Lunedì 19 Novembre 2018
   
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ACQUAVIVA NON CRESCERA’ SE NON…

mario_radogna

 Dopo le vacanze estive si ritorna a discutere di politica e questioni da risolvere ad Acquaviva delle Fonti.

Abbiamo parlato di “cooperazione” e di altri problemi del nostro paese con il Segretario della Giovane Italia di Acquaviva delle Fonti, Mario Radogna. “E’ importante in questo momento storico cooperare per il bene del paese e posporre tutte le etichette ideologiche di destra e sinistra. È necessario mettere in rete le proprie idee e i propri valori, che siano di destra , sinistra o centro. Occorre guardare la politica in un ottica di sistema”.

A cosa ti riferisci?

Con l’espressione ottica di sistema mi riferisco ad una visione condivisa, una visone globale, scevra da qualsiasi condizionamento ideologico – partitico, davvero aperta al pluralismo e al dialogo, ovvero a quella capacità di fare politica in senso comunitario, ossia volta al bene collettivo.

Quali sono secondo te i problemi da affrontare e risolvere in questo paese?

Le problematiche da affrontare e risolvere sono tante. A cominciare dai problemi più futili come ad esempio lo stato di arretratezza e l’incapacità di comunicabilità del nostro sito istituzionale. Un sito carente in tutti i suoi aspetti. Non c’è nulla. Nell’area dei servizi sociali è presente zero modulistica. Occorre come prima cosa eliminare le asimmetrie informative. Il cittadino acquavivese deve poter comodamente da casa sua accedere ai servizi e alle informazioni come avviene per tutti i comuni limitrofi come Cassano delle Murge oppure Casamassima.

Permettetemi un altro esempio. Oggi mi serviva visionare il nuovo Piano Sociale di Zona. Sono andato sul sito internet del nostro Comune e non vi era assolutamente nulla. Cosi ho deciso di cercare altrove e l’ho trovato nel sito del Comune di Cassano delle Murge. Tutto ciò è a dir poco raccapricciante. Forse non tutti sono a conoscenza del fatto che Acquaviva delle Fonti è il Comune vice-coordinatore del PsZ. Il Comune che detiene il coordinamento è il comune di Grumo Appula. Questa è l’ennesima sconfitta del nostro paese che da importante città della provincia di Bari è divenuta l’ultima ruota del carro.

Ma parliamo di questioni più importanti. La Regione Puglia ha messo a disposizione dei finanziamenti pubblici rientranti nel progetto dei PsR, ovvero Piano di Sviluppo Rurale. Questo bando ha scadenza il 15 Settembre 2010. La Regione mette a disposizione dei comuni pugliesi circa 20 milioni di euro per sottrarre al degrado le periferie non agricole dei nostri comuni per poterle convertire in veri e propri parchi e boschi cittadini. La nuova amministrazione ha valutato questa opportunità? Se ci sono le possibilità perché Acquaviva non si candida a ricevere questi finanziamenti? Il 10 Marzo 2010 è scaduto, invece, il bando regionale dei PIRP, ovvero Programmi integrati di riqualificazione delle Periferie. Sono stati messi a disposizione dei comuni pugliesi circa 80 milioni di euro per rigenerare e sottrarre al degrado fisico, sociale ed economico le periferie urbane delle nostre città. Perché i nostri amministratori non hanno tentato nemmeno di fare la richiesta per poter accedere a questi finanziamenti?

Quali benefici apporterebbero al nostro paese?

Ad esempio i PIRP sono un occasione unica di riqualificazione di periferie che fino a quel momento potevano solo rimanere abbandonate a se stesse. Il comune di San Pietro Piturno è un esempio emblematico della potenza rigenerativa di una periferia che il PIRP Puglia ha messo in atto. Dove vi era degrado e abbandono sociale oggi sorgono aree attrezzate, parchi verdi, servizi di trasporto pubblico, puntuali ed efficienti, ristrutturazione e ricostruzione di condomini adibiti ad edilizia popolare con tecniche di risparmio energetiche. Per quanto concerne il bando del PSR si potrebbe considerare la possibilità di rigenerare un area come la ex Cantina sociale, la vecchia Distilleria e/o tutta l’area che si estende dal Parco Giochi di via Roma fino a tutta la stazione con la creazione di  grandi parchi a verde attrezzato. Naturalmente questo sarebbe solo il principio di un processo virtuoso perche è impensabile creare una cattedrale nel deserto come parco Sant’Elia e poi non connetterla con il tessuto socio-antropologico della città di Acquaviva, negandone l’accesso e la fruibilità all’intera cittadinanza.

 

Hai parlato del nuovo Piano Sociale di Zona che tante polemiche porta ancora con se… 

Il Piano Sociale di Zona è un sinergico strumento istituzionale previsto dettagliatamente dalla legge quadro dei servizi sociali 328 del 2000, la quale afferma che lo Stato deve garantire i livelli essenziali delle prestazioni, ma deve essere la Regione a disporre minuziosamente l’organizzazione del Piano che appunto deve comprendere delle zone prestabilite. Il Piano Sociale di Zona è lo strumento che i Comuni, in forma singola e/o associata, usano per programmare e attuare il sistema dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari del proprio territorio. Ha la finalità di definire gli obiettivi strategici e le priorità di intervento delle politiche sociali, nonché gli strumenti ed i mezzi necessari per la relativa realizzazione. Nel nostro caso, il Piano Sociale di Zona è lo strumento programmatorio sociale dell'Ambito  costituito dai Comuni di Grumo Appula - comune capofila, Acquaviva delle Fonti, Binetto, Cassano delle Murge,Sannicandro di Bari e Toritto. Il primo Piano Sociale di Zona di questo Ambito, relativo al triennio in corso 2005/2007, è stato adottato con Accordo di Programma sottoscritto il 22 febbraio 2005 tra i cinque Comuni e l'A.U.S.L. BA. Il Piano di Zona costituisce, quindi, il "Piano regolatore" dei servizi alla persona, ma anche, un contenitore di idee ed elaborazione finalizzato all'azione; uno "spazio" di dinamiche tra molteplici attori, istituzionali e non, chiamati a leggere i bisogni del territorio e a cercare le relative soluzioni.

Cosa è avvenuto in queste settimane nel nostro ambito territoriale sociale?

È successo che a causa di una cattiva gestione del piano di zona non sono state gettate le più elementari “fondamenta” in questi anni che potessero consentire al coordinamento di definire un accordo di programma(una sorta di “statuto”),una integrazione socio-sanitaria tra i comuni e la Asl di riferimento; ma soprattutto una carenza totale e generalizzata di decisionismo politico e istituzionale. Non vorrei pensare a questo punto che la mancanza di decisionismo fosse correlata ad una mancanza di competenza. Se a tutto questo si aggiunge l’imminente pericolo del Commissariamento dell’ufficio di piano si può intuire che le responsabilità gravosissime della mala-amministrazione socio sanitaria di questo distretto di questi anni potrebbe annientare un valore strategico e sinergico di diversi milioni di euro che a pioggia, destinati nei settori giusti, potrebbero risolvere i problemi di decine di migliaia di persone.

Il Sindaco Squicciarini ha affermato che Acquaviva pur avendo tutti i requisiti non può candidarsi ad ottenere il coordinamento del PsZ, concordi con le posizioni assunte da questa amministrazione?

La storia ci insegna che grandi manovre politiche possono salvare le sorti di un popolo. Arroccarsi dietro la scusa che un fantomatico patto di stabilità sforato possa determinare una mancanza totale di idea di buona politica e di decisionismo lungimirante da parte anche della nostra amministrazione a prendere le redini di Comune capofila del piano di zona, significa dimostrare in partenza di non essere capaci di poterlo fare. Un invito al Sindaco dunque: battiti fino a quando avrai fiato in corpo per portare ad Acquaviva il coordinamento dell’ufficio di Piano.

In concreto quali possono essere i benefici derivanti da un efficiente PsZ, faresti un esempio?

Ad esempio con i soldi del piano di zona si potrebbero promuovere iniziative atte a combattere fenomeni socio sanitari di emarginazione sociale come la depressione, le gravidanze a rischio, la violenza sulle donne ecc.. con campagne di sensibilizzazione e informazione, mediatiche e cartacee, e con la strutturazione di servizi come Call-Center, numero verde di richiesta d’aiuto, prestiti a indigenti ecc..

Un ultima domanda. La nuova amministrazione ha realizzato, seppur in tempi brevi, un ricco e accurato programma per l’Estate Acquavivese, al termine del quale è prevista la Prima Notte Bianca ad Acquaviva. Qual è il tuo giudizio in merito al lavoro dell’Assessore alla Cultura Francesca Pietroforte?

L’Assessore Pietroforte è riuscita in tempi record a preparare un programma curato e denso di eventi culturali che si distacca dal modello degli ultimi anni presentato dalla vecchia amministrazione Pistilli. Solo una mente virtuosa può concepire e realizzare un progetto del genere e quindi va dato atto a questa amministrazione che sta iniziando a liberare delle sinergie istituzionali derivanti anche e soprattutto dalla società civile. Per quanto riguarda il futuro occorre lavorare fin da subito e mettersi alla ricerca di grandi sponsor che possano finanziare i nostri eventi e le nostre sagre. Perché altri Comuni per es. Mola di Bari, Margherita di Savoia riescono ad intercettare sponsor del tipo Radio Norba Battiti Live, oppure Sete di Radio Tour Dreehr , Corona Extra ecc..?? Il nostro comune è da meno rispetto a questi altri? Fondendo i due eventi e utilizzando importanti sponsor si entrerebbe in un circuito virtuoso nel quale sia possibile promuovere le nostre specialità eno- gastronomiche e il nostro patrimonio storico-culturale.

 

Commenti  

 
#2 LILLI 2010-09-03 21:04
RICORDATI CHE SIAMO IN EUROPA, ITALIA, PUGLIA, PROVINCIA DI BARI, ACQUAVIVA DELLE FONTI ............... ........
 
 
#1 ASL 2010-09-03 20:54
MOOOOOO!!!!!!!! !!
 

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