Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Acquaviva 5 Stelle sull'Operazione Pura defluit

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Riceviamo e pubblichiamo:


Acquaviva 5 Stelle, quale forza politica attiva sul territorio, ritiene doveroso partecipare alla cittadinanza le proprie considerazioni in ordine all’operazione “Pura Defluit”, condotta dal Comando Nucleo Polizia Tributaria di Bari della Guardia di Finanza e dal Comando Compagnia Carabinieri di Gioia del Colle, su direzione della Procura di Bari, relativa a presunti reati di corruzione di pubblici ufficiali, alterazione delle procedure di affidamento di opere pubbliche nel settore degli appalti nei comuni di Acquaviva delle Fonti, Altamura e Castellana Grotte, culminata nell’arresto, tra gli altri, degli acquavivesi Tommaso Procino, imprenditore e presidente della cooperativa “La Molignana”, e Roberto Ottorino Tisci, vicesegretario della locale sezione del PD, oltre all’arch. Marco Cuffaro, ex dirigente dell’UTC del Comune di Acquaviva delle Fonti.

Di là dai dubbi e dalle perplessità circa una ricostruzione dei fatti, in questo momento necessariamente parziale e incompleta, e dell’umana comprensione nei confronti di chi si è trovato, suo malgrado, coinvolto in una così penosa vicenda, occorre riportare l’attenzione su quelle che sono le notizie politicamente rilevanti per la comunità Acquavivese.

È scorretto continuare a confondere il piano della responsabilità politica, che scaturisce dall’essere organo di governo del paese, con quello personale e giudiziario, ponendo l’accento sulla denuncia dell’Assessore Busto, assunta a salvacondotto da ogni colpa per aver scelto il Dirigente di un Ufficio, appunto quello Tecnico Comunale, strategico per il corretto andamento e sviluppo dell’economia locale, secondo modalità fiduciarie, considerate ormai da tempo in contrasto con la normativa Anticorruzione, e per averne, sino all’ultimo, difeso le scelte in più occasioni rivelatesi discutibili.

È di tutta evidenza che attribuendo incarichi solo per via fiduciaria o intuitu personae, senza procedure selettive oggettive e senza motivazioni che vadano oltre la considerazione della persona e della fiducia in essa riposta, i rischi di assegnazioni clientelari o solo di fiducia mal riposta nelle capacità tecniche sono elevatissimi.

Si deve tenere presente che una carenza nella capacità di selezionare i soggetti meglio capaci di gestire le risorse pubbliche e di perseguire le finalità dell'amministrazione, non solo crea presupposti per azioni «interne» viziate da corruzione amministrativa (quando non anche penale); ma, soprattutto, incide negativamente su tutta la comunità amministrata, che subisce le conseguenze di un'amministrazione disattenta ai bisogni generali.

I nostri amministratori devono rispondere di questa improvvida scelta di fronte ai cittadini acquavivesi: non vale invocare a propria discolpa la circostanza che in altri Comuni, pentastellati e non, siano stati conferiti incarichi a tempo determinato ex art. 110 TUEL, cui si fa ricorso sempre più spesso per esigenze legate ai vincoli di bilancio degli enti locali, non necessariamente mediante modalità selettive caratterizzate da insufficienza di meccanismi oggettivi e trasparenti idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti come, appunto, l’intuitu personae.

In uno stralcio di un comizio pubblico contenuto in articolo di AcquavivaNet - La Voce del Paese del 9 novembre 2015, a firma di Isabella Giorgio, il Sindaco illustrava in questi termini la scelta del dirigente:

“[…]L’assessore Bruno e l’integerrimo assessore Busto sono coloro i quali a cui ho affidato il controllo politico dell’Ufficio Tecnico che, in questo momento, è retto da un signore per bene, arrivato da Roma che non conosceva Acquaviva, l’arch. Cuffaro che io ho scelto in totale autonomia senza ascoltare le indicazioni dei partiti e liste civiche, basandomi semplicemente su un curriculum straordinario e guardandolo in faccia giudicandolo dagli occhi, è una persona per bene, onesta.[…]”

Sulla condotta dell’Assessore Busto ricordiamo che il pubblico ufficiale che accetta denaro o altra utilità in cambio di un atto contrario ai propri doveri d’ufficio commette un reato:

l’alternativa che per lui si poneva era quella tra COMMETTERE UN REATO O CONTINUARE AD ESSERE UN CITTADINO RISPETTOSO DELLA LEGGE.

A ciò si aggiunga che la denuncia, mera facoltà per il privato cittadino, è, invece, un obbligo che incombe, relativamente ai reati perseguibili d’ufficio di cui abbiano avuto notizia nell’esercizio o a causa, rispettivamente, delle loro funzioni o del loro servizio sui soggetti che rivestono qualifiche pubbliche: SE NON AVESSE DENUNCIATO IL TENTATIVO DI CORRUZIONE L’ASSESSORE BUSTO AVREBBE UGUALMENTE COMMESSO UN REATO!

Egli, pertanto, non ha fatto altro che il proprio dovere di cittadino e di pubblico ufficiale:

fortemente diseducativo è dipingerlo come un eroe, un individuo che ha compiuto uno straordinario e generoso atto di coraggio, perché ciò significa rassegnarsi ed insegnare ai nostri figli che LA CORRUZIONE ED IL MALAFFARE SONO LA REGOLA ED IL RISPETTO DELLE LEGGI È L’ECCEZIONE.

Ma qui non stiamo giocando a trovare i “buoni” e i “cattivi”.

I cittadini eleggono un Sindaco perché attui il programma per cui lo scelgono, non uno sceriffo.

Non si può delegare ogni forma di controllo all’Autorità Giudiziaria (penale, civile, amministrativa o contabile che sia) né dimenticare che gli organi di governo esercitano le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare ed adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni, e verificando la rispondenza dei risultati dell'attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti.

Quando si chiede di riesaminare nel merito tutti gli appalti e incarichi affidati da un dirigente che, stando a quanto sostenuto dagli inquirenti, sarebbe stato gravemente infedele, si fa riferimento a quella “parte libera” della discrezionalità amministrativa, riguardante le scelte di opportunità e convenienza in ordine alla realizzazione e alla soddisfazione del fine pubblico, che non può essere oggetto del sindacato giurisdizionale, in omaggio al fondamentale principio della separazione dei poteri.

Alla prova dei fatti Acquaviva non vedrà realizzarsi nulla di quanto promesso in questi quattro anni: che sarà dei lavori del teatro e dei lavori di ampliamento del depuratore, oggetto delle inchieste? Finiranno sotto la lente degli inquirenti anche altri consistenti appalti, quali, ad esempio, quello relativo ai lavori per la mitigazione del rischio di idraulico di

Torre Cimarosa? Il fallimento politico di questa Amministrazione è tutto qui: aver sprecato l’ennesima occasione di crescita e progresso per i cittadini, le imprese ed i professionisti Acquavivesi, quando sarebbe bastato scegliere con maggiore attenzione o comunque arrestare il meccanismo disonesto che si era avviato con una revoca dell’incarico al Dirigente…

Per porre fine al sistema di corruttela era necessario attendere che in questi due anni si commettessero altri presunti reati?

Sicuramente no, quantomeno non al prezzo di congelare progetti importanti e/o innovativi con notevole danno, anche economico, per il nostro paese.

Assordante e politicamente pesante è, inoltre, il silenzio interrotto degli esponenti delle minoranze presenti in Consiglio Comunale.

La “dolce opposizione” che ha caratterizzato gli ultimi quattro anni, in cui nessun esponente di minoranza ha esercitato quella forma di controllo penetrante e di denuncia che, normalmente, è prerogativa di chi si contrappone alle forze di governo, sembra continuare a segnare questi giorni che seguono l’ennesimo terremoto che si è abbattuto su Acquaviva ed il suo governo.

Il coinvolgimento nell’inchiesta del vice segretario PD di Acquaviva conferma, vieppiù, quanto incessantemente sostenuto dal Movimento 5 Stelle: il sistema dei partiti tradizionali, con le loro emanazioni pseudo-civiche, è ormai corrotto ed incapace di reagire ad affaristi e faccendieri che si avvicinano alla gestione della “Res Publica” solo per trarne un guadagno.

La soluzione a questo non può che essere rappresentata dalle regole decise e ben note sin da principio del Movimento 5 Stelle: chi è onesto e vuole mettersi al servizio della propria comunità non avrà difficoltà a condividerle ed accettarle.

Gli attivisti del Meet Up Acquaviva 5 Stelle

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