Martedì 13 Novembre 2018
   
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Tisci: “la nuova Giunta dovrà essere espressione del voto popolare”

Roberto Tisci

Dopo l’ultimo consiglio comunale è chiaro ed evidente che il Primo Cittadino Davide Carlucci è senza una maggioranza politica. La crisi che paralizza Acquaviva prosegue senza sosta.

Acquavivanet ha ascoltato l’opinione di un attore di primo piano del “teatro” politico acquavivese. Lo è stato nel centro destra di Franco Pistilli, e lo è stato maggiormente nel centro sinistra di Francesco Squicciarini.

Durante la campagna elettorale che ha portato alla vittoria Davide Carlucci, il gruppo di Tisci facente parte della coalizione di centro destra di Claudio Solazzo ha deciso di appoggiare durante il ballottaggio il leader della sinistra.

Nelle recenti elezioni regionali, dopo un tentativo di candidatura personale naufragato (si era proposto come candidato acquavivese nella civica di Emiliano Presidente), ha sostenuto l’elezione dell’Ass. Regionale Giannini (Partito Democratico).

 

Cosa ne pensa di questa “crisi” politica che paralizza Acquaviva da più di un mese?

La parola crisi politica è una parola un po’ forte. Di crisi di governo si parla negli ambienti romani. La politica nazionale. Qui parliamo di politica locale. Certamente non è un buon momento per il nostro caro Sindaco. Sono state disattese delle linee programmatico-amministrative e giustamente il Partito Democratico si è reso conto che il Primo Cittadino invece di gestire una res pubblica gestisce un condominio. E sta gestendo inefficacemente il più brutto dei condomini. Mi spiego meglio: a distanza di due anni non è ancora stata discussa la 167. La madre di tutti i problemi di Acquaviva dagli anni 80 ad oggi. Non abbiamo più notizie del PRG.

Quindi se non è una crisi politica, cosa è?

A mio modo di vedere il Sindaco e le sue liste civiche non sopportano il Partito Democratico. O forse il PD non sopporta le liste civiche.

Quindi si è celebrato un “matrimonio di interesse” che finita la luna di miele si sta trasformando in un divorzio…

È venuta meno la fiducia e il rispetto reciproco. Il Segretario Gianni Nettis è stato molto chiaro in Consiglio Comunale e per questo va lodato per come ha saputo gestire la “crisi” politica. Tutto quello fatto fino ad oggi è frutto del lavoro della precedente amministrazione comunale. Adesso occorre fermarsi. Riflettere. Fare il punto della situazione. Elencare alcuni punti chiave da realizzare e terminare questa legislatura.

Insomma occorre azzerare la squadra di Governo e siglare un nuovo “patto di Maggioranza” …

Il Sindaco è senza maggioranza. Lo dice la matematica. In questi casi l’unica soluzione è presentare le dimissioni e verificare nei 20 giorni a disposizione per legge se esiste una maggioranza di governo.

Una maggioranza allargata anche ad altre forze politiche?

Davide Carlucci al momento, e lo dice sempre la matematica, governa soltanto con i voti delle liste civiche (1300). La sua affermazione elettorale (più di 7000 preferenze) non è mica stata il frutto solitario delle liste civiche che lo sostenevano. Altri gruppi politici lo hanno sostenuto durante il secondo turno elettorale altrimenti non sarebbe mai stato eletto. Questa non è una maggioranza rappresentativa del voto popolare.

E se il Sindaco non volesse azzerare la sua squadra di Governo?

Il Partito Democratico non può assolutamente perdere la faccia. A questo punto non si può stare fuori dal governo e dare un appoggio esterno punto per punto. Bisogna prendere una posizione.

In una nuova maggioranza il PD (partito di maggioranza relativa) che ruolo dovrebbe assumere nelle cariche di governo?

Gli assessori Dinapoli e Sardone hanno svolto in maniera efficiente il loro compito. Entrambi si sono distinti per il lavoro prodotto in questi due anni di mandato elettorale. La nuova Giunta dovrà essere espressione della volontà popolare che ha contribuito alla vittoria della coalizione di centro sinistra.

Come mai nel primo turno il suo gruppo appoggiava il candidato di centro destra e al secondo turno poi vi è stato un appassionato contributo per il leader della sinistra?

Politicamente sono nato in Forza Italia. Poi sono passato alla Puglia Prima di tutto dell’Onorevole Raffaele Fitto. Ho fatto parte integrante di due amministrazioni di centro destra. Nella seconda esperienza di Governo Pistilli ho subito una cocente delusione, come tutti i nostri concittadini credo abbiano subito. Le ideologie politiche sono certo importanti. Ma in una piccola comunità bisogna pensare all’interesse della collettività. Ho creduto fortemente nel progetto di Francesco Squicciarini fino all’ultimo secondo. Infatti nelle firme dei consiglieri per sfiduciare il Sindaco non compare la mia. Caduto Squicciarini ho sposato da subito il progetto di Davide Carlucci con il quale mi lega una amicizia personale a tutta la sua famiglia. Ma purtroppo un atteggiamento pregiudiziale delle liste civiche nei miei confronti ha vietato la mia partecipazione nella sua coalizione. In questo contesto ho deciso così di dare il mio appoggio leale all’amico Claudio Solazzo. Purtroppo la nostra coalizione ha avuto la sfortuna di non andare al ballottaggio. Ovviamente mai e poi mai avrei appoggiato durante il secondo turno il candidato di centro destra perché espressione di un passato che ho deciso di abbandonare quando sfiduciai il Sindaco Franco Pistilli. Era logico e naturale che io dessi tutto il mio sostegno a Davide Carlucci visto e considerato che le nostre famiglie sono legate da una storica amicizia.

Alla luce di questa storica amicizia e del contributo tuo e del tuo gruppo, avresti voluto dare un sostegno maggiore al buon governo della città?

Vado fiero dell’operato svolto dall’Assessore Carmela Capozzo durante l’esperienza di Governo Squicciarini. Grazie al nostro sostegno il settore dei servizi sociali è stato completamente rivitalizzato. Come sono anche grato all’operato silenzioso ma concreto dell’Architetto Antonio Vendola che ha ricoperto il ruolo di Assessore all’Urbanistica per alcuni mesi. Ho sempre dato il mio sostegno ad Acquaviva quando mi è stato chiesto.  

E nell’ottica di una nuova maggioranza e di un nuovo accordo politico, come intendi dare il tuo contributo?

Il nostro gruppo vuole dare un semplice contributo. Rafforzare il patto elettorale con i cittadini elettori. Vogliamo un cronoprogramma. Con punti chiave da risolvere in tempi certi.

Primo punto di questo cronoprogramma?

Edilizia. Abbiamo urgentemente bisogno di adottare i PUG. Gli addetti al settore operano con un vecchio strumento. Acquaviva non può vivere di sole demolizioni e ristrutturazioni. Abbiamo bisogno di nuove aree edificatorie per rilanciare lo sviluppo urbanistico.

Poi?

Risoluzione della 167. Non è possibile che alcuni nostri concittadini debbano vivere con il dubbio amletico se la casa in cui vivono sia di proprietà oppure meno. Occorre dare serenità ai nostri concittadini.

Secondo lei, va staccata la spina a questa esperienza di Governo?

Se non si risolvono i problemi della città non ha senso stare al Governo. Dobbiamo ringraziare il PD che ha sollevato con coraggio la questione. Un grande partito vero, concreto, serio e soprattutto coerente. Il PD non è un cinico killer che vuole commissariare Acquaviva. Se si stacca la spina si stacca per senso di responsabilità verso la collettività.

Lei si sente parte integrante di questo partito avendo dato un importante sostegno elettorale alla candidatura dell’Assessore Regionale Giannini?

Voglio ringraziare l’Ass. Giannini perché ha fatto molto per la nostra comunità. Alcuni importanti finanziamenti sono frutto del suo impegno per Acquaviva. Primo fra tutti il rifacimento del basolato del centro storico e della ristrutturazione della facciata di Palazzo De Mari.  E ringrazio anche l’attuale Presidente del Consiglio Regionale Mario Loizzo (sollecitato dalla Segreteria locale del PD) per averci dato l’opportunità di usufruire dei finanziamenti per restaurare e aprire il nostro amato teatro comunale. Ci tengo a dire che al posto del Sindaco avrei sostenuto uno di questi due consiglieri e non Franco Chimienti.

Ultima domanda. Come mai Acquaviva vive la maledizione della instabilità politica? Possibile che un Sindaco non riesca quasi mai a concludere il naturale mandato elettorale?

Se un Sindaco mantiene gli impegni presi con i propri cittadini e con la coalizione che lo ha sostenuto non vedo perché il suo mandato non debba arrivare a scadenza e perché non riottenere una seconda fiducia dalla città. Diversamente un Primo Cittadino che non onora il mandato elettorale deve andare a casa. Non ci si può far eleggere sulla base di promesse astratte e poi alla prova dei fatti disattendere tutto. Non è leale nei confronti dei cittadini elettori.  

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