Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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M5S Acquaviva: “Amministrazione Carlucci in stallo”

Acquaviva5 stelle

 

 

Siamo stati facili profeti, alla vigilia delle elezioni comunali del 2013. A quell’evento il centrosinistra arrivò tramortito e sbriciolato dalla disastrosa legislatura Squicciarini: l’uscente presidente del consiglio comunale Angelo Maurizio, autocandidatosi a sindaco con una sua lista, non fu rieletto nemmeno consigliere. Lo stesso PD, al termine di quotidiane e furibonde risse interne tra le sue c.d. “diverse anime”, sceso in campo soltanto con la sua componente post-comunista e, conscio di non avere, da decenni, propri uomini particolarmente simpatici all’intera cittadinanza, cercava affannosamente l’ennesima bella faccia da candidare. All’ultimissimo momento la trovava nella persona di Davide Carlucci, appositamente rientrato in paese dopo anni di lontananza, e gli affiancava un paio di liste civiche (o civetta?), sempre utilissime a raccattare voti tra i parenti di ciascun candidato consigliere.

Ricordammo, in quei giorni, agli elettori acquavivesi che i dirigenti del PD – sempre gli stessi da trent’anni in qua - erano stato capaci, dal ’94 in poi, soltanto di bruciare in pochissimo tempo tutti e tre i suoi ultimi sindaci; ed esortammo gli elettori a non dar loro alcun credito, nella certezza che anche questa volta il centro-sinistra sarebbe tornato alle lotte intestine non appena i pugili rimasti a tappeto si fossero ripresi dal recente K.O..

Infatti, passati pochi mesi dall’elezione del neo-sindaco, ecco che il gruppo dell’avv. Maurizio dava la famosa “scalata” al PD e tutte le predette fazioni hanno ripreso ad attaccarsi a vicenda, per un anno e più, alla luce del sole, cessando solo due settimane orsono. L’inusitato e sospetto silenzio è stato rotto, infine, da un altro attacco, questa volta non fratricida, bensì perfettamente mirato al cuore del sindaco e della sua giunta.

Questa la storia della crisi odierna; quella delle gravissime offese personali ricevute dai piddini da parte di Carlucci e di Annamaria Vavalle non è che una storiella, un pretesto. Il trattato che pone fine alla guerra civile piddina richiede quantomeno la cessione di qualche poltrona di Palazzo De Mari alla neonata ala centrista del PD.

Come finirà la vicenda? Poiché non si parla ancora di portare, come doveroso, la discussione della crisi nel consiglio comunale, bisognerà continuare a guardare i media (e persino i social media) locali. Martedì sera, per esempio, Maurizio bollava Carlucci come del tutto privo delle benché minime caratteristiche umane e culturali richieste ad un sindaco.

Dopo simili dichiarazioni, il PD, per coerenza, dovrebbe revocare la fiducia al sindaco. Questi, dal suo canto, nei mesi scorsi addossava al PD le colpe della lentezza amministrativa della sua giunta; ora invece gli chiede la grazia di essere lasciato sul sommo scranno comunale (rischiando di dover cominciare a firmare supinamente atti approntati da altri e assumersene le responsabilità politiche e/o contabili e/o penali). Le liste SEL, Viva e Nuova Acquaviva gli fanno coro ma, nello stesso tempo, rigettano ipotesi di rimpasti. Quand’anche la crisi rientrasse, fatichiamo a credere come questa maggioranza, fra disunione attuale e risentimenti prossimi, potrà macinare “proficuo lavoro”, come promettono.

Al contrario, tutto porta a credere che le nostrane pletore della vecchia e marcia politica nazionale, eternamente frammentate e litigiose, continueranno a fare ciò che fanno da almeno trent’anni in qua: occuparsi esclusivamente delle beghe per il potere, lasciando la città al proprio sciagurato destino.

Chi lavorerà per i disoccupati, le piccole imprese, il commercio locale, il decoro urbano, l’assistenza ai poveri e agli anziani, la sicurezza.

Il Movimento 5 Stelle – nel silenzio dei mass media – anche e soprattutto perché immune dalle beghe di palazzo, in tutti i comuni che sta amministrando si è aperto realmente alle forze imprenditoriali, professionali e intellettuali disponibili, innova, progetta e consegue risultati che la vecchia politica nemmeno riesce più a prefigurarsi.

Se Carlucci e le liste civiche amiche hanno davvero a cuore le sorti di Acquaviva si dimettano immediatamente e sciolgano il consiglio comunale. Nel caso contrario, avranno dato solo tempo e opportunità a schiere di politicanti che fino a maggio del 2013 erano sembrate definitivamente spacciate, di riaversi e avere mano libera sulla città.

*Movimento 5 Stelle * Acquaviva delle Fonti

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti  

 
#2 BARTOLO 2015-11-14 16:42
Troppe Feste e meno risoluzioni AL pAESE .-
 
 
#1 Zantac 2015-11-05 23:31
speriamo che oltre ad essere facili profeti la prossima volta che si voterà abbiate un programma da proporre ai cittadini e uomini capaci di realizzarlo.
 

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