riportato il costo e la tipologia del contratto dei lavoratori e gli eventuali oneri accessori, che tra l’altro non dovrebbero rientrare nel PEF.

Inoltre, il costo del servizio è aumentato di 200000 euro circa, rispetto allo scorso anno, con conseguente aumento della Tari da ottanta a cento euro per famiglia, benché non si sia fatto cenno ai ricavi derivanti dalla vendita dei rifiuti riciclabili. Insomma un PEF che non fornisce chiarezza circa la reale situazione del costo del servizio, anzi un “copia – incolla” del precedente. Nessuna spiegazione ci è giunta dalla maggioranza, dimostratasi presuntuosa e sfacciata, fino a non consentirmi di chiedere un parere alla Segretaria Comunale circa la possibilità di approvazione di un provvedimento rettificato da due dirigenti senza la necessaria firma della ditta, a cui spetta la composizione del PEF veritiero. Si è avuta l’impressione di una maggioranza per nulla in possesso della materia che si nasconde dietro un assessore, moglie del precedente, che custodisce gelosamente la delega all’ecologia, quasi fosse “roba” di famiglia, senza peraltro alcuna competenza in merito. Poco vale aver raggiunto il 70% di raccolta differenziata, se non si comprende bene come mai il costo del servizio aumenta annualmente, come vengono distribuite le multe effettuate all’azienda, se questa svolge il servizio in modo errato, quale sia il costo della forza lavoro, per non parlare dei costi amministrativi accertamento riscossione, inutili ad un ente che ha un contratto con un’azienda esterna di circa duecentomila euro l’anno! I cittadini hanno tutto il diritto di conoscere come vengono spesi i loro soldi, ma forse questa necessità di trasparenza non pare una priorità per questa amministrazione!”

 

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