Giovedì 23 Novembre 2017
   
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Giorgio: "Annuncio le mie dimissioni dalla carica di Consigliere Comunale"

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La massima assise cittadina si è incontrata venerdì scorso a Palazzo De Mari. Tre i punti posti all’Ordine del Giorno dell’ultimo Consiglio Comunale. Una seduta con molti scanni vuoti, molti, infatti, i consiglieri assenti: Casalino, Ferrante, Capozzo, Depascale, T. Montenegro.

I lavori iniziati con la solita ora di tolleranza hanno registrato la consueta assenza di pubblico per buona parte dell’incontro, segno evidente di una sempre più scarsa affezione dei cittadini per la cosa pubblica.

Al centro del dibattito nella fase dei preliminari la recente adozione da parte della Giunta, lo scorso 25 settembre, del piano di lottizzazione di riqualificazione della maglia F5.04 del PRG, su via Monteschiavo, che include gli immobili della ex distilleria e dell’ex consorzio agrario. Si tratta di una delle più significative aree dismesse del nostro paese. Apprendiamo che il piano prevede la realizzazione di poliambulatori medici, attrezzature e centri socio-sanitari, un centro sportivo ed uno socioculturale ed alcune attrezzature commerciali di base, aree verdi, alberature e spazi comuni di socializzazione. L’adozione del piano da parte della Giunta Carlucci segna l’avvio dell’iter autorizzativo che, dopo aver espletato gli adempimenti regionali di compatibilità paesaggistica e la fase delle osservazioni, consentirà il successivo passaggio di approvazione definitiva del piano e di successivo rilascio dei permessi di costruire.

Torniamo ai lavori.

Nel suo intervento il cons. Claudio Giorgio ha detto che una adozione di questo genere possa creare dei precedenti e ha spiegato il perché: “non vorrei che la prossima lottizzazione in zona F5 riporti 8mila m3 di volume destinato a servizio della socio-sanità. […] l’attività è totalmente privata, non esiste una convenzione che favorisca i cittadini acquavivesi, cosa significa centri socio-sanitari? Una clinica privata di riabilitazione. È questo che significa interesse collettivo? O di volta in volta il sindaco e la sua Giunta sceglierà quali sono le destinazioni? creando evidentemente figli e figliastri disparità di trattamento?

[…] La destinazione ad interesse collettivo deve, a mio parere, riportare un interesse concreto anche alla cittadinanza. In realtà, tranne eliminare il degrado in quella zona, non c’è altro se non la cessione di superfici. È una convenzione da lottizzazione pura. […] Non c’è alcuna cessione di superfici da destinare ad una attività collettiva. Perché questa cosa non la portiamo in consiglio comunale? Tiriamo fuori una delibera di indirizzo con cui stabiliamo non solo quali sono gli interessi collettivi che questa amministrazione e questo consiglio comunale ritiene che Acquaviva debba avere? In modo tale che tutti coloro che si approcciano a quelle zone abbiano la possibilità di sapere quali sono le attività che si possono realizzare e quali no. […]

Ritengo che le cose devono essere fatte ragionando e confrontandoci, trovo ingiusto che questa decisione sia stata presa in Giunta partendo dal presupposto che noi componenti di Minoranza non avremmo mai potuto raggiungere la Maggioranza dei consiglieri per poter riportare nell’alveo della democrazia questo argomento. Le chiedo e la prego di provvedere alla revoca di questo provvedimento e a riportarlo in Consiglio Comunale in modo tale che si esprima liberamente, poi è chiaro che sono i numeri che prevalgono. La Maggioranza deciderà come comportarsi e quale indirizzo prendere su questo argomento che ritengo essere importante”.

 

Il sindaco Carlucci ha poi prontamente risposto dicendo: “Non è vero che è stato ignorato il consiglio comunale. Si è scelto di seguire un percorso semplificato e più veloce per favorire lo sviluppo. Abbiamo inviato una PEC a tutti i consiglieri comunali come prevede il Regolamento e la Legge Regionale. Nessuno ha posto alcuna obiezione. Dopodiché vogliamo portare la questione in Consiglio Comunale? io in linea di massima non sono contrario, mi dispiace che questa cosa porterà ad allungare i tempi di una azione che potrebbe eliminare problemi di degrado in una zona della città. O fare un incontro tecnico, c’è la più ampia disponibilità. Avreste fatto un po’ più gli interessi degli acquavivesi e degli imprenditori se aveste risposto nei giorni utili, nessuno ha obiettato alcunché”.

 

Questi argomenti che non sono di oggi ma dal momento dell’adozione del PRG si sarebbe potuto fare una delibera di Consiglio Comunale che chiariva i criteri.[…] Mi rendo conto che non è il suo campo: è attività di programmazione e progettazione del territorio. Con la parola socio-sanitaria è stata coperta un’attività totalmente privata e conflittoria se non con pochi vantaggi alla collettività di Acquaviva”.

 

La parola è passata poi all’assessore Bruno: “la scorsa volta il cons. Giorgio sottolineava alcuni ritardi del Suap, oggi attraverso l’approvazione in Giunta di questo provvedimento, ci avvaliamo di uno strumento che la legge ci consente, semplifichiamo la procedura amministrativa. A proposito della possibilità di sviluppare un piano dei servizi suggerita dall’ing. Giorgio l’assessore risponde: “di fronte alla proposta di un privato in un’area F5 cercheremo di realizzare opere conformi al Piano regolatore non possiamo stopparlo e chiedergli di fare dell’altro in attesa di redigere il piano dei servizi. Non esiste la negoziazione con il privato. […] Tutte le ulteriori sollecitazioni possono essere espresse dai consiglieri e cittadini nelle procedure di evidenza pubblica di cui si terrà conto nella fase di approvazione”.

 

Ha preso poi la parola il cons. Franco Montenegro: “pensavo che sia il sindaco che la maggioranza avessero compreso la proposta posta dal consigliere Giorgio”. Facendo riferimento al precedente consiglio comunale sulla questione “Pura Defluit”, dà lettura di alcuni passaggi della nota di SEL: “quando abbiamo lasciato l’aula, sono venuti fuori una serie di comunicati che hanno addossato al responsabilità alla minoranza di un comportamento omissivo. Noi ci siamo attenuti al Regolamento e quanto evidenziato dalla segretaria comunale.

 

Oggi la minoranza evidenzia la necessità che la fase di programmazione del territorio venga discussa in consiglio comunale. Ci avete risposto: “avevate 15 giorni di tempo potevate attivarvi”

Quando volete voi ci sono i regolamenti, le norme, leggi regionali, nazionali, circolari europee, quando la minoranza si attiene ai regolamenti (rif. Lo scorso consiglio comunale su Pura Defluit) vengono fuori una serie di comunicati che ci descrivono in un modo becero. La minoranza vuole discutere di una programmazione del territorio come ha evidenziato il cons. Giorgio. Negate alla minoranza di dare il nostro contributo per una seria programmazione. Come indicava prima l’ing. Giorgio dobbiamo mettere dei paletti per il futuro, perché nessuno possa pensare di venire ad Acquaviva delle Fonti e fare come meglio ritiene senza attenersi ad una programmazione del Consiglio comunale”.

[…] rivolgendosi al primo cittadino ha poi continuato: “lei sistematicamente si sforza di far pensare e a questa assise e alla cittadinanza che ritenete opportuno e indispensabile la collaborazione della minoranza. Sono solo parole. Quando la minoranza chiede fatti concreti, di poter discutere e dare il proprio contributo non su un argomento marginale ma importante vi barricate dietro una miriade di scuse che non attendono a nulla e non danno risposte alla cittadinanza”.

Carlucci: “Sono due cose completamente diverse: non vedo l’attinenza tra il vostro comportamento che a me è sembrato poco comprensibile su Pura defluit. Avevate chiesto un incontro in cui parlare di questa operazione, avete chiesto le porte chiuse e non avete partecipato alla discussione. Questa cosa non l’ho capita.

Vi stiamo dicendo che abbiamo seguito i regolamenti, si può pensare ad un confronto tecnico, avete avuto un potere di intervento e non lo avete esercitato. Perché non lo avete fatto? […] gli uffici comunali sono intasati, non riescono ad andare spediti. Se esiste lo strumento semplificato che ti permette di accelerare i tempi e rimandare ai consiglieri la facoltà di chiedere il consiglio comunale o meno, si passa al silenzio assenso se non c’è richiesta del consiglio si va avanti”.

 

Franco Montenegro: Sulla questione ‘Pura defluit’, ci siamo pedissequamente attenuti al regolamento del Consiglio comunale e a quanto detto dalla segretaria comunale, lei non può permettersi di offenderci per il comportamento che abbiamo avuto. Lei si è trovato in minoranza: noi con la nostra azione abbiamo evidenziato tra le altre cose una frattura tra lei e le forze che la sostengono con il gruppo consiliare del PD non è una questione che ci interessa, sono problematiche vostre. […] Lei da quattro anni sollecita la minoranza a dare un contributo, e noi lo facciamo sistematicamente, quando il contributo è serio, concreto e fattivo, lei trova sempre scuse per sbatterci la porta in faccia. Questo vostro comportamento evidenzia una carenza dell’azione amministrativa da parte sua e della Maggioranza.

ll cons. Giorgio chiede di intervenire per fatto personale: “A me dispiace che non è passato lo spirito del mio intervento e che non riesca a spiegarmi. Sentire il sindaco: ‘potevate esercitare le vostre prerogative’, […] non voler accettare l’idea che quello che avete fatto è un atto di programmazione e non già una lottizzazione sic et simpliciter. Il voler addebitare a me il bloccare l’iter procedimentale, quasi che io intervenga a seconda della convenienza personale o politica adducendo motivazioni sul Suap piuttosto che sulla programmazione non ha alcun filo logico. Sono due cose differenti e separate. Io oggi avrei votato contro la delibera che sancisce la continuità con il Suap: una partecipata completamente inutile.

Il sindaco sollecita una accelerazione di questo procedimento perché porterebbe via del tempo. ma voi consiglieri di maggioranza sapete quando è stato presentato questo progetto? Marzo 2016.

Sono stanco di questi atteggiamenti, ho detto più volte che non avevo alcun interesse né a ricandidarmi né a fare giochi di parte ma dove fosse possibile dare il mio modesto contributo.

Si potrebbero evitare ulteriori contenziosi, la risposte a fronte di argomentazione che ritengo seria: mi sento rispondere in questa maniera dal sindaco e dall’assessore, presidente io in questo momento annuncio pubblicamente e formalmente le mie dimissioni dalla carica di consigliere comunale”.

 

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