Giovedì 15 Novembre 2018
   
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La forza della Ragione – parte 3

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N.B. Quella che state per leggere, è la terza e ultima parte dell’articolo pubblicato in tre puntate, una avantieri (28.12), una ieri (29.12) e, appunto, l’ultima oggi. Buona lettura, Acquavivesi.

 

Allora cosa succederà? A questo punto ci sono due possibilità: Davide Carlucci può ritirare le dimissioni entro il prossimo 12 gennaio, oppure renderle definitive e, in quest’ultimo caso, Acquaviva andrebbe al voto a primavera. Secondo chi scrive, l’ipotesi che si verificherà sarà la prima: di riffe o di raffe, il Sindaco cercherà di andare avanti. A questo punto si aprirebbero altri scenari. Tenterà di fare una Giunta completamente nuova (tecnica, o politica) oppure sfiderà il PD a mandarlo a casa? E in quest’ultimo caso, il Partito Democratico cosa farà? Voterà la mozione di sfiducia proposta dall’opposizione che si discuterà in Consiglio il prossimo 8 gennaio; farà dimettere i suoi Consiglieri, cosa che, unitamente alle dimissioni dei colleghi di minoranza, farebbe venir meno il Consiglio e si voterebbe, comunque, in entrambi i casi, a primavera; oppure accetterà, rimesso, le scelte di Carlucci, perdendo faccia e piegando la schiena? Nel corso di questi due mesi di crisi politica, infatti, non c’è stato un vero azzeramento, poiché i due Assessori di Viva (Busto e Vavalle) e quello di SEL (Bruno) sono stati ritenuti dal Sindaco intoccabili e inamovibili. E se, invece, fosse Carlucci a fare un passo indietro, azzerando davvero la Giunta e congedando davvero i vari Austacio Busto, Annamaria Vavalle e Francesco Bruno dal ruolo di Assessori? Questa, a nostro avviso, sembra la scelta più logica, l’unica che potrebbe metter fine a una crisi gestita malissimo e che non pochi strascichi porterà con sé, anche in futuro.

Ma, allora, e torniamo al punto di partenza, perché questa crisi? Lo abbiamo già scritto, ma non ci stanchiamo di ripeterlo. Quello tra Carlucci e il PD è un matrimonio allestito in fretta e furia per vincere le elezioni, ma tra due sposi che non si conoscevano affatto. In effetti, nel 2013, nessuno avrebbe dato la Sinistra per vincente. Nelle intenzioni delle parti, il connubio era volto a creare le basi per un progetto futuro, cominciando a lavorare insieme all’opposizione. Quando, poi, però, ci si è trovati a governare la città, le differenze di vedute sono emerse. Anzi, erano emerse già prima. Facciamo ancora un esercizio di memoria: ricordate, amici, quante liti, anche dai toni parecchio accesi, ci sono state al termine dei comizi di Carlucci, durante la sua campagna elettorale 2013, tra i componenti della sua stessa compagine? Fate uno sforzo mnemonico.

Ricordate quando – siamo a fine 2014 –, proprio mentre la Pietroforte accettava la candidatura alla Città Metropolitana, il Sindaco e i suoi più fedeli seguaci sceglievano di offrire il proprio sostegno a Michele Abbaticchio, Sindaco di Bitonto, “per le sue doti umane e morali” (quindi la Pietroforte era “inumana” e “immorale”; o almeno non abbastanza umana e morale per godere del sostegno dei radicali arancioni acquavivesi)? Ricordate le scorse elezioni regionali – primavera 2015 –, quando il Sindaco un giorno diceva di non avere problemi a sostenere un candidato del PD, e il giorno dopo ufficializzava la candidatura alla Regione del già Consigliere comunale Franco Chimienti (Viva)? Ricordate, amici lettori, tutti questi e altri mille episodi di frattura? Se li ricordate, allora, usate la forza della Ragione e analizzateli alla luce di questi. Solo allora sarà possibile valutare se i ritornelli che hanno invaso i social network corrispondono a verità o a menzogna. Scegliete liberamente e misurate secondo il vostro pensiero, ma per favore fatelo usando raziocinio, non per partito preso. Usate la Ragione!

In ultimo, Signor Sindaco, lo stesso appello ci sentiamo di rivolgere anche a Lei: usi la Ragione, si renda conto che questa esperienza, nel bene e nel male, è terminata e non si può più andare avanti. Per il bene di Acquaviva non ha più alcun senso andare avanti con questa farsa, con questo tira e molla. Cui prodest (a chi giova)? Metta da parte i puntigli, l’orgoglio, le questioni di principio e la passione. In questo momento serve la Ragione. E se usa la Ragione, siamo tutti certi che saprà fare la scelta giusta. Non per Lei, ma per Acquaviva. Perché, alle volte, anche lasciare la nave prima di trascinarla affondo è la scelta più saggia. Per il bene di una comunità.

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