Venerdì 16 Novembre 2018
   
Text Size

QUESTIONE SANITA' E PIANO DI RIENTRO: PARLA L'ASS. FIORE

DSC07389

“La questione Sanità in Puglia e il Piano di Rientro” è stato questo il tema del primo appuntamento de “Le interviste di rilievo”, promosso dalla Presidenza del Consiglio di Cassano Murge.

Un dibattito, quanto mai attuale e scottante, durato ieri sera quasi tre ore. Numerosa è stata la risposta del pubblico accorso in piazza Aldo Moro a Cassano Murge per ascoltare l’Assessore Regionale alle Politiche della Salute, Tommaso Fiore nell’intervista a più voci realizzata dal Consigliere Regionale Ignazio Zullo (PdL), dal sindaco di Cassano Murge, dott.ssa Maria Pia Di Medio, dall’Assessore al Bilancio Franco Antelmi e da Giulia Masiello, presidente della Commissione Cultura.

I piani di rientro- precisa Fiore- sono un meccanismo puramente matematico che porterà al taglio di 2211 posti letto entro il 2012, alla chiusura di 18 piccoli ospedali, al taglio sul personale sanitario, all’imposizione di 1 euro di ticket per ogni ricetta farmaceutica per disincentivare il ricorso all’acquisto non indispensabile di farmaci (es. antibiotici, in Puglia si ha il 50% in più del consumo rispetto alla media nazionale).

Un Piano Sanitario doloroso ma necessario, i tagli imposti dal governo nazionale, sono il frutto di una necessità non di una scelta. Stiamo tentando una modernizzazione graduale del sistema ospedaliero pugliese con le riduzioni di spesa che sarà visibile con il depotenziamento dei piccoli ospedali (<50-70 posti letto, un posto letto costa 206 milioni di euro all’anno); punteremo sull’investimento degli ospedali di qualità, e sul potenziamento nei prossimi tre anni di una rete di servizi socio-sanitari territoriali che incentivino politiche di prevenzione funzionali alla deospedalizzazione; non è semplice cambiare nei pugliesi i dati culturali di assistenzialismo e cura medica, (ad es. dal tarantino per Chirurgia Toracica anziché andare a Lecce molti vanno a Bologna) non possiamo mettere un ticket al paziente che sceglie di andare fuori dalla nostra Regione per operarsi; siamo per numero di TAC effettuate a cifre esorbitanti in confronto con gli altri Paesi Europei, i medici sono spesso pressati dai pazienti per fare ulteriori accertamenti, si scambia la diagnostica per la terapia; così come la mentalità del ricoverarsi per non pagare il ticket della diagnostica ed evitare le lunghe liste di attesa per un esame, l’ospedalizzazione è la risposta sbagliata, economicamente insostenibile”.

La Regione Puglia è stata costretta a sforare il patto di stabilità (Tot. di 900 milioni di euro) per poter accedere a fondi strutturali e consentire all’economia pugliese di fronteggiare la crisi e il Governo ha imposto il Piano di Rientro Sanitario che prevede la riduzione degli sprechi e della spesa sanitaria attraverso il riordino della rete ospedaliera regionale.

L’Ass. Franco Antelmi ha chiesto, poi a Fiore, per la Fondazione Maugeri è previsto il taglio dei posti letto?La riduzione dei posti letto e i relativi tagli sono stati chiesti dallo stesso Maugeri e  concordati per il prossimo anno analizzando l’attività di produzione”. E ancora, il 31/12 è il termine ultimo per i requisiti di accreditamento, è prevista una ulteriore proroga per l’adeguamento delle strutture esistenti (laboratori di analisi, radiologia, centri di riabilitazione psichiatrica)? “La Puglia è una delle Regioni messe meglio per l’accreditamento. Se il Governo farà una proroga, la porterò in Consiglio Regionale in caso contrario, no”.

Il Consigliere Regionale Ignazio Zullo nel suo intervento ha messo in evidenza quanto sia importante partire dai bisogni e dalle patologie della popolazione (diabete, ipertensione, scompenso cardiaco, tossicodipendenze, malattie tumorali, traumi cranici ed encefalici) che facendosi sempre più vecchia è soggetta a malattie croniche degenerative che comportano perdita di abilità,autosufficienza e incapacità cognitive. È necessario rafforzare la prevenzione secondaria delle malattie croniche degenerative, screening e test di prevenzione dei tumori per ridurre l’ospedalizzazione; rafforzare settori come l’assistenza domiciliare e i centri di riabilitazione ai quali allo stato attuale è possibile accedere per raccomandazione, la popolazione se non troverà risposte ai suoi problemi andrà altrove, Ass. Fiore ritiene di aver fatto il possibile per la prevenzione e le strutture decentrate assistenziali? Come affronterà questa rivoluzione copernicana con il Piano di Rientro?

Non si fanno certo le nozze con i fichi secchi, avvieremo discorsi di trasparenza con gli Enti Locali e discussioni dei parametri economici tenendo conto del cambiamento delle patologie e della crescente disabilità (che pensiamo di combattere con screening es. neuropsichiatria infantile, assistenza per i bambini dislessici). La Puglia è a macchia di leopardo, la mancanza di strutture decentrate (consultori familiari ogni 20 mila Ab. Come indica la L. R. e non ogni 60 mila), crea sacche di privilegio; sono inoltre, necessari maggiori controlli fiscali ai medici ospedalieri che effettuano la libera professione intramoenia, fenomeni molto diffusi soprattutto nei consultori familiari; recenti indagini della Guardia di Finanza hanno messo in evidenza da un controllo a campione che su 60 professionisti, 29 sono stati denunciati per truffa e appropriazione indebita; mi scandalizzo se una struttura assistenziale è aperta solo la mattina, chi lavora non può usufruire dei servizi, è necessario riorganizzare ciò che già c’è”.

Dal pubblico viene chiesto all’ass. Fiore qual è la situazione dell’Ospedale delle Murge tra Altamura e Gravina, concepito da trent’anni fa ed esistente da tredici?

In questi cinque anni di Governo  Vendola abbiamo messo a norma gli ospedali di Foggia, Bari e Lecce, acquistato un po’ di attrezzature (TAC/Risonanza Magnetica); il Piano luglio 2005 non è stato più realizzato per la mancanza di soldi promessi  dal governo Prodi. Per l’ospedale Murgia i 10 milioni di euro per l’attrezzaggio arriveranno, nonostante i finanziamenti risicati, cercheremo di fare del nostro meglio”.

Il Sindaco di Santeramo in Colle Vito Lillo, chiedendo dalla piazza la parola, ha evidenziato “come comunità territoriale non siamo stati per nulla coinvolti, alla notizia della chiusura del nostro ospedale i cittadini si sono rivolti a me per avere chiarimenti, ho dovuto rispondere non so assolutamente nulla, assessore le chiedo, che cosa accadrà per gli ospedali di Santeramo, Gravina  e Grumo Appula?Che cosa significa in concreto il potenziamento dei servizi, è contemporaneo alla chiusura degli ospedali?

Ad Aprile non pensavamo di andare in Piano di Rientro, per la cui redazione il Governo ci ha suggerito un consulente. Apriremo a breve il dialogo civile con le comunità locali interessate dalla chiusura delle strutture ospedaliere. Chiedo scusa questa sera alle comunità locali perché è giusto farlo. La Regione Puglia è la più sorvegliata. Ci sono molte irregolarità nella sanità Pugliese (es. appalti, protesi) alcune già corrette altre vanno modificare con opportune Leggi Regionali. Abbiamo fatto troppo poco rispetto a tutte le cose che avremmo voluto fare. La verità è che stiamo vivendo una fase di scontro ideologico Nord:Sud, non centro Destra:centro Sinistra. Lavorare con queste strettoie e tenere la barra non è facile, io ci provo”.

 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI