Martedì 21 Novembre 2017
   
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Congresso PD, Giuseppe Luisi annuncia la candidatura a Segretario locale

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Domenica 22 ottobre 2017 dalle ore 17:00 in via Mele 18 si terrà l’assemblea congressuale per l’elezione del segretario locale e delegazioni provinciali del Partito Democratico.

Ad Acquaviva si voterà dalle 18:00 alle 21:00.

Su proposta del segretario in carica verrà costituita e messa ai voti per approvazione la Presidenza dell’assemblea che assume il compito di garantire il corretto svolgimento dei lavori. La Presidenza è costituita da un rappresentante per ciascun candidato della segreteria di Circolo e un membro della Commissione Provinciale del congresso o da un delegato che assume la figura del garante. Espletate tutte le formalità di candidatura a Segretario di Circolo, saranno presentate le relative liste del direttivo, e quelle candidate all’assemblea provinciale collegate ai due candidati di segretario provinciale. Apprendiamo che i lavori dell’assemblea congressuale si apriranno con l’esposizione delle linee politico-programmatiche collegate ai candidati delle Segreterie Provinciali, seguiranno le presentazioni delle candidature dei segretari di Circolo.

A pochi giorni dall’assemblea congressuale Giuseppe Luisi ha annunciato a “LA VOCE DEL PAESE” la sua candidatura a segretario locale del PD. Lo abbiamo incontrato e rivolto qualche domanda.

Giuseppe Luisi, già segretario della Sinistra Giovanile, è stato uno dei fondatori del locale Partito Democratico. Militante del PD, ha maturato una decennale esperienza, passando per il mandato di consigliere comunale con il sindaco Francesco Squicciarini.

Come nasce questa sua candidatura?

“Nasce da istanze che diversi tesserati hanno avanzato. La mia candidatura a segretario locale di Circolo nasce per dare voce agli stessi, nasce su loro proposta. È importante eliminare qualunque dubbio si insinui dietro questa mia candidatura che qualcuno potrebbe intendere ‘contro qualcuno’. Va intesa come una candidatura per qualcosa: il Partito Democratico. Nasce per questo”.

Nasce dal basso, insomma… alcuni tesserati l’hanno incoraggiata, ma ci stava pensando?

“Io dico sempre che in un Partito tutti siamo chiamati alla responsabilità politica dal primo all’ultimo tesserato. C’è chi viene ad un certo punto designato quale portatore di questo. La mia accettazione è stata frutto di una meditazione ampia. So cosa significhi avere una responsabilità politica del genere: si sta già lavorando alle prossime Amministrative che saranno un banco di prova importante; stiamo vivendo un momento storico particolare in cui molti Partiti strutturati stanno subendo una certa crisi di identità.

Non è stata una candidatura inventata, frutto dell’improvvisazione: c’è stato un percorso decennale anche con una certa coerenza politica: mai ci sono stati in questi anni migrazioni verso altre forze politiche. Mi è sembrava doveroso considerarla: è stata sollevata e richiesta con forza dal gruppo giovanile che molto probabilmente ha visto nella mia figura la persona più idonea a portare avanti un Progetto inclusivo teso a valorizzare soprattutto il loro impegno. La mia sensibilità nei loro confronti è spiccata visto che io provengo dal mondo giovanile, ne conosco le dinamiche.

Se non ci fosse stata la mia candidatura, alcuni, probabilmente, si sarebbero persi: vediamola anche da questo punto di vista. Alcuni tesserati hanno visto in me quella figura che può essere l’avvio di un progetto credibile, non me la sono sentita di tradire le loro speranze pur sapendo che ciò che dovrò fare mi caricherà di responsabilità maggiori, sono i giovani a chiedermelo con loro bisogna avere un atteggiamento di ascolto e apertura.

Mi sono approcciato con umiltà alla realtà giovanile, quando li ho incontrati ho detto loro: “Voglio ascoltarvi”. Ritengo che bisogna dedicare loro un’attenzione particolare perché sono i fautori di quel presente che forse noi non conosciamo bene perché siamo meno contemporanei. Credo che dal loro ascolto si possa imparare molto: questa è la sintesi politica che faccio. La parola ascolto è une delle parole a cui sono più legato. La Politica è spesso autoreferenziale, bisogna avere l’umiltà di ascoltare.

Nella mia lista ‘Futuro Democratico’ ci sono persone nuove che hanno abbracciato con me questo progetto, alcuni di loro non hanno mai fatto politica. Volti nuovi che vogliono dare il loro modesto contributo al Partito Democratico.

Stiamo cercando di portare avanti insieme un importante progetto inclusivo che possa ridare credibilità alla politica e al Partito basandosi su competenza e coerenza

Queste sono le motivazioni che mi hanno indotto ad accettare questa candidatura.

Il locale PD ha vissuto in questi ultimi anni diverse crisi politiche, evidenti in modo particolare nella frattura tra Gruppo consiliare e segreteria del Partito Democratico, quale analisi?

“Per certi versi abbiamo uno statuto che non ci aiuta in queste controversie, le cosiddette aperture sono così poco controllate che permettono di avere all’interno del Partito anche dopo un anno delle Maggioranze diverse. Ci troviamo con un gruppo consiliare che era (quattro anni fa) dirigenza del Partito, per diverse cose accadute non ha avuto più la maggioranza, si è optati per altre scelte, a marzo 2016 Antonio Fraccascia è diventato segretario di circolo. Questi passaggi che si sono consumati lasciano inevitabilmente il segno. Parto dal presupposto che chi riveste dei ruoli istituzionali debba sentirsi rappresentante di un Partito. Io sono della vecchia scuola che dice che il Partito deve esercitare un’azione di controllo politico, i consiglieri dovrebbero attenersi a quello che il Partito decide. Ci sono a volte dei cambiamenti all’interno del partito determinati da leggi che andrebbero cambiate, che vanno a determinare queste rotture. Ritengo che diversi errori siano stati commessi da tutti.

Una delle prime cose che farò sarà fare chiarezza su questo punto: il gruppo consiliare deve rispondere al proprio Partito di appartenenza. Voglio capire bene quali sono state le ragioni che hanno dissociato o estraniato il gruppo consiliare dalla segreteria del Partito ma soprattutto cercare di dirimere queste controversie per quanto è possibile. Fare chiarezza politica su quanto accaduto. Li richiamerei in maniera forte sul senso di appartenenza del Partito dicendo loro se sono dentro o fuori, per capire su chi poter contare. Se si trova un punto di intesa è bene altrimenti ognuno alle proprie responsabilità. È necessario fare chiarezza, il nostro elettorato e l’opinione pubblica vogliono capire. Le Amministrative sono alle porte, si sta già lavorando… non possono avere queste fratture. Questi sono passi che vanno fatti con una certa consapevolezza e di qui dopo prendere le decisioni che tutti riterremo più opportune”.

Quale analisi sul ‘mercato delle tessere’?

“In questa fase è stato sospeso il tesseramento on-line. La democrazia non può avere dei tetti. Un tetto immaginario c’è, ed è rappresentato dalla valenza che ogni tesserato dà alla sua tessera, all’atto di appartenere ad un Partito Politico. Un ‘tetto morale’ ci deve necessariamente essere. Io pago lo sconto di essermi sempre sottratto al mercato delle tessere: sono quello che ne ha di meno.

Le tessere che potrebbero essere riconducibili alle persone non sono solo un numero hanno una valenza politica perché racchiudono il senso di appartenenza ad un progetto politico. Per quello parlo di ‘tetto morale’ oltre il quale si apre il mercato delle tessere: dove si vale solamente uno. La dignità politica e personale di una persona non può avere il prezzo di 15 euro per un adulto e 5 euro per un ragazzo. Qualcuno diceva che ‘cinico è colui che conosce il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuno’. Vorrei richiamare l’attenzione su questo aspetto: dobbiamo cominciare ad apprezzare il valore delle cose. E il valore dell’appartenenza dovrebbe essere l’elemento determinate per le scelte politiche di un Partito. Altrimenti si tratta di contaminazione e guerre per ostentare una forza che è nei numeri e non è nella sostanza.

I Partiti non sono giostre su cui si sale e si scende a proprio piacimento. I Partiti non possono essere legate a una o due persone adottando uno stile di padronanza ma dovrebbero essere intercettori delle istanze dei cittadini, condivisione di progetti e idee. Chi non si sente parte del progetto lo vedrai solo in alcune occasioni, poi non lo vedrai più. A me serve un gruppo che voglia lavorare per questo paese perché ha questo spiccato senso di appartenenza. La credibilità di un Partito parte da questi elementi fondanti.

Voglio ascoltare, cercare di dirimere le controversie e avere chiarezza da parte di tutti, il Partito poi deciderà. Se non la ho, la farò, questo è poco ma sicuro. Dare l’impressione di essere due cose diverse non serve a nessuno.

Dire di essere alternativi a qualcuno e avere un proprio progetto significa portarlo alla visione delle persone. Forse in questo abbiamo peccato, qualcuno ha detto: ‘cosa vuole fare questo PD?’ abbiamo perso il senso della realtà: cercare di dare delle risposte. Se non arrivavano tramite i nostri consiglieri, dobbiamo fare iniziative di carattere nazionale e locale su determinati temi come i forum tematici annoverati nello statuto che bisogna far partire e valorizzare per settori. Lo statuto del PD disciplina delle aree tematiche.

Quando il progetti lo senti tuo perché lo hai fatto nascere, cerchi di risollevarlo questo partito. Molti hanno pensato di abbandonare questa nave che pian piano stava affondando. Io scenderò per ultimo. Non voglio scendere, voglio cercare di risollevarla. Io l’ho rappresentato istituzionalmente posso sentirlo più mio degli altri? perché non me ne sono servito ma l’ho servito? Se deve essere caratterizzato da queste lotte intestine, non ci sto!”

Commenti  

 
#1 ferdinando 2017-10-21 00:08
Largo ai giovani .....!!!
 

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