Martedì 13 Novembre 2018
   
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Partito Democratico, lettera aperta al sindaco

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Riceviamo e pubblichiamo

Caro Sindaco,

in merito alla notizia sulle richieste di dimissioni dell’assessore Vavalle occorre fare doverosi chiarimenti. 

Abbiamo chiesto in una lettera privata il rispetto per un partito che rappresenta la spina dorsale della tua maggioranza, che ti ha sempre dimostrato la propria lealtà, anche facendoti notare gli errori. Per queste ragioni ti abbiamo invitato a ritirare le deleghe a un assessore che, sebbene rappresentante dell’intera maggioranza, ci ha più volte dileggiati pubblicamente, con frasi come “quello è il PD, non c’entra con noi”, e ha ammesso di avere “dei pregiudizi nei confronti del Partito Democratico”. Questa mancanza di rispetto istituzionale priva l’assessore della fiducia che tutta la maggioranza deve riporre in chi riveste un ruolo tanto importante. 

La tua risposta però è stata un vile attacco ai danni di Luca Dinapoli. La tua risposta sono state le ingiurie e le minacce, il linciaggio morale che umilia la dignità della persona e che per questo non può essere giustificato.

Il gesto ignobile perpetrato ieri contro l’assessore Dinapoli rappresenta la punta dell'iceberg di un rapporto conflittuale che pare essere arrivato al culmine. Ciò non solo perché colpisce la storia di questo partito e della città, ma anche perché avviene ai danni di un componente della giunta che si è sempre contraddistinto per pacatezza e dedizione nei confronti dell’altro. Inutile spiegare quanto volgari siano state le tue parole, visto che neanche l’assessore ha voluto riferirle a noi per troppo garbo e riservatezza. Sono stati coloro che hanno assistito al fatto che, preoccupati, hanno riportato tue frasi che siamo abituati a sentire e che non ci hanno meravigliati. 

È triste, caro Sindaco, che il motto di questa amministrazione sembri ormai essere “vizi privati e pubbliche virtù”. Ti sei affrettato a spiegare su Facebook quanta fiducia tu riponga nell’operato del PD, ma non una parola pubblica di scuse che forse per te chi non sa idolatrarti non merita. Al contrario, ci chiedi di mantenere privato un episodio che ormai, per i tempi, i modi e i luoghi in cui si è svolto, è di dominio pubblico, come si fa con la polvere sotto il tappeto. 

È triste, caro sindaco, che la spinta propulsiva di centinaia di giovani, di uomini e donne, che si erano avvicinati a un progetto visionario e intrigante non esista più e che le decisioni vengano ancora prese in quelle “solite polverose stanze del potere”, in cui ciò che si dice oggi non vale domani. 

È triste, caro sindaco, che si sia perso il rapporto con la città, con gli organismi di partecipazione, e che si continui a confondere la piazza virtuale con quella reale. 

 A questo punto dobbiamo chiederci tutti se esistano ancora le ragioni dello stare insieme, se siamo ancora in grado di rendere un’amministrazione, che tu stesso definivi mediocre, almeno sufficiente. Per comprendere tutto ciò non è necessario scrivere libri dei sogni, ma dare delle risposte ai cittadini che con diritto ne chiedono: rispondere per esempio a quelle venticinque famiglie in difficoltà che aspettano un tetto da anni, a quei cittadini che chiedono semplicemente che gli sia chiusa la buca sotto casa, a quegli imprenditori che vedono frenata la loro attività dai lacci della burocrazia, alla città che aspetta ancora la definitiva soluzione della questione zona 167. 

Vogliamo continuare a far finta di niente? Il tempo ipocrita dell’equilibrismo tra Dr. Jackyll e Mr. Hyde non ci porterà da nessuna parte. Da mesi chiediamo un colpo di reni, un'inversione di marcia che ci consenta di rovesciare finalmente l'inerzia di una città che non sa più avere speranza, ma a queste richieste tu rispondi con minacce e goffi tentativi di accomodamento. Sarebbe però più opportuno fermarci un momento, cercare di capire se ci sono ancora le condizioni per andare avanti, e dimostrare finalmente che un futuro roseo per Acquaviva possa esserci, forse pari a quel glorioso passato che la “vecchia politica” tanto disprezzata ci ha regalato. Non su Facebook o sui giornali, ma con i fatti e con il rispetto per la nostra storia.

È chiedere troppo tutto questo? Noi riteniamo di no, riteniamo che la coerenza, la serietà e il perseguimento del bene collettivo siano valori ancora attuali e siano gli elementi che debbano caratterizzare il percorso e l'azione politica di tutti noi.

 

 

Il Partito Democratico

 

 

 

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