Martedì 20 Novembre 2018
   
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PIANO SANITARIO: 2211 POSTI LETTO DA TAGLIARE

VENDOLA-FIORE

Duemiladuecentoundici posti letto da tagliare entro il 2012, di cui 1411 entro la fine dell’anno e altri 800 nei due anni successivi; diciotto piccoli ospedali da chiudere entro il 31 dicembre 2010; un euro di ticket su ogni ricetta farmaceutica per disincentivare il ricorso all’acquisto di farmaci non indispensabili: sono questi i numeri del piano di rientro approvato, ieri, dalla maggioranza nel corso della riunione presieduta a Bari dal presidente Vendola.

 Dei 2211 posti letto, 370 saranno tagliati nel pubblico, 300 nel privato e 130 nelle strutture ecclesiastiche a convenzionamento obbligatorio (tra le quali i Miulli di Acquaviva delle Fonti).

Domani, Lunedì 12 Luglio 2010, la Regione Puglia presenterà a Roma, in un incontro tecnico con il governo, i tagli approvati.

Per l'assessore alla Sanità Tommaso Fiore non c'è dubbio che il piano sanitario sarà doloroso, ma necessario. Secondo Vendola bisogna spiegare ai cittadini che i tagli sono imposti dal governo nazionale e bisogna farli in maniera tale che si possa rendere più efficiente e razionale la sanità investendo su ospedali di qualità e su una rete di servizi socio sanitari diffusi sul territorio.

Oggi –ha riferito Nichi Vendola- abbiamo una mentalità per la quale ricoverarsi è anche un modo per non pagare i ticket sulla diagnostica. L'ospedalizzazione è troppe volte una risposta sbagliata ed economicamente insostenibile. Tagliare i posti letto, intervenire con una cura dimagrante drastica, è anche il frutto di una necessità e non di una scelta. Perché altrimenti il governo nazionale mette le mani nelle tasche nostre e ci impedisce già nei prossimi mesi di pagare gli stipendi agli operatori sanitari.

 Viviamo un'epoca nella quale si immagina di affrontare le crisi economico-finanziarie riducendo i servizi e i diritti ai cittadini. Noi contrastiamo questa filosofia e tuttavia oggi non possiamo fare a meno di subire questa violenza contabile. Cercheremo di farlo - ha precisato - aiutando la Puglia a cambiare in radice la propria cultura della salute e a mettere in campo quelle risposte che possono consentire di immaginare che l'ospedale è soltanto una estrema ratio: gli ospedali con risposte di alta qualificazione per problemi complessi di salute”.

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