Domenica 09 Dicembre 2018
   
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Consiglio Comunale, ennesimo show

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Bocciata la mozione M5S, bagarre su avanzo di amministrazione e variazioni di bilancio, grandi assenti i dirigenti


 

Martedì 27 e giovedì 29 novembre si è celebrato il Consiglio Comunale presso la Sala Consiliare del Palazzo di Città. Si sono discussi sei punti all’ordine del giorno a cominciare dalla mozione presentata dai penta stellati circa l’introduzione del “Question Time del cittadino”, interrogazioni presentate dalle minoranze,aventi ad oggetto randagismo, carta d’identità elettronica, manutenzione strade vicinali, utenze TARI e PEF ed istallazione pensiline in corrispondenza delle fermate autobus ed approvazione di variazione di bilancio, oltre alla revoca di un riconoscimento di debito fuori bilancio in favore di delta Frutta s.r.l. Abbiamo pensato di lasciare questo spazio alle considerazioni di due consiglieri Domenico Maurizio, già candidato alla carica di sindaco per il Movimento 5Stelle ed Antonia Sardone, già assessore alla Cultura nella passata amministrazione, ora presidente della seconda commissione consiliare (servizi sociali), in quota Nuova Acquaviva, i quali hanno commentato i lavori del consiglio, dibattendo su alcuni punti nevralgici della discussione.

Maurizio: “Il “Question Time del Cittadino” è un istituto di partecipazione democratica già funzionante in molte città, anche di grandi dimensioni: ai cittadini è riconosciuto il diritto di leggere in Consiglio Comunale proprie interrogazioni e interpellanze, dirette agli organi di governo del Comune. Il tutto, ovviamente, contenuto entro certi limiti, come il previo esame di ammissibilità e serietà delle domande, compiuto dal Presidente del Consiglio Comunale, sentiti i Capigruppo consiliari, e come il numero ridottissimo di domande da portare a ciascuna seduta (ci saremmo accontentati anche di due).

Sarebbe potuto essere l’inizio di una fase nuova dell’Amministrazione Comunale incentrata su un inedito apporto di segnalazioni, suggerimenti, esperienze provenienti dai tantissimi cittadini in grado di partecipare all’amministrazione comunale, e su risposte immediate da parte degli amministratori alle istanze e ai bisogni reali della gente.

Niente da fare. La maggioranza s’è spaventata. Evidentemente Carlucci e accoliti temono di incorrere in troppe critiche da parte dei cittadini. Temono che persone, magari più preparate degli stessi oppositori consiliari, o più agguerrite, o meglio informate, possano creare loro qualche seria grana. Temono, forse, di essere smentiti nelle rappresentazioni della realtà amministrativa, mai davvero veritiere, che oggi essi stessi forniscono attraverso l’apparato comunicativo abilmente costruito a presidio del loro potere, specificatamente Facebook ed il blog “Acquaviva partecipa”, potente macchina propagandistica e mistificatrice.

In Consiglio hanno finto di voler limare la nostra proposta, mentre in realtà avevano già pronta una loro versione annacquata, addomesticata e comodamente caducabile del nostro “Question Time del Cittadino” che hanno intitolato più delicatamente “Il tempo per le domande del cittadino”. Peccato che questo “tempo” dovrebbe avvenire solo due volte l’anno, nonché trascorrere in una “location” meno vincolante e pubblica del Consiglio Comunale, ed – addirittura – essere dedicato alle domande più gradite al sindaco medesimo, non a quelle più serie e incisive.

Dulcis in fundo, per giustificare il loro boicottaggio della nostra proposta, hanno basato le loro finte perplessità tutte su una asserita inadeguatezza dei cittadini a leggere le proprie domande nell’aula del Consiglio Comunale; un giudizio, questo, che viene dai mandanti – il sindaco e i consiglieri di maggioranza – di una Giunta Comunale, tra le meno qualificate che si ricordino negli ultimi trent’anni di storia amministrativa acquavivese. Un giudizio che, oltretutto, offende platealmente la Cittadinanza di Acquaviva tutta.

La trasparenza amministrativa di Carlucci è fatta solo di proclami. In campagna elettorale, durante i comizi del turno di ballottaggio, ha costantemente cavalcato i temi della partecipazione e della trasparenza, nel chiaro intento di attrarre a sé i voti liberi dei simpatizzanti del M5S. Peraltro, ricordiamo tutti che Carlucci, a qualche mese dal suo primo insediamento, per fare sfoggio della sua istruzione e sensibilità istituzionale, sottoscrisse la “Carta di Pisa”, il codice etico per la legalità e la trasparenza negli enti locali. All’articolo 16 della stessa, nell’ambito dei “RAPPORTI CON I CITTADINI” si legge: “(...) L'amministratore deve (...) incoraggiare e sviluppare ogni provvedimento che favorisca la trasparenza delle sue competenze, del loro esercizio e del funzionamento dei servizi di cui ha la responsabilità”. Quale migliore occasione dell’approvazione della nostra mozione avrebbe potuto avere Carlucci per mettere in pratica questa norma, che lui stesso ha portato ad Acquaviva? Invece, si è palesemente contraddetto. La smetta di atteggiarsi a principe illuminato. La trasparenza amministrativa e la partecipazione democratica non abitano dalle sue parti”.

Sardone: “Una maggioranza coesa e che sa programmare, riesce a dare risposte concrete ai cittadini. Lo dimostrano i provvedimenti approvati negli ultimi Consigli, tra i quali, in quest’ultimo, c’è la variazione di bilancio di € 750.000 per la realizzazione del manto in erba sintetica nel Campo Sportivo “Giammaria”. Quest’ Amministrazione sta dimostrando grandissima attenzione per lo sport e per i giovani acquavivesi ma, in primo luogo, sta dimostrando di voler mantenere le promesse fatte agli acquavivesi durante la campagna elettorale. Mi dispiace evidenziare che anche su decisioni urgenti e rilevanti come questa, la minoranza non si sia dimostrata coesa. Questo provvedimento avrebbe potuto vedere l’approvazione unanime da parte di tutto il Consiglio Comunale.

Invece, ci si è concentrati nell’attacco strumentale su tematiche rispetto alle quali abbiamo già iniziato a lavorare perché già presenti nel nostro documento programmatico. Mi riferisco, nello specifico, alla mozione presentata dal capogruppo del M5S sul regolamento del “Question Time”. Basta sfogliare le pagine del nostro programma elettorale con cui ci siamo presentati agli elettori per notare che la tematica della partecipazione ci sta particolarmente a cuore. Non è un caso che lo scorso anno si sia riusciti ad attivare lo strumento del Bilancio Partecipato che ha reso i cittadini acquavivesi partecipi di alcune scelte economiche dell’Ente. Siamo consapevoli che una maggiore partecipazione del cittadino alla vita amministrativa permette una migliore gestione della cosa pubblica. È per questo motivo che stiamo iniziando ad attivare già da qualche mese tutti gli strumenti di partecipazione previsti dallo Statuto Comunale. Parlo, ad esempio, dei Comitati di quartiere, delle Consulte, del Consiglio Comunale dei Ragazzi ed anche del “Question Time del Cittadino”, su cui esiste già una nostra proposta. Credo che la posizione del Consigliere Maurizio sia stata eccessivamente rigida.

Di fronte al percorso già intrapreso dall’Amministrazione Carlucci ed all’apertura fatta dalla maggioranza in Consiglio su questo punto, avremmo potuto modificare e approvare la proposta per poi discuterla nella Commissione consiliare di competenza. Invece, il Consigliere Maurizio si è arroccato sulle sue posizioni e ha perso l’occasione di portare a casa un buon risultato, frutto di un lavoro di sintesi tra le diverse istanze.”

Maurizio: “Per quanto concerne l’ordine del giorno per l’approvazione di nuove variazioni al bilancio 2018-2020, anche in quest’occasione, come nella precedente votazione su analogo ordine del giorno, la giunta comunale ha presentato ai consiglieri di minoranza, solo cinque giorni prima della convocazione del consiglio comunale (con sabato e domenica compresi), un documento oscuro in molte sue parti, quanto a finalità e persino regolarità di certe variazioni. A giudizio del sottoscritto andrebbero riviste diverse norme del procedimento di formazione e approvazione del bilancio comunale e, aldilà delle stesse leggi, un sindaco e degli assessori che abbiano veramente a cuore la trasparenza amministrativa, dovrebbero avvertire la necessità di spiegare bene ai cittadini, prima che ai consiglieri di minoranza, con adeguate relazioni di accompagnamento, il senso delle allocazioni di certe somme e delle variazioni alle decisioni già prese. I consiglieri di minoranza non sono stati posti nelle condizioni di condividere con la maggioranza le responsabilità politiche e contabili che l’approvazione comporta, specialmente quando, come accaduto in questa seduta del Consiglio comunale, nemmeno gli assessori conoscevano l’oggetto di certi importanti spostamenti di somme. Perciò la minoranza non poteva assolutamente votare a favore dell’approvazione delle proposte della giunta comunale.”

Sardone: “L’irrigidimento su posizioni di principio e la contestazione sterile e provocatoria non aiuteranno mai la nostra città a crescere. Penso, ad esempio, all’interrogatorio al quale è stata sottoposta l’Assessore Grilli sull’ assestamento di Bilancio. La minoranza non ci ha risparmiati dalla ormai solita polemica sulle tariffe Tari, nonostante le stesse non fossero oggetto di discussione, sminuendo lo sforzo di questa Amministrazione nell’intercettare € 220.000 da stanziare per contributi a sostegno dell’imprenditoria locale. Si è parlato, invece, in maniera strumentale, solo di tagli, omettendo gli incrementi fatti in alcuni capitoli e non chiarendo che si trattava di semplici spostamenti di somme da un capitolo di Bilancio all’altro. Le variazioni sono necessarie per evitare che alla fine dell’anno rimangano in Bilancio somme inutilizzate. La gestione virtuosa delle casse comunali ha permesso e permetterà anche quest’anno all’Amministrazione Carlucci di approvare il Bilancio di previsione entro il 31 dicembre. Questo dovrebbe inorgoglire tutti noi. Il mio auspicio è che si possa iniziare a discutere serenamente dello sviluppo della nostra Acquaviva.”

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