Giovedì 23 Novembre 2017
   
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Ultimo Consiglio Comunale, Viva: “La Trasparenza Opaca”

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Riceviamo e pubblichiamo dal Movimento Viva a nota stampa:

"Oggi è il tempo in cui il diritto alla conoscenza a favore dei cittadini deve essere garantito, il tempo in cui il termine “segretezza “è incompatibile con la democrazia se non per tutto ciò che riguarda la sicurezza dello Stato, la tutela dei soggetti deboli come i minori e le vittime della violenza o gli altri casi in cui si rischia di ledere la privacy degli individui su aspetti sensibili come la salute personale o la sessualità.

Ma a parte queste eccezioni, fatta salva la presunzione di innocenza delle persone coinvolte nelle indagini, oggi è il tempo in cui la politica compia gesti di correttezza nei confronti della cittadinanza a dimostrazione della lealtà, della propria chiarezza nelle posizioni, della trasparenza e della legalità.

Per questo le consigliere della lista Viva, nel consiglio comunale del 21/09/2017, hanno votato affinché fosse tenuta pubblica la discussione dei due punti convocati con seduta segreta. Gli avvenimenti di “Pura Defluit” e l’interrogazione al sindaco dovevano essere discussi senza remora alcuna, perché quando si paventa "che l’interesse collettivo possa essere leso”, ogni azione per impedirlo è lecita, doverosa per gli amministratori di una città e la riflessione che ne deriva deve essere pubblica.

Taluni che invocavano la chiarezza nei consigli precedenti e sulla stampa, hanno cambiato idea all’istante, perché di fatto, a parte attaccare questa amministrazione ed il Sindaco, nei fatti ha ben poco da dire.

Si è assistito ad uno degli spettacoli più penosi degli ultimi cinque anni in una sala consiliare, dopo che Viva e Si hanno dichiarato la contrarietà della scelta della segretezza ed hanno deciso di non partecipare al dibattito secretato. Possiamo capire la posizione del Segretario generale, contrario al dibattito aperto per questioni tecnico-giuridiche relative al rischio di diffamazione dei soggetti indagati. Ma ce ne siamo discostate, al contrario del gruppo consiliare del Pd - che ha preferito attenersi al regolamento - perché secondo noi la politica è un'altra cosa e il consiglio comunale è sovrano. Rispettiamo le posizioni diverse dalle nostre ma ribadiamo che noi abbiamo scelto di confidare nel senso di responsabilità di tutti i consiglieri nel rispetto delle persone coinvolte nelle indagini. Quelli di opposizione, invece - a parte Carmela Capozzo, che era assente giustificata, e Claudio Solazzo, assente per incompatibilità con il suo ruolo di difensore di uno degli indagati - prima hanno preteso le porte chiuse e poi, inspiegabilmente, nonostante il sindaco avesse dichiarato la propria disponibilità a rispondere a qualsiasi domanda in aula, si sono sottratti al dibattito, abbandonando l'aula.

Continueremo ad agire con coerenza al nostro mandato, salvaguardando questa città da ogni azione lesiva dei suoi interessi".

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