Giovedì 23 Novembre 2017
   
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“Il D.U.P. presenta errori e non possiamo confrontarci”

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Ad un passo fra la rassegnazione e il fermo rammarico: l'immagine di un'opposizione che resta inascoltata.

 

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Non bastavano i dubbi sull'esito lineare della vicenda “ordine del giorno 'Pura Defluit' a porte chiuse”: i toni, in generale, oggi, si fanno sempre più duri. E sempre più frazionati: confinati in un concetto di ricercata distanza fra le varie forze in campo. (Ammesso anche il curioso reality show odio-amore fra il PD mono-multiplo e la sinistra ancora Viva...) – In particolare, il centrodestra è ora praticamente giunto al limite: non ne può davvero più. – E facciamo ora il punto con il consigliere di opposizione Franco Montenegro, capogruppo Direzione Italia.

Il D.U.P. della discordia; la crescente distanza dal dialogo fra maggioranza ed opposizione a Palazzo De' Mari; lo spettro della superficialità sull'amministrazione Carlucci: “Il provvedimento sottoposto all'attenzione del Consiglio Comunale, in data dell'approvazione del Documento Unico di Programmazione per il triennio 2018-2020, non è rispettoso della normativa all'articolo 151 del Testo Unico: che disciplina l'approvazione del Documento Unico di Programmazione entro il 31 luglio di ogni anno. Nel mentre, detto documento è stato approvato dalla giunta in data 13 settembre 2017 e sottoposto all'attenzione del Consiglio Comunale il 29 settembre 2017. Quindi: un provvedimento che disattende totalmente quanto previsto dal Testo Unico degli Enti Locali. Tenendo conto che il Documento Unico di Programmazione ha carattere generale e costituisce la guida strategica e operativa dell'ente, quindi un provvedimento di non poca importanza; e tenendo anche conto che l'articolo 170 dichiara espressamente che il Documento Unico di Programmazione costituisce atto presupposto indispensabile per l'approvazione del bilancio di previsione: anche se c'è la possibilità, come qualcuno potrebbe eccepirlo, che si possano apportare delle modifiche entro il 15 novembre. Ma se già in sede di approvazione generale si evidenziano determinate anomalie è evidente che queste non si possono poi correggere successivamente. Avrebbe un senso se le anomalie vengano verificate e appurate dopo l'approvazione del provvedimento, non già nel momento in cui lo si approfondisce in sede consiliare per poi approvarlo o rigettarlo. Se dico questo, oltre che ad avere il tema un aspetto non corretto in termini di non rispetto dei tempi di approvazione previsti dalla norma, il provvedimento che è stato sottoposto in data 29 rappresenta un copia e incolla rispetto alla previsione dell'atto proposto nell'anno precedente, ossia il 2016, ma vado oltre... Questo è accaduto anche nell'anno 2015. Quindi: non c'è un impegno serio nel redigere l'atto al fine di renderlo un vero e proprio atto di programmazione... Ma per questo sindaco, per questa giunta, per questa maggioranza, è un atto di normale attività amministrativa che può essere approvato anche senza una minima lettura. Invece noi, io, la minoranza, abbiamo evidenziato che l'atto contiene errori. Per non chiamarli orrori. E specificamente riguardo agli atti conclusi che vengono ora riproposti: vedasi l'utilizzo del personale, i pensionamenti, l'aggiudicazione di gare... e finanziamenti ottenuti e che vengono riproposti, ma che non hanno alcun senso: in quanto non verranno minimamente rifinanziati. Vedasi quello attinente il potenziamento della Protezione Civile... Nell'atto non sono inseriti gli impegni di inizio mandato: uno su tutti, la soluzione dell'annoso problema della 167 e delle relative cooperative. Secondo me, secondo la minoranza, è un provvedimento da rielaborare nella sua interezza. Voglio ricordare a me stesso e a tutti i consiglieri comunali, al sindaco e alla giunta che rappresentano le istituzioni, che nella pubblica amministrazione la forma degli atti è sostanza: e questo va evidenziato e non va dimenticato. E gli atti devono essere rispettosi della forma: perché la forma, torno a dire, è sostanza. Alla nostra richiesta di rielaborazione corretta dell'atto, il sindaco, la giunta, e i partiti di maggioranza, hanno risposto con un silenzio assordante. E la domanda nasce spontanea: 'Ma il sindaco e la giunta, prima di approvare tale atto, ne hanno dato una superficiale lettura?'... E i consiglieri comunali della maggioranza, tanto loquaci dispensatori di giudizi sul comportamento della minoranza, e preparatissimi nel denigrarci senza analizzare sulla delicata questione 'Pura Defluit', 'perché non hanno eccepito nulla?' Hanno approvato un atto che non ha nulla di programmatico: errato, non rispettoso della normativa, un atto inutile. Quando noi effettuiamo una serie di proposte, e segnaliamo anomalie, ci viene risposto dalla maggioranza 'Per noi va tutto bene e le vostre proposte non sono serie'. Se questa è serietà, ditemi voi”.

Intanto il malumore a centrodestra, direttamente avverso alle scelte della coalizione a guida Carlucci, si è concretizzato con la presentazione delle dimissioni in ultima assise del consigliere Claudio Giorgio, di Direzione Italia. Franco Montenegro non biasima la scelta di Giorgio: poiché la mancanza di dialogo con il centrosinistra al comando ha reso praticamente inutile ogni tentativo di partecipazione: “Non ci può essere dialettica, non ci può essere confronto, se non c'è una seria volontà di confrontarsi da entrambe le parti. Noi, in ogni Consiglio Comunale, in ogni occasione, abbiamo sempre dimostrato di volerci confrontare per il bene della cittadinanza: però, le nostre proposte non vengono minimamente prese in considerazione... per una semplice ed esclusiva convenienza di natura politica e che nulla ha a che vedere con il bene della collettività”.

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