Sabato 17 Novembre 2018
   
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"Nessun procedimento di autotutela verrà avviato"

Atrio Palazzo_di_Citt

 

Pubblichiamo di seguito la nota prot. n° 15745 recante l’oggetto: "riscontro alla lettera datata 17/09/2016 – revoca in autotutela  delibere sull’aumento delle   tariffe sui rifiuti".

 

 

Al Codacons

 

Gentilissimo rappresentante del coordinamento di associazioni per la tutela dell’ambiente e dei diritti di utenti e consumatori, la ringrazio per l’opportunità che fornisce per chiarire gli aspetti legati all’introduzione della tariffazione normalizzata istituita con DPR n° 158/1999, meglio noto come Decreto RONCHI.

Farle la storia del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel nostro comune, richiederebbe una lunga e interessante sequenza di fatti, che se vuole potremo raccontare. Faccio solo osservare che la scadenza del contratto con il precedente gestore del servizio, era scaduto nel 2006, (Amministrazione PISTILLI), e nonostante la legge vieta le proroghe degli appalti pubblici, il servizio in questione si è protratto per altri dieci anni, con il risultato che tutti conosciamo e che lei essendo anche il direttore dell’emittente locale Telemajg e di un seguitissimo bollettino settimanale, ha più volte denunciato. Potrei raccontarle anche la questione dell’individuazione del sito della discarica e chi parteggiava per il sito prelazionato dalla stessa ditta che gestiva il servizio di raccolta.

Non voglio sottrarmi ai numerosi punti che lei opportunamente elenca e sui quali chiede contezza, minacciando di “intraprendere tutte le iniziative a tutela dei Cittadini”.

Una premessa è d’obbligo.

Dal 2016 non potevamo più calcolare le tariffe sia per le utenze domestiche che per quelle non

domestiche con il vecchio sistema TARSU e cioè un tot a mq, anche perché in altre occasione lei come difensore degli utenti e consumatori, eccepiva che non era giusto far pagare la raccolta ad un cittadino in modo esoso, solo perché con tanti sacrifici si era costruito o aveva ereditato una casa con ampia superficie e magari alla veneranda età di ottant’anni solo con la compagna di una vita, pagava di più di una famiglia di affermati professionisti con una discreta prole che viveva in un appartamento di modeste dimensioni. Per esempio facciamo il caso del Prof. Nicola D’Ambrosio ex sindaco di Acquaviva, lui docente all’Università di Bari la moglie insegnante nelle scuole superiori e con tre figli pagava più o meno quanto la sorella che vive da sola.

Ho citato D’Ambrosio, perché quando iniziò la gestione del servizio con la ditta Lombardi, lui Sindaco e Tonino Santamaria Vice-Sindaco, grazie alla sua puntigliosità e alla reale tutela dei cittadini acquavivesi, si accorse che nei conti presentati dalla ditta c’era un illecito surplus di circa 400.000 mila lire per il conferimento in discarica.

Per la determinazione del costo del servizio, è fondamentale e imprescindibile, la presentazione del P.E.F. (Piano Economico Finanziario) della ditta che espleta il servizio.

Nel 2016 fino al 30 aprile, il servizio è stato svolto dalla ditta Lombardi!!!, nei mesi di aprile e maggio, dalla ditta Er. Cav. SRL che si può tranquillamente far risalire alla precedente ditta, da luglio è subentrata nella gestione del servizio l’ATI, (Associazione Temporanea d’Imprese), capofila la ditta CNS di Bologna.

La ditta Lombardi era in grossissime difficoltà, (da circa un anno i dipendenti ricevevano lo stipendio mediante esercizio del potere sostitutivo, direttamente dal comune), infatti è fallita, la ditta successiva era la stessa di prima e l’ATI pur essendosi classificata prima al bando fatto dall’ARO, a causa di un ricorso presentato dalla ditta classificatasi seconda, non aveva ancora iniziato il servizio.

La scadenza per l’approvazione del bilancio di previsione è fissato da un decreto ministeriale, e per il 2016, la data ultima era il 30 aprile. Il comma 683, art. unico della Legge 147/2013, recita:

“le tariffe sono approvate con deliberazione del Consiglio Comunale entro il termine previsto dalla legge statale per l’approvazione del bilancio preventivo. La deliberazione, anche se approvata successivamente all’inizio dell’esercizio purché entro il termine indicato al periodo precedente, ha effetto dal 1° gennaio dell’anno di riferimento. Se la delibera non è adottata entro tale termine, si applicano le tariffe deliberate per l’anno precedente”.

Quello che le chiedo, è solo l’onestà intellettuale di capire e spiegare, nelle condizioni date, cosa poteva fare l’Amministrazione? Certamente non poteva confermare le aliquote dell’anno precedente, in quanto il servizio con la ditta aggiudicataria prima o poi doveva iniziare e quindi con il dato storico dei costi del servizio della ditta Lombardi e quelle che erano le previsioni del capitolato del nuovo appalto, l’Ufficio Tecnico, ha elaborato una proposta che potesse rispecchiare quanto più possibile il costo del servizio e su quello sono state individuate distintamente le tariffe delle utenze domestiche e non.

Non ho difficoltà a riconoscere che per l’esiguo tempo a disposizione, si sarebbero potuti individuare dei coefficienti, soprattutto per le utenze non domestiche, meno impattanti, e questo è il lavoro che un apposito gruppo, nominato dall’Amministrazione Comunale, a titolo gratuito, sta cercando di formulare.

Lei mi pone 7 rilievi per le utenze domestiche e 10 per le non domestiche.

UTENZE DOMESTICHE:

Numero degli occupanti per nucleo familiare;

Il Regolamento prevede che si deve fare riferimento all’Anagrafe del Comune (a chi se no).

Soggetti deceduti, anche il 2 gennaio 2016, inseriti nel nucleo familiare;

Un riferimento bisogna adottarlo. E’ stato scelto come riferimento il 1° gennaio. Le chiedo se anziché il decesso, in quella famiglia si fossero verificate delle nascite, adozioni, trasferimenti, cosa si sarebbe dovuto fare, una revisione in aumento.

Soggetti coniugati, anche il 2 gennaio 2016 (una sfortuna, ad Acquaviva muoiono e si sposano tutti il 2 gennaio), e residenti altrove inseriti in due nuclei famigliari;

Non è esatto dire che sono inseriti in due nuclei familiari, perché la legge stabilisce che sia quando si costituisce una nuova utenza, sia quando c’è una soppressione, si fa riferimento al momento della denuncia. Le chiedo se Tizio si sposa con una cittadina riveniente da altro comune cosa facciamo li esoneriamo dal pagamento della tassa? E poi il nucleo familiare originario come surplus, ha solo la quota variabile e il coefficiente della quota fissa.

Costo dei box di proprietà di soggetti non proprietari di abitazioni doppi rispetto al passato;

Abbiamo detto in precedenza che il metodo normalizzato comporta 2 distinti calcoli, quota fissa e quota variabile, il caso citato, non essendo titolare di abitazione e quindi non sottoposto alla quota variabile, il Regolamento ha previsto che oltre alla superficie, (quota fissa), si applicasse la quota variabile (numero degli occupanti), che nella fattispecie è stato rapportato a una unità.

Le seconde abitazioni tassate tenendo conto dell’intero nucleo famigliare;

Per ora la tassa chiesta ai cittadini, non è una tariffa puntuale e quindi così come era fino all’anno scorso si fa riferimento alla potenziale produzione di rifiuti. Si è comunque tenuto conto che trattandosi di una abitazione a disposizione e quindi presumibilmente non utilizzata per più di 180 giorni, andasse applicato uno sconto del 33%.

Però suggeriamo, nel caso non si preveda una immediata occupazione ed effettivamente l’abitazione non è utilizzata, di cessare il contratto di fornitura di energia elettrica. Ciò consente l’esonero totale del pagamento della tassa.

Sono state effettuate correzioni degli avvisi datati 15/07/2016, in violazione di legge;

Puoi indicare di quale legge si tratta?

Non è stata prevista nessuna agevolazione rispetto alle condizioni economiche del nucleo familiare;

Non è vero perché l’art. 39 del Regolamento comunale per la disciplina dell’Imposta Unica Comunale (I.U.C.), approvato dal C.C. il 29/04/2016, recita:

“Sono esenti dal tributo le abitazioni occupate da famiglie assistite dal Comune, per tutto il tempo di assistenza, giusta dichiarazione dell’assistente sociale del comune”.

UTENZE NON DOMESTICHE

Errata assegnazione delle categorie;

Chi lo dice, fai qualche esempio.

Errata applicazione dei coefficienti del DPR 158/1999;

Non è vero. I coefficienti previsti dal DPR 158/1999, prevedono sia per la parte fissa(Kc) che per la parte variabile (Kd), un minimo e un massimo con ulteriore possibilità di aumentare o diminuire per un massimo del 50%. La delibera n° 32 del C. C. del 29 aprile scorso, ha approvato il PEF e determinato le tariffe TARI. L’allegato 3 della delibera ha fissato i coefficienti di tutte le 30 categorie previste dal Ministero. Può indicare dove il coefficiente non è stato indicato correttamente?

Sconsiderata scelta dei coefficienti rispetto alle categorie;

In questo posso parzialmente convenire, in quanto si tratta di calibrare opportunamente tra le diverse tipologie merceologiche, codici ATECO e realtà locale, cercare di bilanciare il tributo; ma come ho premesso tutto questo lavoro era impossibile farlo nei pochissimi giorni a disposizione. Il gruppo di lavoro istituito, ha anche questo compito.

Errata classificazione tra l’uso abitativo ed ufficio;

Questa osservazione non l’ho capita. Al momento della dichiarazione TARSU, il contribuente ha denunciato le relative superfici, dettagliando tra spazi per abitazione e quella per ufficio.

Mancanza di agevolazioni per chi non svolge attività;

Per la fattispecie menzionata, si fa riferimento all’art. 38 del Regolamento approvato con delibera di CC n° 31 del 29/04/2016;

% di riduzione delle superfici per la produzione dei rifiuti speciali non adeguate alle tipologie di attività svolte;

L’art. 25 del summenzionato regolamento, ha previsto la riduzione delle superfici per quelle attività che contestualmente hanno produzione di rifiuti speciali non assimilati agli urbani. Se ci sono tipologie di attività che dimostrano una superficie di produzione di rifiuti speciali, non assimilabili si può prevedere un ulteriore abbattimento. Questo elemento lo determina il Consiglio Comunale.

Mancata esenzione per quelle attività che producono prevalentemente rifiuti speciali non assimilabili;

Lo dice lei stesso: attività che produce prevalentemente rifiuti speciali quindi non solamente rifiuti speciali non assimilabili e quindi una produzione di rifiuti urbani comunque c’è.

Sono state effettuate correzioni agli avvisi datati 15/07/2016 senza seguire l’iter previsto dalla legge;

Come al punto 6 delle utenze domestiche. A quale legge si riferisce?

Mancata riduzione della tassazione per i produttori di rifiuti assimilabili agli urbani che li inviano direttamente al recupero privatamente;

Evidentemente i produttori che si sono rivolti al Codacons e a questo punto devo ritenere che anche l’Associazione non conosce l’art. 26 del più volte menzionato Regolamento I.U.C.

Non è stata verificata la reale superficie degli opifici, e la destinazione d’uso;

La tassazione avviene sul denunciato dal produttore. Ovviamente l’ufficio si avvale della possibilità di controllare l’esattezza della denuncia, e qualora si riscontrano difformità, c’è la contestazione ed auspicabilmente l’accordo, salvo ricorrere alle sedi competenti per il rispetto dei propri diritti.

In conclusione gli atti amministrativi adottati da questa Amministrazione in relazione alla TARI 2016, sono rispettosi delle disposizioni normative e regolamentari vigenti, pertanto nessun procedimento di autotutela verrà avviato.

All’uopo si evidenzia che il ricavato del pagamento del tributo, sia esso dovuto da utenze domestiche o non domestiche, serve a coprire il reale costo per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. In caso di ricavato maggiore rispetto alla spesa reale, il surplus va a scomputo del PEF dell’anno successivo;

parimenti in caso di incasso minore rispetto al costo del servizio, la differenza farà parte della spesa dell’anno successivo.

F.to Il Sindaco                              F.to L’Assessore ai Tributi

Dott. Davide F. R. CARLUCCI                            Luca DINAPOLI


Qui di seguito la nota della Codacos Acquaviva:




Revoca in_autotutela.1


revoca.2

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