Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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INTERVISTA A GIUSEPPE DI VIETRI

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Classe 1979, laurea in Sociologia con specializzazione in territorio ed ambiente, candidato più suffragato nella lista di SEL alle ultime elezioni amministrative ed una militanza politica che inizia nel 2005 nelle fila del movimento giovanile del PRC: queste sono le credenziali del nuovo Segretario- reggente di Sinistra Ecologia e Libertà, Giuseppe Di Vietri, nominato a rappresentare la sezione locale del suo partito fino alle fasi congressuali di Ottobre 2010.

Il giovane segretario si è posto a disposizione della redazione di AcquavivaNet, rispondendo alle nostre domande.

  1. Sinistra Ecologia e Libertà è una formazione partitica nata relativamente da poco, ma che ha già ottenuto eccellenti risultati elettorali, anche qui ad Acquaviva delle Fonti. Lei, nel ruolo di neo-Segretario reggente di SEL, quali progetti e idee politiche ha in mente per dare voce e più forza a questo giovane partito?

È vero, il nostro partito è relativamente giovane, ma nonostante questo noi siamo forti del nostro passato e della tradizione da cui deriviamo. La fase in cui mi appresto a rappresentare i miei compagni di SEL, è una fase di transizione. È ben noto, che ad Ottobre, ci sarà il congresso di Sinistra Ecologia e Libertà e anche qui ad Acquaviva delle Fonti avremo modo di strutturarci in una formazione partitica vera e propria. Sicuramente il mio compito, che condivido con tutti i miei compagni del partito, è quello di traghettare questo giovane soggetto politico e arrivare al congresso in maniera solida e unita, per affrontare uno dei momenti fondativi più importanti nella vita di un partito politico. Nonostante questo però, abbiamo degli obbiettivi di breve termine riguardanti la nostra cittadina, tramite l’appoggio del nostro unico Consigliere comunale.

  1. Lei ed altri esponenti del Partito di Rifondazione Comunista, avete deciso di abbandonare lo storico simbolo della “falce e martello” e confluire nel nuovo soggetto politico voluto dall’attuale Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Da anni media e rappresentanti politici non fanno altro che parlare di una politica post-ideologica, che le ideologie del passato sono state ormai superate dopo la caduta del Muro di Berlino. Oltre al simbolo avete quindi deciso di mettere da parte anche la vostra ideologia e accettare l’egemonia della società capitalistica oppure siete ancora spinti a lottare per i vostri storici valori?

È bene precisare, che dopo il 1989, non è cambiata solo l’ideologia, o una parte di essa, ma è cambiata in toto la nostra società. Non ha più senso parlare di antitesi al capitalismo, semplicemente perché il capitalismo di vent’anni fa, non è il capitalismo di oggi. Adesso ci troviamo in una fase mondiale completamente diversa (vedi il fenomeno della globalizzazione che vent’anni fa era impensabile visto che il mondo era diviso in due blocchi distinti), e le risposte dei sogetti politici sicuramente sono cambiate. Questo però, per quanto ci riguarda, non significa rinnegare il passato, ripudiare la simbologia o abiurare i nostri valori. La nostra posizione resta, ovviamente, quella della difesa delle fasce più deboli (che sono purtroppo ancora la maggioranza della popolazione), la salvaguardia dello stato di diritto, la difesa dell’equità sociale ecc…A questi valori e obbiettivi dobbiamo però aggiungerne di altri, come ad esempio la sensibilità ambientale che fino a vent’anni fa era poco diffusa e oggi è un tema molto sentito visto le recenti problematiche ambientali globali. Quindi cambiano le circostanze, cambia il mondo attorno a noi, e noi ovviamente ci adattiamo a questi mutamenti, senza però disconoscere assolutamente nulla del nostro passato.

  1. A seguito della frattura politica consumatasi alle ultime elezioni comunali, come gestirete i rapporti tra il suo partito e quello di Maggioranza del PD? Rimarrete Opposizione, oppure cercherete un dialogo che possa ricucire lo strappo avvenuto? Inoltre, come reputa dal suo punto di vista i primi mesi dell’attività amministrativa del nuovo governo cittadino del centro-sinistra? 

È giusto precisare che sin dall’inizio della passata campagna elettorale, il nostro partito ha sempre cercato l’intesa e la mediazione con la componente del centro-sinistra che adesso governa Acquaviva. La rottura, però c’è stata ed è evidente. Non l’abbiamo di certo voluta e cercata noi. La causa è da imputare ad una serie di eventi che ci hanno fatto allontanare dal PD e dalla sua coalizione elettorale. Dal nostro punto di vista, piuttosto che parlare di un semplice allontanamento, noi preferiamo parlare di un nostro allontanamento forzato anzi se vogliamo essere precisi, si è trattato di una vera e propria cacciata nei nostri confronti. Comunque io, e tutti i miei compagni di SEL, riteniamo che sia giunto il momento di pensare ad amministrare questo paese. Oramai si sono chiusi i dissidi da campagna elettorale. È ben noto che il periodo elettorale è farcito di animi caldi e infervorati, alle volte molto eccessivi. Adesso, però, bisogna fare sul serio e pensare al da farsi mettendo da parte questi conflitti. Il ruolo del nostro Consigliere comunale Marcello Carucci è sicuramente di fondamentale importanza per SEL. Anche se siamo all’opposizione, è pur sempre vero che la componente di centro-sinistra e soprattutto il PD restano un nostro punto di riferimento sia perché condividiamo una stessa tradizione politica di sinistra e sia perché governiamo insieme con ottimi risultati la Regione Puglia. Quindi non possiamo barricarci e nasconderci dietro questa realtà. Certamente il ruolo di Carucci sarà un ruolo propositivo e non dogmaticamente chiuso a questo governo cittadino. Il nostro partito farà proposte e le porteremo in aula consiliare mediante il nostro consigliere, e ci auguriamo che le nostre iniziative ricevano il pieno appoggio della Maggioranza. Ovviamente, dal canto nostro, se ci saranno delle proposte da parte della coalizione di centro-sinistra, saranno valutate e se dovessimo ritenerle giuste, noi le appoggeremo senza nessun filtro a priori. Questi primi mesi di governo sono stati un periodo di transizione, di adattamento ad una nuova realtà. Questa è l’impressione che condivido con la gran parte della cittadinanza acquavivese. Probabilmente questa amministrazione si sta guardando un po’ intorno, un po’ sta attraversando quel periodo fisiologico in cui si cerca di entrare nella macchina amministrativa-burocratica, la quale non ha un funzionamento semplice e immediato. Sono convinto che i primi frutti, se ci saranno, potremo vederli solo verso autunno. Noi come esponenti e militanti di SEL, e come tutti i cittadini di Acquaviva delle Fonti, ce lo auspichiamo.

  1. Durante il periodo elettorale attorno alla locale sede de “La Fabbrica di Nichi”, è sorto un grande movimento giovanile attivo e propositivo. Era solo un mero comitato elettorale oppure c’è un progetto a lungo termine di azione giovanile sul territorio?

L’inaugurazione de “La Fabbrica di Nichi” qui ad Acquaviva delle Fonti, non è stata una semplice trovata elettorale. E anche se fosse stato un comitato elettorale non ci sarebbe stato nulla di male visto che questa iniziativa ha raccolto l’adesione di molti giovani acquavivesi (ri)appassionati alla politica. Comunque il ruolo delle “fabbriche” non è solo quello di raccogliere i voti dei giovani durante il periodo elettorale. Questo pensiero è condiviso dal Presidente Vendola e soprattutto anche da noi militanti. L’esperienza elettorale ci ha fatto capire la fondamentale importanza di avere un soggetto, come la “fabbrica”, strutturato in maniera del tutto diversa dalla forma partitica tradizionale. Oltre a questo dato di forma, c’è ne uno di sostanza. Le fabbriche hanno consentito l’avvicinamento di molti giovani alla politica. Una politica diversa da quella partitica, una politica con la P maiuscola. Per la prima volta, dopo tanto tempo in Italia, i ragazzi totalmente disinteressati e apatici alle vicende socio-politiche del paese sono divenuti protagonisti con azioni e progetti concreti sul territorio. “La Fabbrica di Nichi” ad Acquaviva esiste ancora ed io stesso ne faccio parte con altri esponenti di SEL. Abbiamo delle attività e dei progetti in programma e quindi questa importante esperienza continuerà ad esistere. È importante rendere noto che le fabbriche non sono più dislocate solo sul territorio regionale, bensì adesso esistono fabbriche su tutto il territorio nazionale ed una delle più grandi e importanti è presente a Roma. Qui ad Acquaviva abbiamo alcuni progetti, come già detto prima, però aspettiamo che ci sia un incontro regionale tra tutte le fabbriche (che avverrà entro questa estate) e poi saremo pronti a ripartire insieme a tutti i ragazzi che si sono avvicinati durante il periodo elettorale.

  1. Sulla base del programma regionale “Bollenti Spiriti” attivo su tutto il territorio pugliese, Lei e il suo partito attiverete progetti su Acquaviva come per esempio “Laboratori Urbani” per il riutilizzo socio-culturale di plessi dismessi (come ad esempio la sede dell’ex Miulli, oppure altri edifici pubblici in disuso)?

Innanzitutto sono molto felice di rispondere a questa domanda perché il progetto “Bollenti Spiriti” mi sta particolarmente a cuore. Io sono stato uno dei promotori del programma “Laboratori Urbani” di Acquaviva. Questo progetto è stato realizzato ma non è ancora attivo sul nostro territorio. Spero che in questi altri cinque anni di governo Vendola ci possano essere altri progetti simili. Sarebbe un cosa buona e giusta riutilizzare i vecchi plessi dell’Ospedale Miulli, anche se purtroppo c’è da risolvere la delicata controversia della proprietà degli immobili. Una questione intricata e di non facile e immediata soluzione. Credo che questo dovrebbe essere un obbiettivo primario per un’amministrazione comunale. Il riutilizzo, al di là che possa essere destinato ai giovani piuttosto che gli anziani, è fondamentale per l’intero paese. Abbiamo notato tutti che dal momento della loro chiusura le attività commerciali di quella zona sono entrate in una profonda crisi. Bisogna, quindi a mio modo di vedere, riuscire a riappropriarsi e riutilizzare questi spazi cercando la soluzione migliore senza scontentare ne il Comune ne l’Ente Ecclesiastico.

Commenti  

 
#1 achille signorile 2010-07-03 03:36
Complimenti al Dott. Di Vietri per la sua serietà, per il distacco costruttivo delle sue parole, per l'attenta riflessione e meditazione che è alla base delle sue convinzioni politiche ed organizzative. Gli auguro di diventare non solo il segretario di transizione, ma il segretario tout-court della Sezione di SEL al prossimo congresso cittadino. E gli auguro (E MI AUGURO!) che egli sappia sanare la frattura elettorale con il centrosinistra, nell'interesse di un'Acquaviva che ha bisogno di uino sforzo corale per superare la crisi, non solo eonomica, ma soprattutto di valori che attanaglia il nostro paese dopo gli anni bui della gestione Pistilli. Faccia, insomma, in modo che la destra di Pistilli - in agguato nei meandri del palazzo - non sfrutti la vostra onestà ed il vostro impegno costruttivo per ritornare a galla e ripiombare Acquaviva nel buio medievale deegli anni scorsi!
 

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