Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Carlucci in Comizio: “O si cambia o si muore”

comizio carlucci_7_novembre_2015

 

 

Restituite le cariche agli assessori dimissionari

 

Grande partecipazione sabato 7 novembre in piazza Vittorio Emanuele II per il comizio pubblico del sindaco Davide Carlucci.

“Cari cittadini e cittadine buonasera, un abbraccio a tutti gli acquavivesi. Ho deciso di organizzare questo comizio perché è giusto che i cittadini sappiano dalla viva voce del loro sindaco che cosa sta succedendo ad Acquaviva”.

Con queste parole il primo cittadino ha dato il via ad un appassionato comizio, con lui sulla Cassarmonica Austacio Busto, Annamaria Vavalle, Francesco Bruno e i segretari: Lino Romanelli (SEL), Francesco Longobadi (lista civica VIVA!) e Luisa Pellecchia (lista civica NUOVA ACQUAVIVA).

I rapporti con il Partito Democratico, importante partito della Maggioranza che mi sostiene, - ha poi proseguito- non sono più idilliaci. Il problema è con una parte del PD che rischia di prendere il sopravvento su una parte che ha vinto con me le elezioni. Un episodio increscioso, una frase pronunciata dall’Assessore ai servizi sociali Vavalle, in un incontro con poche persone, è stato ritenuto altamente offensivo. Ho censurato l’assessore Vavalle per questo atteggiamento sconveniente e ho molto apprezzato le scuse pubbliche e le attestazioni di stima e fiducia nei confronti del PD da lei rese note. È stato un episodio increscioso che si inserisce in una serie di atteggiamenti non consoni dell’assessore Vavalle e che tuttavia va visto in un quadro di una serie di rapporti non sempre sereni tra le aree di Maggioranza. Tuttavia, a mio giudizio e a giudizio del resto della Maggioranza, non è sufficiente a motivare la richiesta di dimissioni di un Assessore che ha sempre mostrato una grande disponibilità nei confronti delle persone disagiate di questo paese”.

Carlucci ha poi difeso con fermezza e a spada tratta la Vavalle:

“una donna laureata in Lettere con un’esperienza trentennale nel volontariato ospedaliero con gli anziani e con l’infanzia; una storica dell’arte e una operatrice sociale che ha avuto un’esperienza di cooperazione internazionale in Guatemala, guida naturalistica ed educatrice didattica”. Ed elencato i risultati conseguiti dall’Assessora ai Servi Sociali: sostegno all’emergenza abitativa, per la prima volta ad Acquaviva è stata affrontata la questione degli sfratti per morosità incolpevole, per la quale nel 2015 il Comune ha stanziato 30 mila euro, assistendo 30 famiglie; […] la riconquista di una posizione autorevole all’interno del Piano di Zona, ora il Comune di Acquaviva ha ricevuto 12 borse di tirocinio lavoro per un anno per gli utenti del SERT e SIM e ha garantito la continuità per i progetti per i disabili e i bambini con bisogni educativi speciali; 12 borse di tirocinio lavoro assegnate a famiglie indigenti. E gli eventi per il Maggio all’infanzia, i laboratori di lettura, MusicainGioco che sta lanciando Annamaria Vavalle grazie e insieme alle associazioni cattoliche, alla scuola media ed esperiti di musica. E poi parliamo del centro di socializzazione per disabili adulti di ‘Porta bella’ con le associazioni cattoliche; l’attivazione di un Centro Antiviolenza e l’attivazione del Mobility life: in questi giorni sarà affidato ad una associazione per funzionare a pieno regime. E poi i progetti di affido familiare, la Banca dei Capelli a sostegno dei malati sottoposti a chemioterapia; la difficile vicenda delle assegnazioni delle case popolari che dopo mesi di controlli della Finanza è in dirittura di arrivo; quest’anno il sostegno al canone di locazione sarà il doppio rispetto alla cifra richiesta grazie ad un investimento che lei ha favorito. Per non parlare dei controlli della guardia di Finanza che lei garantisce e a tutte le domande delle famiglie che hanno fatto richiesta di sostegno al Comune. Ha fatto, finalmente, partire il Servizio Civico dopo un anno e mezzo di stop”. […] Un assessore che è “quotidianamente all’ascolto del disagio, insomma, alla luce di queste e tante altre credenziali un sindaco che mandasse a casa una persona del genere, sarebbe l’esatto contrario di quello che voi vi aspettavate quando mi avete votato alle ultime elezioni tributandomi il più grande successo elettorale degli ultimi 20 anni con oltre 7300 voti e il 62,3 % degli elettori. Se le avessi detto: “Vattene a casa Annamaria” avrei fatto un torto alla Meritocrazia, un principio che penso scarseggi nella nostra Italia, nel nostro sud e nella nostra Acquaviva. […] perché avrei privato il paese della persona giusta al posto giusto: una persona competente, laboriosa, dedicata, buona, a disposizione di tutti. Ma Annamaria Vavalle, pur di facilitare il dialogo, ha presentato lei stessa le dimissioni insieme agli assessori Bruno e Busto altri due grandi lavoratori, altre due persone di alta professionalità che lavorano dalla mattina alla sera per il bene di Acquaviva. Lo hanno fatto mentre erano letteralmente intenti a seguire le procedure per richiesta di finanziamenti, per avviare cantieri e risolvere questioni importanti e impellenti. Hanno lasciato tutto e sono andati via, hanno firmato e hanno detto “noi ce ne andiamo a casa lo facciamo senza problemi!”. E lo hanno fatto dopo diversi giorni di tentativi di dialogo e di mediazione che abbiamo avviato io e le altre parti della Maggioranza rivolte a chi non si sa cosa vuole. Noi lo abbiamo fatto: tentativi continui, mediazioni, discorsi di pace, di responsabilità. Invece, dopo questi gesti, abbiamo avuto un vertice di Maggioranza durato cinque minuti. Non appena si è ipotizzata la riconferma dell’assessore Vavalle, il rappresentante del PD si è alzato e ha abbandonato il tavolo.

Non vorrei allora che l’obiettivo non fosse l’assessore Vavalle che tra l’altro ha dato la disponibilità a fare un passo indietro una volta realizzati alcuni progetti a cui tiene molto come l’assegnazione delle case popolari e la realizzazione di una biblioteca per l’infanzia. Non vorrei che non fosse lei l’obiettivo, ma fossero altri gli obiettivi. Non vorrei che si volesse rideterminare l’intera squadra di governo chiedendo che lascino altri: magari l’assessore all’Urbanistica.

Allora vorrei spiegarvi chi è l’Assessore Bruno: un uomo che ha sacrificato una brillante carriera di ingegnere, ben pagato, in una azienda di Perugia, per mettersi a disposizione di Acquaviva. Un uomo che in questi due anni e mezzo non si è mai negato ai professionisti e ai privati […] con grande disponibilità ma con un rigore morale e intellettuale su cui posso mettere la mano sul fuoco. Un uomo che ha portato a casa un risultato importantissimo per la città: il Piano dei Sub-Comparti, la possibilità concreta di ospitare nuove aziende del settore industriale, commerciale o artigianale nell’area di fronte al casello autostradale; […] Un ambientalista convinto che sta per far arrivare finalmente ad Acquaviva il sistema di raccolta differenziata porta a porta ponendo fine una volta per tutte alla gestione ultraventennale della Lombardi Ecologia”.

Con voce ferma il primo cittadino alzando il tono di voce ha detto: Qui si sta cercando di difendere il cambiamento, perché o si cambia o si muore!

L’assessore Bruno e l’integerrimo assessore Busto sono coloro i quali a cui ho affidato il controllo politico dell’Ufficio Tecnico che, in questo momento, è retto da un signore per bene, arrivato da Roma che non conosceva Acquaviva, l’arch. Cuffaro che io ho scelto in totale autonomia senza ascoltare le indicazioni dei partiti e liste civiche, basandomi semplicemente su un curriculum straordinario e guardandolo in faccia giudicandolo dagli occhi, è una persona per bene, onesta.

E nell’Ufficio Tecnico, grazie all’assessore Bruno, stiamo applicando pedissequamente quello che prescrivono le norme anticorruzione: i piani di lottizzazione si licenziano in ordine cronologico. Senza figli e figliastri, trattando tutti allo stesso modo, non dando precedenza a questo o a quell’altro. Nessuno può essere favorito in nessuna maniera. Si stanno ottenendo importanti risultati come: il Centro di Raccolta che nei prossimi giorni sarà inaugurato nella Zona Industriale, e i finanziamenti per consentire la bonifica di amianto delle abitazioni private.

E allora, perché dovrei di punto e in bianco mandare a casa uno così? Mi perdonereste voi, cari concittadini che mi avete dato il voto chiedendomi: moralità, trasparenza, meritocrazia, competenza, se licenziassi uno studioso che ha lavorato al Ministero e che si prende la briga di girare tutte la Parrocchie per illustrare ai cittadini i progetti di Rigenerazione Urbana che noi stiamo favorendo e lui stesso sta pianificando? progetti che garantiranno una rinascita nella zona dell’ex cantina sociale, ex distilleria, in tutte quelle aree del paese in cui abbiamo immobili morti e sepolti da decenni che noi stiamo cercando di trasformare in qualcosa che dia lavoro, residenza, attività commerciali, piazzette, parcheggi e aree verdi?

Lo stesso dicasi per il Vice sindaco Busto che ha seguito progetti importanti come i lavori a Piazza dei Martiri; i 4 milioni di euro per il Teatro Comunale che sta finalmente per andare a gara. Vedete abbiamo già fatto una trentina di sopralluoghi in questi giorni, vengono ditte da tutta Italia a visitare e capire cosa si può fare in questo teatro, è un appalto importante che noi abbiamo messo in cantiere. E poi i ‘Luoghi dell’Acqua e della Terra’, un ecomuseo dell’acqua che valorizzerà i pozzi del centro storico, [..], il museo civico, il nuovo impianto per il riutilizzo delle acque reflue a fini irrigui, un progetto da 4 milioni di euro per il quale si stanno presentando progettualità per altri 2 milioni di euro, i progetti per la soppressione dei passaggi a livello. Un finanziamento che abbiamo ottenuto grazie all’impegno dell’assessore Busto, per ristrutturale le scuole; l’inserimento del centro storico di Acquaviva nella Rete dei Borghi Autentici per la quale l’assessore Busto ha presentato 40 progetti; alcune di queste cose che stiamo realizzando, parlo della piazzetta in via Macchiavelli, nascono dalla precedente Amministrazione Squicciarini e questo qualcuno ce lo rinfaccia. E, no! è questo il problema: è in parte farina dell’amministrazione precedente ma stiamo proseguendo l’opera che un sindaco di centrosinistra aveva faticosamente avviato e in modo del tutto irresponsabile lo stesso centrosinistra ha mandato all’aria, impedendone o procastinandone la realizzazione. Questa è la nostra Responsabilità: portare avanti quello che sistematicamente qualcuno distrugge qui ad Acquaviva. […] e vuole far perdere altro tempo preziosissimo per la nostra città. Questa gente vuole far perdere altri anni.

Perché sia chiaro: aprire una Crisi significa avviare un percorso che si sa dove inizia ma non si sa dove finisce. Perché una ricomposizione la stiamo cercando e la cercheremo ogni giorno ma non a tutti i costi. Non al prezzo della nostra Dignità, ma non facendo venire meno il nostro patto con gli elettori: Resisteremo fino alla fine. Amministreremo fino all’ultimo minuto ma è giusto che i cittadini sappiano che il sottoscritto ha già una carriera avviata e non ha certo bisogno della Politica per vivere e per realizzarsi. Se sarà necessario ce ne andremo a casa anche noi. Se succederà, si avvererà quella che è definita: la “Maledizione del Centrosinistra acquavivese” che non riesce mai ad amministrare più di due anni”.

Il suo intervento si è poi fatto decisamente più politico, criticando duramente l’ambizione e la litigiosità di una parte minoritaria del centrosinistra acquavivese degli ultimi venticinque anni, ha poi detto:

“È successo agli inizi degli anni Novanta con un altro sistema elettorale quando c’era il sindaco Vitantonio Petrelli, a metà anni Novanta con un altro sistema elettorale quando c’era il sindaco Giuseppe Nettis, è successo alla fine degli anni Novanta con Nicola D’Ambrosio. Si è riusciti a vanificare l’importantissimo risultato di Vito Delmonte che aveva praticamente vinto al primo turno del 2006 per poi essere tradito al secondo turno. È successo nel 2012 con Francesco Squicciarini, e rischia di succedere anche ora per la sesta volta. Ancora una volta una occasione persa, buttata per la litigiosità e l’ambizione degli uomini che compongono una parte minoritaria del centrosinistra di Acquaviva. Allora la gente dirà che è un vizio quello del centrosinistra acquavivese che manca del tutto la capacità di amministrare. Che manca la cultura di Governo. E questo io proprio da un partito di governo come il Partito Democratico non me lo posso aspettare. Nella mia personale idea politica il PD, a cui io mi sento vicino, assomiglia a un partito di massa di sinistra, una forza socialdemocratica a vocazione maggioritaria, non settaria, capace di amalgamare, di tenere insieme, di parlare a tutti i ceti soprattutto ai più deboli, ai lavoratori, ai disoccupati ai giovani precari, alle casalinghe ma anche agli imprenditori che vogliono fare imprese in maniera responsabile e sostenibile garantendo la giusta retribuzione ai suoi dipendenti. E questa è gran parte la fotografia del PD ad Acquaviva, dei rappresentanti in Giunta del PD: Luca Dinapoli e Antonia Sardone”.

Il sindaco ha poi parlato dell’assessore al Bilancio, alle attività produttive e all’agricoltura e dei suoi risultati conseguiti:

“Luca Dinapoli è un punto di riferimento per le persone più umili di Acquaviva […] E’ una persona di buon senso sempre incline a trovare la soluzione per le questioni più spinose, sempre disponibile ad ascoltare; un gran lavoratore che ha saputo dimostrare di sapersi cimentare anche in una attività complessa come quella di assessore al Bilancio, riuscendo a garantire alla nostra città un bilancio equo e con una tassazione moderata. Un assessore che ha grande attenzione per l’agricoltura: è grazie a lui che Acquaviva il 29 novembre riceverà la bandiera dell’Associazione delle Città dell’Olio, un’importante conquista che proietta il nostro paese nei circuiti dell’enogastronomia e dell’industria agroalimentare. Un uomo, Luca Dinapoli, che ha un cuore di sinistra, l’ho capito, in particolare, quando ho visto il suo impegno per riconoscere una somma, cosa che faremo al più presto, all’attività a Giuseppe D’Ambrosio Angelillo il poeta di Acquaviva che vive a Milano in piazza Duomo vende sulla sua bancarella libri che parlano della nostra storia e della nostra cultura contadina. Questa sensibilità, questa delicatezza che mi ha fatto capire chi è veramente Luca Dinapoli, per questo, dopo la mia sfuriata di cui continuo a scusarmi e lo faccio anche qui in questa pubblica piazza, ho sentito il bisogno irrefrenabile di andare a cercarlo e chiedergli scusa e fargli capire perché avevo reagito in quel modo proprio con lui che stimo.

Sono rimasto particolarmente addolorato perché uno scontro tra due persone che si vogliono bene e vogliono bene ad Acquaviva sia diventato di dominio pubblico con una lettera aperta dai toni altamente offensivi e irriguardosi nei confronti non del sottoscritto ma della carica che io ricopro. Si è scritto persino che io mi lascio ‘andare a vizi privati, mentre faccio sfogo di pubbliche virtù’. Quale sarebbe il vizio privato? Che grido. Grido anche in pubblico perché non posso gridare? Ho sbagliato e forse ho esagerato ma era un grido di passione, di stanchezza. Basta andiamo avanti insieme, stiamo facendo il bene di Acquaviva, facciamolo non stiamo a perderci in incomprensioni. Sono stato definito ‘vile’ quando io ho affrontato a viso aperto uno dei personaggi più autorevoli e rappresentativi del PD. Al contrario di chi parla sempre male di me ma senza esporsi pubblicamente. Io mi scuso nei confronti della città, perché non è uno spettacolo esaltante quello che stiamo dando. Ancora una volta stiamo perdendo tempo in litigi quando dovremmo andare avanti, lavorate, cambiate la città questo ci hanno chiesto gli elettori. […] Lavorate e datevi da fare, cambiate la città. […] il Partito ha deciso di defilarsi dalla Giunta, vuole restare nella Maggioranza. Visto che non arrivano proposte e segnali univoci, non ho ancora capito qual è il problema, insomma? Abbiamo deciso di restituire le cariche a tutti gli assessori dimissionari. Austacio, Francesco e Annamaria hanno accettato. Stiamo ricostruendo la Giunta. Ora aspetto Luca, aspetto Antonia che ha dimostrato di rappresentare l’altra faccia del Partito Democratico, […] il partito degli studenti, dei giovani, delle nuove generazioni che non devono essere costrette a fuggire da qui per realizzarsi”.

Carlucci ha poi tessuto le lodi della più giovane assessora d’Italia soffermandosi sui risultati conseguiti:

“La storia di Antonia Sardone assessore a 21 anni un caso in tutta Italia, è la storia di un cervello che resta qui e regala la sua energia e la sua creatività e buona volontà alla comunità di Acquaviva. E si è visto cosa è stata in gradi di fare: Acquaviva non ha mai avuto un’offerta culturale così ricca e intensa: concerti, rappresentazioni teatrali, letture di libri, spettacoli di danza, gruppi musicali da tutto il mondo. Acquaviva è cambiata in questi due anni e mezzo grazie ad Antonia Sardone.

Per non parlare della capacità di garantire un servizio di mensa che tutela i poveri, a reddito zero che non riescono a pagare la retta, e realizzare un servizio di pagamento telematico moderno non più con i blocchetti di carta come si faceva fino all’anno scorso. Il servizio è partito a metà ottobre, stiamo migliorando, il capitolato prevede importanti novità come la valorizzazione di prodotti biologici e a km 0.

Disfare questa squadra non avrebbe senso. Ma questo, non significa che non si vuole cambiare, che non ci siano autocritica e modifiche da fare o correttivi nel nostro agire. Lo dico da mesi che bisogna fare meglio e di più. E questo chiedo al Partito Democratico di portare la sua critica dal piano delle persone a quello dei temi concreti. […]

L’unica critica di merito che è ho letto è su Cuore della Puglia, l’associazione che io ho fondato e di cui sono presidente: sono stato accusato di ingessare l’attività amministrativa perché ho promosso questa associazione, una realtà che ci vede Acquaviva capofila di 40 Comuni. Una realtà che ci ha permesso di portare ad Expo, in Canada e in tante altre piazze, far conoscere a buyers stranieri il meglio delle nostre eccellenze (dai dolci di mandorla della pasticceria Ancona, alle marmellate di cipolla rossa di Sapone, dai vini di Chiaromonte e Polvanera) e una realtà giovanile che riprende la tradizione bandistica in forme nuove come la VIVAS band. Questa associazione è costata solo 3 mila euro per ogni Comune. Questo è stato lo sforzo economico che ci ha consentito di portare imprese, produttori, imprenditori e far conoscere le nostre eccellenze e il nome di Acquaviva che deve essere associato all’agricoltura e all’enogastronomia di qualità. L’Agricoltura può essere veramente un volano di sviluppo, dobbiamo crederci. Tra poco a Milano l’Associazione Italiana Sommelier inserirà nelle sue guide le cantine Chiaromonte e Polvanera. Questo è il nostro futuro, lo vogliamo capire o no? È la vera scommessa su cui deve puntare il nostro territorio come ha capito il sindaco metropolitano Antonio Decaro, esponente di spicco del PD, che proprio in questi giorni mi conferito la carica di consigliere per l’enogastronomia e valorizzazione dei prodotti tipici dell’intera Città Metropolitana.

Vogliamo buttare all’aria tutto il lavoro che stiamo facendo? […] le decine di milioni di finanziamenti che stanno per arrivare ad Acquaviva? Se me ne vado io se ne va anche il Dir. Dell’UT la cui nomina e il cui incarico è legata al mio mandato.

Se io adesso faccio il pazzo e mi dimetto e lo potrei fare, andrebbero via un sacco di finanziamenti.. vogliamo fare i pazzi? Facciamo i pazzi ma che c…o di senso ha questa cosa qua… addio ricostruzione del Teatro Comunale, addio ai progetti per piazza Vittorio Emanuele e addio soluzione della ex 167, un tema che deve essere portato subito in consiglio comunale. Dobbiamo risolvere una volta per tutte questa questione. E il PD su questo può darci una grandissima mano.

Da parte mia c’è una grandissima apertura a tutte le forze che si riconoscono nel centrosinistra, e anche di alcune che non fanno del centrosinistra canonico che un po’ per l’altra parte della Maggioranza e un po’ per loro stesso volere non siamo riusciti a integrare nella compagine amministrativa. L’apertura c’è e c’è sempre stata a parlare con tutti anche con quelli che non hanno fatto la campagna elettorale per noi. Massima apertura anche nei confronti di chi è ipercritico nei miei confronti e si riconosce nel PD, a loro dico qui una volta per tutti: voglio incontrare i militanti e gli iscritti del Partito Democratico. Voglio io stare sul banco degli imputati e loro che mi tempestano di domande, lo voglio da un sacco di tempo e non riesco ad ottenerlo. Com’è questo fatto? Non mi sono mai sottratto agli incontri quando c’è stato necessità li ho fatti, ma che senso ha parlare tra di loro male di me e criticare, e non farlo apertamente? io là ho una stanza, sono disposto a venire in qualsiasi momento… perché non ci può essere questo confronto? E vorrei parlare anche con quella parte nuova che però è un po’ vecchia però che si è inserita in un organismo sano con metodi a dir poco singolari e una volontà violentemente anti-distruttiva. Sappiamo che quella componete non rappresenta per niente il Partito, chiediamo agli uomini e alle donne veramente di sinistra di farsi valere all’interno di un Partito così importante: la spina dorsale della nostra Maggioranza, considerato, da questi soggetti, un cavallo di Troia per realizzare piani che avvantaggeranno qualcun altro ma non certamente la collettività di Acquaviva e che colpiscono a morte il bene della città”.

In conclusione il sindaco ha poi fissato dei punti fondamentali nel Programma di rilancio della sua azione amministrativa: “Questo non significa eludere i problemi che ci sono ad Acquaviva e criminalizzare il dissenso, so benissimo che per la Zona industriale per la quale ci stiamo battendo dovremmo fare di più, la metto al 1° posto. Mi piacerebbe lavorare seriamente con tutte le forze del centrosinistra”. Dopo lo sviluppo delle aree industriali ha parlato del rilancio dell’urbanistica che : “che è rimasta ferma anche a causa della paralisi che abbiamo subito all’Ufficio Tecnico. Abbiamo fatto venire ora altri due architetti: una era la Dir. UT di Sannicandro. Finalmente abbiamo messo un po’ di persone laureate a fianco del Dirigente: da qualche giorno si stanno dando da fare, questo significa provare a ripartire per far rinascere questo Paese. Proprio adesso non ci voleva questa crisi, è solo una brutta perdita di tempo. Siamo pronti a fare un documento in cui si parla di realizzare edilizia controllata a basso impatto nelle aree agricole, un piano per rifare tutti i marciapiedi della città che sono un insulto per i pedoni, i disabili e le mamme con le carrozzine; un pacco progetti che ci consenta di intercettare finanziamenti comunitari, è difficile intercettarli tutti, ci stiamo dotando di una squadra di progettisti per far arrivare soldi.

Questi i punti per un nuovo patto di Maggioranza che spero di poter varare al più presto. Un nuovo patto di Maggioranza facciamolo…ma tutto questo deve avere una base il rispetto di un patto d’onore che abbiamo firmato tutti con i cittadini che ci hanno eletto per stare cinque anni nella Maggioranza e nella Giunta, non ci hanno votati per fare l’appoggio esterno…ma che cos’è questo appoggio esterno? Non ci hanno votato per soluzioni pasticciate, ci hanno votato per Governare, per risolvere i problemi, non per litigare… ricordiamocelo.

Siamo qui per proporre una soluzione di Pace contro chi istiga alla guerra continua nel centrosinistra. Questa guerra deve finire una volta per tutte, e non lo dico solo al Partito Democratico e milita per la guerra ma anche alle forze che compongono il resto della Maggioranza, nessuno ha la verità in tasca, nessuno ha il diritto che è meglio degli altri. Seminiamo il seme della Pace e della concordia ad Acquaviva, della collaborazione anche con gli uomini di buona volontà del centrodestra e del M5S, come ho sempre detto.

Soltanto se vogliamo tenacemente la pace e non vogliamo ridurre la politica a un gioco a poker solo così possiamo farcela e andare avanti. Il mio è un appello accorato, continuerò ad avere pazienza ma si sappia che arriverà un giorno in cui dirò al Partito di fare chiarezza: di dirci se stanno dentro o stanno fuori la Maggioranza e se non vorranno più il sottoscritto, un sindaco che gli ha regalato un’insperata vittoria dopo un ennesimo fallimento amministrativo allora dovranno votare in consiglio contro di me, alzare la manina e dire: “Torna a casa Davide, non ti volgiamo più!” e io tornerò a fare quello che facevo prima ma a testa alta e con la schiena dritta”.

 

 

Commenti  

 
#5 Patrizia 2015-11-15 14:25
La vocazione al suicidio della sinistra porta i suoi adepti ad infilarsi in un buco nero e quindi ad annullarsi vicendevolmente . La dialettica autoreferenzial e, i massimi sistemi, i personalismi, la litigiosità fanno parte del modo di essere di quelli di sinistra: discussioni infinite senza mai giungere ad una sintesi compiuta ed a una conclusione unitaria. Molti governi e molte amministrazioni di sinistra sono cadute prima della fine del loro mandato con conseguenze gravi per il paese. Sono conservatori, non uno straccio di riforma, progetti tanti ed i più disparati, a volta in contraddizione trà di loro, pochi o nessuno realizzati, per loro lo status quo è intoccabile. Sono trascorsi 2 anni e mezzo di amministrazione Carlucci con zero risultati. Un disastro per il nostro paese che da anni langue nella miseria, nell'abbandono e nel degrado. Sembra che non ci sia mai fine al peggio. Un consiglio disinteressato al Sindaco Carlucci ed ai suoi assessori: governate se siete capaci, senza perdere ulteriore tempo, se non siete capaci abbandonate subito il palazzo comunale. Firmato da un cittadino che vi sostiene non so fino a quando.
 
 
#4 Domy91 2015-11-14 11:23
Ero diffidente nei confronti di Carlucci, ma con questo comizio ha dimostrato che ha sia cuore che attributi.
 
 
#3 Vito Nettis 2015-11-10 10:18
Giovanni Tria sindaco subito per rivivere i fantastici anni 80. Solo lui è in grado di sbloccare soldi per acquaviva
 
 
#2 capitanKid 2015-11-09 19:04
il periodo più roseo di Acquaviva è sotto la gestione del commissario prefettizio. Vogliamo un commissario al più presto! oltre alla rimozione di quei dossi maledetti
 
 
#1 rockpool 2015-11-09 19:00
una chiusura eufemistica perchè "o si cambia o si muore" dovrebbe essere "o cambi o muori" cioè t ne vè a cast! avant a rtrè!
 

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