Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Il Flash Mob arancione per il dimissionario Carlucci

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Raccolte centinaia di firme in sostegno dell’azione del primo cittadino


 

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Numerosi cittadini hanno risposto all'appello lanciato dai sostenitori dell'azione politica del dimissionario sindaco Davide Carlucci, essendo stati chiamati a raccolta, domenica 27 dicembre, dallo slogan “io sto ancora con Davide”. Nel corso di una mattinata, precisamente in poco più di un'ora, sono state raccolte 267 firme, allo scopo di chiedere alle forze politiche di maggioranza un maggiore senso di responsabilità, necessario a raggiungere la stabilità di governo. Il raduno di piazza Vittorio Emanuele è stato organizzato per lo più attraverso Facebook, da un gruppo di acquavivesi infuriati per l'ennesimo collasso di una amministrazione di centro-sinistra. La manifestazione spontanea ha voluto dimostrare che buona parte dei nostri compaesani, ha approvato le realizzazioni della giunta comunale, svolte sino all'apertura dell'attuale crisi istituzionale. Il “Flash Mob”  è stato caratterizzato dall'assenza di bandiere e di simboli partitici, come ci ha raccontato uno degli organizzatori, Leonardo Laterza:

“Questa è una manifestazione organizzata dai cittadini per cittadini, in essa non vi sono loghi politici, perché l'abbiamo epurata da un linguaggio che ci ha stancato. Io stesso milito in un partito, ma preferisco non dichiarare quale, proprio per dimostrare che questo è un raduno realizzato da chi ha a cuore le sorti di Acquaviva”. 

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In seguito l'attivista ha aggiunto:

“Presto sarà attiva una petizione on-line avente il medesimo scopo di sostenere il nostro sindaco, essa comparirà presto sulla pagina Facebook dell'evento di oggi”.

La genuinità delle parole di Leonardo è stata dimostrata dalla presenza dinanzi al banchetto dove sono state raccolte le firme, di tantissimi giovani, molti dei quali non inquadrati in associazioni di alcun tipo. Tuttavia una discreta rappresentanza di questi ultimi proveniva dalle fila dei giovani democratici del PD, dimostrando una pesante spaccatura tra i dirigenti e i militanti dello stesso partito.

In realtà nessuno è riuscito a capire le ragioni che stanno dietro la diatriba sorta tra Giovanni Nettis, segretario del partito democratico acquavivese, e lo stesso Davide Carlucci, sostenuto da Sel e dalle liste civiche, espressioni della cosiddetta società civile. La vittoria entusiasmante del centro-sinistra,  alle elezioni di due anni fa,  si era posta nel solco delle novità apportate da altri sindaci italiani, come quello di Milano, Pisapia, e quello di Napoli,  De Magistris. Questi ultimi, con un fervore quasi "grillino" avevano cominciato ad agire in favore della legalità e delle fasce sociali meno abbienti.  Carlucci stava agendo proprio in questo senso, ed infatti aveva fatto suo, come emblema, il colore arancio, che aveva sventolato nella città partenopea, così come in quella lombarda.


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Questo modo di agire trasparente ed incisivo, potrebbe aver infastidito i politici di mestiere, in un momento cruciale, dove importanti appalti stavano per essere assegnati, riguardo progetti decisivi per lo sviluppo del nostro paese, a partire dal centro storico. Si è detto che il nostro primo cittadino abbia portato avanti solamente iniziative culturali oppure prettamente pubblicitarie. Ma questo è uno dei principali mezzi con i quali si fanno ripartire le comunità stanche e asfittiche, come lo era la nostra fino a due anni fa.

Direttamente o indirettamente l'avvento di Carlucci ha portato a un risveglio dell'associazionismo, ed al miglioramento dell'immagine di Acquaviva, che è riuscita a farsi conoscere nel corso dell'Expo, a Malta ed anche oltre oceano.



Fotografie di Davide Colafemmina

 

 

 

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