Sabato 17 Novembre 2018
   
Text Size

Immigrati “Cimaglia” Piconio e T. Montenegro scrivono a Prefetto e Ministro degli Interni

571480 635034388714816337_pic_300x271fotografia montenegro.2


Dopo aver presentato una interrogazione consiliare (non ancora discussa dall’assise comunale), il movimento politico di centro destra Cristiani Democratici Liberi scrive una lettera indirizzata al Prefetto di Bari e al Ministro dell’Interno per sensibilizzare le istituzioni su un tema sociale molto delicato.

Con delibera di Consiglio Comunale n. 3 dell’8 Gennaio2016 è stato individuato l’edificio della ex scuola rurale “Cimaglia” ubicata a circa otto chilometri da Acquaviva delle Fonti, sulla strada Provinciale Gioia del Colle-Santeramo come struttura di un progetto per l’integrazione di una comunità di immigrati.

L’idea è quella di ristrutturare un immobile comunale e sperimentare un nuovo modello di accoglienza strutturato su un progetto di “agricoltura sociale” che permetta dunque agli immigrati di lavorare e integrarsi nella comunità.

A curare tale progetto l’associazione barese Abusuan che ha ricevuto dal Comune di Acquaviva delle Fonti con determina n. 461 del 28 Luglio 2016 la concessione dell’ex scuola rurale “Cimaglia” e di un terreno agricolo distante tre chilometri dalla stesso immobile ove saranno ospitati gli otto immigrati.

Preoccupa-scrivono Marco Piconio (Segretario della CDL) e Tommaso Montenegro (consigliere comunale CDL), il fatto che la suddetta ex scuola è situata a ben otto chilometri dal centro abitato, sicché gli immigrati che vi risiederanno non saranno soggetti ad alcuna forma di controllo (chi risponderà del loro numero e della loro identità?)”.

Paradossalmente,-aggiungono i due esponenti del centro destra- mentre il governo centrale si prepara a rivedere la funzione, le dimensioni e l’ubicazione dei centri di accoglienza per migranti, ad Acquaviva delle Fonti ci si avvia a costituire un “piccolo ghetto”.

La condizione di totale isolamento- sottolineano inoltre- in cui verranno a trovarsi gli ospiti della struttura, invece di favorire la loro integrazione sociale ,segnalerà quasi fisicamente la loro emarginazione ed esclusione, e li esporrà addirittura al rischio di penosi stenti (se dovessero ripetersi le intense nevicate dei giorni scorsi, essi resterebbero prigionieri nell’immobile che li accoglie, e sarebbero difficilmente raggiungibili qualora avessero urgente necessità di essere soccorsi)”.

Infine,-concludono- la presenza di immigrati non sottoposti ad alcuna forma di vigilanza creerà inevitabilmente allarme negli abitanti delle masserie circostanti e determinerà un clima di sospetto suscettibile di sfociare in gravi tensioni”.    

 

Approfondimenti e altre notizie in merito sul prossimo numero de “La Voce del Paese” in edicola il prossimo 20 gennaio.

test pic

testo pic

 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI