Domenica 23 Settembre 2018
   
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Meloni-Fitto-Meloni: parentesi kafkiana per Colafemmina

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La breve storia di una metamorfosi atta a stabilizzare i piani di Fratelli d'Italia ad Acquaviva

Kafka, lo storico autore delle 'Metamorfosi', avrebbe certamente trovato ispirazione per un sequel. – Sta di fatto che sin dalle prime due adunanze consiliari abbiamo assistito ad un continuo processo di trasformazioni del Consigliere comunale Francesco Colafemmina: esponente della minoranza e nuovo Vicepresidente del Consiglio in quel di Palazzo De' Mari. Candidato sindaco del centrodestra dei simboli partitici, poi antipistilliano in quota 'Fratelli d'Italia' (a scapito di un seggio 'presumibilmente' perso dai fittiani), negli ultimi giorni Capogruppo di 'Noi Con l'Italia' (che sarebbero proprio i fittiani avversari...), in vista poi di un rapido spostamento nel partito di Giorgia Meloni. – Il tutto, in un clima di crescente distanza con il “Centrodestra allargato” (civiche più 'Forza Italia', con gli stessi fittiani alla finestra...) cui fa capo il Consigliere Franco Pistilli, effettivo ultimo competitor elettorale del Sindaco Davide Carlucci e rimanente primo avversario di 'Fratelli d'Italia'. – Tutti passaggi di un moderno romanzo comunale.

 

Siamo giunti oggi al terzo Consiglio e la trama è già abbastanza ricca. Seguiranno ancora sviluppi sul finire del medesimo. – Proviamo, però, a capirci qualcosa. – Nelle ultime ore precedenti l'assise, 'La Voce del Paese' è stata con il consigliere Francesco Colafemmina e con Alessandro Longo, segretario cittadino di 'Fratelli d'Italia'.Longo Colafemmina

Al Consigliere Colafemmina. Negli ultimi giorni è stato capogruppo di 'Noi Con l'Italia', ma si sente già parte di 'Fratelli d'Italia': perché e come vive questa parentesi? – (Colafemmina) “Io vivo questa parentesi in maniera completamente serena: perché chi è consapevole della propria identità non ha alcuna difficoltà ad utilizzare, anche per una ragione esclusivamente formale, l'appartenenza ad un gruppo consiliare diverso dal proprio. Nel mio caso la legge elettorale nonché il regolamento comunale prevedono che la mia appartenenza fosse quella di Noi Con l'Italia pur essendo io sempre stato di Fratelli d'Italia: ma forse è opportuno aggiungere che l'unica alternativa prevista dal regolamento sarebbe stata anche quella del Gruppo Misto. Ora, nel momento in cui proprio il consigliere Pistilli, che avrebbe potuto far parte del gruppo Pistilli Sindaco assieme al Consigliere Laera, ha chiesto in più occasioni al Segretario generale cosa sarebbe accaduto se lui stesso sarebbe poi confluito al Gruppo Misto ed in più... aggiungo io ipoteticamente, come capogruppo del Gruppo Misto... francamente, innanzi a tale circostanza, mai mi sarei prestato, rischiando, a far parte di una realtà di questo tipo. Quello di diventare, invece, capogruppo di Noi Con l'Italia è stata una scelta obbligata. E, tuttavia, ho già chiesto formalmente di modificare il regolamento del Consiglio comunale al fine di poter creare il gruppo consiliare Fratelli d'Italia”.

Al segretario cittadino FdI, Longo. Ad Acquaviva, che differenze vi sono fra 'Fratelli d'Italia' e 'Noi Con l'Italia'? Compresa l'analisi del voto? – (Longo) “Le differenze fra Noi con l'Italia e Fratelli d'Italia, ad Acquaviva, sono sostanzialmente abissali: perché, arrivati ad un certo punto della campagna elettorale, abbiamo fatto delle scelte completamente diverse. Sono anche dispiaciuto di quanto il coordinatore Francesco Montenegro ha scritto nei confronti del nostro gruppo, ma vedo che bisognerebbe ricordargli che la politica non si fa con la calcolatrice. Molte volte ci si aggrappa meramente a situazioni di carattere numerico, ma oggi noi siamo comunque presenti in Consiglio comunale. E siamo presenti grazie al seggio dell'ex-candidato sindaco Francesco Colafemmina. Portiamo avanti un'idea di politica che è completamente diversa e che è di sicuro molto, e molto, distante dalla posizione effettiva di Noi Con l'Italia. Se si fa un'analisi del voto, affermo che tali distanze si fanno certamente siderali: e se Francesco Montenegro pensa che la sua posizione vada legittimata in Consiglio si sbaglia di grosso. E vuoi perché noi non consideriamo questa, assolutamente, come una possibilità. Crediamo anche di appartenere ad un partito dove le posizioni e gli incarichi non vengano dati come i numeri a lotto, ma come frutto di una militanza. E rimandiamo al mittente tutte le illazioni che sono state indirizzate nei nostri confronti. Noi faremo una politica decisamente diversa rispetto a quella che hanno in mente un Francesco Montenegro, un Claudio Solazzo o un Franco Pistilli”.

L'attuale rivalità con il Consigliere Pistilli, e il suo contesto, vi spingerà alla visione di una minoranza alternativa o di una continua affinità con la maggioranza del Carlucci-bis? Oppure, in futuro c'è ancora la possibilità di unire il centrodestra? – (Colafemmina) “Fondamentalmente, dovremmo chiarirci un po' le idee su cosa sia una politica di destra e una politica di sinistra. In più, quello che, poi, noi vogliamo come politica nel nostro paese, Acquaviva. Probabilmente i cittadini di questo paese sono interessati a delle soluzioni e a delle risposte. Sono interessati ad una opposizione che svolga il proprio ruolo di controllo ma anche di proposizione nei confronti della maggioranza. Ora, qualunque forma di dialogo, di rispetto, di tentativo costruttivo effettuato con una maggioranza, viene interpretato stranamente da alcuni come una contiguità. Un salto della quaglia. E questo genera un'ostilità preconcetta nei confronti del sottoscritto e del nostro partito: che poi viene amplificata a dismisura anche attraverso derive di volgarità e maleducazione presenti sui social network. La preghiera che io faccio al resto della minoranza è che innanzitutto bisogna elaborare, finalmente e definitivamente, il proprio lutto per la sconfitta: e cominciare a pensare che viviamo nel 2018 e che bisognerebbe pensare alla politica in maniera un po' più costruttiva... Senza demonizzare chi a loro dire ha costituito un ostacolo alla loro vittoria. E pensare a quali siano le problematiche che non hanno portato alla vittoria il centrodestra. Forse proprio l'assenza di questa comunione di idee, di valori, di progetti per il paese... ma semplicemente l'unione di tanti piccoli feudatari: portatori di un bagaglio di voti e di una propria serie di interessi posti, poi assieme, per tentare di assaltare la dirigenza del Comune. Allora... iniziamo a ripensare la politica, iniziamo ad ascoltare i cittadini, iniziamo anche a fare un'opposizione seria: dove non occorre soltanto urlare illazioni od accuse senza avere prove al netto sul che fa o ha fatto la maggioranza... ma occorre documentare ogni azione che non vada nell'interesse dei cittadini. Occorre anche proporre delle soluzioni concrete alle problematiche create dall'amministrazione passata ed attuale. E penso alla questione TARI. L'obiettivo, però, non deve essere quello di trovare una soluzione all'amministrazione, ma trovare una soluzione a beneficio dei cittadini. Perché pensare di fare un'opposizione ai danni dei cittadini, pur di apparire come persone che non vogliono dialogare con la maggioranza, significherà esprimere una visione politica del passato e che non farà bene a nessuno. Il mio auspicio è che ci si possa immaginare un momento di ricostruzione del centrodestra, ma le premesse non ci sono. Così come non ci sono a livello nazionale, non penso ci siano anche a livello locale. E quindi dobbiamo pensare di fare politica giorno per giorno e di aggregare in base alle idee e non ai rancori”.

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