Giovedì 15 Novembre 2018
   
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M5S: “Gli Acquavivesi possono attendere”

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Un mesto silenzio domina Acquaviva da oltre un mese. Non vorremmo che fosse rassegnazione.

All’annuncio dei contrapposti comizi (quelli del 6 e 7 novembre scorsi) molti si son chiesti se gli oratori avrebbero tirato fuori motivi più seri, di quelli fino ad allora propalati (l’atteggiamento ostile dell’assessore Annamaria Vavalle verso il PD) per spiegare la crisi sopravvenuta.

In effetti i due comizi non hanno detto assolutamente nulla circa i veri problemi della città. Hanno solo certificato lo stallo. Gli Acquavivesi possono attendere

Nel suo Carlucci ha difeso Annamaria Vavalle e gli altri assessori (che nel frattempo avevano rimesso il mandato “per senso di responsabilità in modo da permettere il confronto all'interno della Maggioranza”, quindi anche loro oggetto del fuoco piddino).

“O si cambia o si muore!” ha gridato al termine, per ingiungere ancora una volta al PD di smetterla di “frenare” (qualcuno ricorderà che l’ultimo Squicciarini diceva la stessa cosa di una parte del suo stesso partito, sempre il PD).

Il segretario piddino Nettis ha tenuto il comizio forse più difficile e doloroso della sua carriera politica, dovendo in qualche modo difendere anche le posizioni dei suoi nemici interni ma facendolo assai male, giacchè ha esordito tuonando: “il sindaco non si può permettere il lusso di criticare e giudicare gli iscritti del PD di Acquaviva”; ebbene, nemmeno Stalin, a tutela dei membri del PCUS, ebbe a dire mai un simile enormità. Vogliamo credere che il segretario, nono pensi davvero che la politica funzioni così. Ad ogni buon conto, sappia che i partiti esercitano un mandato “pubblico”, ossia proveniente dal popolo; la critica non è che la sanzione minima per qualsiasi abuso, furberia o prevaricazione commessi nell’attività amministrativa e politica, anche con riferimento alla vita interna ai partiti Tutti, compreso il sindaco, hanno il diritto e persino il dovere di esercitarla, nei confronto di qualsiasi attivista di qualsiasi partito, a cominciare dal proprio. Per noi del Movimento 5 Stelle questo è un principio cardinale; vorremo che lo fosse anche per il PD di Acquaviva.

Altre amenità del segretario PD:

“ci volevano i secchi per raccogliere l’acqua che scendeva da questo podio”: beffa all’emozione palesata da Carlucci nell’esternare uno scatto di dignità;

“occorre una nuova giunta che sia veramente rappresentativa dei partiti di maggioranza e della cittadinanza”: il segretario ignora che, per legge, gli assessori sono collaboratori diretti del sindaco, non organi di rappresentanza politica;

“L’assessore Vavalle non si fida del PD e perciò non vi sono i presupposti per continuare a stare insieme”: ma perché il PD reclama l’incondizionata “fiducia” di un assessore? Quali aperture di credito gli sono state negate dalla Vavalle? Il segretario piddino s’è guardato bene dal fare il minimo cenno a questioni di merito;

“O si cambia o si muore !!!” : così ha concluso anche lui, declinando con beffarda tracotanza lo stesso nuovo slogan di Carlucci, per ingiungere a questo di licenziare tutti i suoi assessori, pena la sfiducia.

Dunque avevamo ragione quando dicevamo che quello della Vavalle era un pretesto; il problema è tutta la

giunta o la distribuzione delle poltrone. A conferma di questa nostra tesi, facciamo notare come, qualche sera dopo i comizi, il maggior esponente della locale corrente “renziana” (almeno fino a che governerà Renzi) dall’emittente tv locale, rincarava la dose e ribadiva i gravi giudizi di incapacità dati già in passato al sindaco.

Insomma, di certo c’è che, tra incessanti accuse reciproche, questa amministrazione in oltre due anni ha prodotto poco o niente per la ci

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