Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Docenti, nuova protesta dei "nastrini rossi"

nastrini rossi

 

 

Di nuovo in sit in i “nastrini rossi”, i docenti neoassunti da Gae, le graduatorie provinciali ad esaurimento di fase nazionale C, oggi assegnati a cattedre del centro nord Italia tramite l’arcano algoritmo del Miur, il Ministero della pubblica Istruzione.

Questa volta i nastrini saranno in presidio davanti l’ufficio scolastico regionale pugliese in via Castromediano, 123 venerdì 26 agosto dalle 10 e 30. In contemporanea i colleghi della Campania e della Sicilia manifesteranno davanti i loro Usr di riferimento a Napoli e Palermo.

La manifestazione ha lo scopo di continuare a tenere alta l’attenzione sui docenti pugliesi e che già il primo settembre saranno costretti a lasciare, dopo tantissimi anni di precariato la propria Terra, i propri affetti e le proprie scuole pugliesi.

Quasi tremila, infatti, sono i docenti che dovranno rivedere le proprie vite e i propri equilibri personali. Insegnanti, per la gran parte donne e con un’età media di 45 anni, che per i prossimi tre anni dovranno fare i conti con affitti, utenze, viaggi e lo stipendio di soli mille e trecento euro. Retribuzione troppo esigua per chi ha messo radici nella propria terra con mutui e mille incombenze ed ora si vede costretto a rivedere le proprie vite.

Docenti, che spesso sono ancora in attesa di una sede che sarà assegnata d’ufficio, e che sono alle prese con prenotazioni esose di voli, aerei, bus e treni, B&B e hotel per permanenze non ben precisate e in attesa delle sperate deroghe, oltre tremila in tutta la Regione, e dei posti disponibili dell’organico di fatto (più di mille).

Scopo del sit in è cercare di comprendere le tempistiche per le operazioni di mobilità al fine di rendere meno drammatico il presente dei neoassunti, nonostante l’Usr pugliese, nella figura del direttore generale Anna Cammalleri, si sia da subito prodigata a mettere in atto una serie di provvedimenti utili al rientro del maggior numero dei docenti interessati dalla mobilità nazionale.

Anche questa volta la Regione scenderà al fianco dei nastrini rossi perché perdere professionisti della scuola vuol dire privare il meridione di quella “manovalanza intellettuale”, fondamentale per lo sviluppo del territorio.

Nastrini rossi docenti pugliesi

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