Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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Lettera aperta alle forze del centrosinistra acquavivese

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Il governo degli enti locali è sempre più complesso e a soffrirne sono le progettualità concrete. Le risorse limitate, i sempre più incerti scenari legati ai limiti della spesa corrente e i paletti imposti dal Patto di Stabilità, la riorganizzazione della macchina Statuale e delle Province, i continui aggiornamenti del quadro legislativo in una condizione di permanente riforma che tuttavia stenta a produrre risultati tangibili: tutto questo incide pesantemente sull'attività amministrativa e impedisce il manifestarsi dei cambiamenti chiesti dalla parte politica, a sua volta pressata da un'opinione pubblica che reclama sempre più risposte immediate.

Questo produce e spiega la frustrazione di chi assume responsabilità di governo nelle nostre città e ravvisa subito una discrasia tra programmi e realizzazioni, tra ciò che è visibile e ciò che è stato programmato e annunciato. Che cosa succede, di solito, in questi casi? All'interno degli schieramenti parte la caccia alle responsabilità del mancato raggiungimento dei risultati, si finisce per addossarle ora a questo o quest'altro elemento "frenante". E questo finisce per determinare frizioni all'interno delle coalizioni, con parti che cominciano ad accusarsi a vicenda e a individuare nell'"altro" l'ostacolo al cambiamento.

Questa dinamica, fisiologica in tutte le realtà locali e soprattutto al Sud, porta sistematicamente allo sfaldamento delle esperienze amministrative. E così, per un'eterogenesi dei fini, chi aveva invocato discontinuità finisce per rendersi responsabile di ulteriore immobilismo: le amministrazioni durano poco, cambiano vorticosamente le programmazioni, si ricomincia sempre da capo, i tempi si dilatano.

Questo potrebbe succedere ad Acquaviva se non si resetteranno definitivamente i rancori, le incomprensioni, le diffidenze all'interno della coalizione di centrosinistra che nel 2013 ha vinto in larga misura, con un successo mai registrato prima di allora, le elezioni comunali. Ed è uno sforzo che chiedo non solo al Pd, che in questo momento, ritirando i suoi assessori, ha voluto esternare una netta presa di distanza dall'amministrazione da me presieduta, ma anche alle liste civiche Viva e Nuova Acquaviva e a Sinistra Ecologia e Libertà, che pure ringrazio per la straordinaria lealtà e la compattezza che stanno manifestando nei miei confronti in questo difficile frangente, dimostrando un alto senso di responsabilità.

Ognuna di queste forze politiche deve fare un'attenta autocritica e valutare se in alcuni dei comportamenti da essi adottati in questa prima metà di legislatura vi sia stato il germe di una crisi che non può essere addebitata esclusivamente al Pd. Io stesso ho più volte lamentato la difficoltà di realizzare quella politica inclusiva, che andasse al di là del perimetro stesso del centrosinistra per rivolgersi all'intera comunità acquavivese - o almeno alla sua componente più sana, al di là degli schieramenti - per i veti e le chiusure che a volte si sono manifestati da una parte della coalizione. Si sono a volte alzati muri che non hanno aiutato il dialogo, non hanno facilitato la partecipazione di tutte le componenti della vita politica e associativa della città. Qualche volta si sono inseguiti i "rumor" e le ombre che aleggiano, spesso ingiustamente, intorno a determinate personalità o gruppi politici, non comprendendo che la Politica con la P maiuscola non può inseguire il sentito dire e deve attenersi solo alle responsabilità acclarate e agli atti amministrativi.

Stare in una coalizione per amministrare una città non può significare accettare per oro colato tutto ciò che ci dice e propina l'alleato, dubitare ed esercitare la facoltà della critica è sempre un valore aggiunto. Ma occorre fare uno sforzo duraturo per dare il giusto peso a questi disallineamenti.

Quello che chiedo, in questo momento, è di impegnarci tutti per far partire una nuova stagione di Buona Amministrazione per la città, forzando al massimo, all'interno di ciascuno di noi, tutte le resistenze al confronto con gli altri individui e gruppi che stanno giocando questa partita per Acquaviva. Una partita che sta facendo conseguire alcuni importanti risultati, come ad esempio l'ottenimento dei finanziamenti per la ristrutturazione del Teatro Comunale (3 milioni di euro), i fondi per la ristrutturazione delle scuole (quasi un milione e mezzo di euro, sommando i vari progetti), il Centro di raccolta nella zona industriale, l'impianto di Riuso delle Acque Reflue (4 milioni di euro), il Museo del Territorio, i "Luoghi dell'Acqua e della Terra", i cantieri che si stanno aprendo in molte parti della città, a cominciare dalla Rigenerazione Urbana nel Centro storico che vede la nostra Amministrazione realizzare quel che un'altra Amministrazione di Centrosinistra, guidata dal Sindaco Francesco Squicciarini, ha preparato.

Queste e molte altre sono le cose concrete che i cittadini ci chiedono, non di perseguire i personalismi, le incomprensioni, i veti. Recuperiamo quelle vecchie parole che la politica 2.0, che si nutre di insulti e invettive, ha cancellato dal suo vocabolario: unità, armonia sociale, solidarietà. Questa Amministrazione ha bisogno come il pane di un partito, come il Pd, che piaccia o no, resta un punto di riferimento stabile e centrale all'interno di qualsivoglia prospettiva politica di centrosinistra. Ma ha anche bisogno di Sinistra Ecologia e Libertà, una formazione che proprio qui in Puglia ha regalato un'esperienza decennale di governo i cui meriti, soprattutto per ciò che riguarda i temi dello sviluppo e della cultura così cari al nostro schieramento, sono ormai un patrimonio riconosciuto da tutti. Così come non potrà mai fare a meno dell'appoggio determinante del civismo rappresentato da Viva e Nuova Acquaviva, due formazioni che si stanno facendo portatrici di spinte innovatrici e di trasparenza nella pubblica amministrazione e di un approccio basato sull'impegno personale nella risoluzione delle problematiche cittadine. Ricominciamo a fare squadra, insomma, e ripristiniamo un clima di serenità all'interno della nostra amata Acquaviva. E mettiamo al centro non gli stati d'animo ma i temi concreti, le risposte politiche che intendiamo dare ai bisogni della città, dall'ordinaria amministrazione allo sviluppo economico, dalla necessità di un parco progetti alla riqualificazione urbanistica e ambientale del territorio. Proviamo a dare una risposta definitiva all'annosa questione della zona ex 167, così come ci siamo ripromessi. Ridiamo impulso alla macchina amministrativa, rendiamo più incisiva l'azione della Polizia Locale, concentriamo i nostri sforzi sul decoro della città.

Ps: Uno sforzo lo chiedo anche a me stesso. Pur essendo indipendente, pur non avendo tessere di partito, mi considero molto vicino al Pd, del quale condivido l'impostazione socialdemocratica e progressista e la sua vocazione governativa. A molti Democratici, a livello locale così come a livello regionale, mi lega un'amicizia fraterna. Nonostante questo, mi ritrovo ora buona parte del partito contro. Questo mi rattrista molto e mi induce a pormi parecchi interrogativi ai quali spero di dare risposta dopo un confronto franco e leale che chiedo a tutti i militanti di un Partito nei confronti del quale nutro un grande rispetto.

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