Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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“Stato di famiglia o famiglia di stato?” La legge è davvero uguale per tutti?

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Agedo Lucia.2L’acceso dibattito sul riconoscimento delle coppie di fatto omosessuali, tenutosi ad Acquaviva delle Fonti in data 18 settembre, ha visto la cittadinanza acquavivese molto presa dall’argomento. La Sala “C. Colafemmina” di Palazzo De Mari, ha ospitato non solo le discussioni tra relatori, ma anche tra relatori e il partecipativo pubblico presente, acquavivese e non.

La conferenza organizzata da Beppe Grillo Diritti LGBT, Agedo e Movimento 5 Stelle di Acquaviva, e rientrante nell’ambito di “Acquaviva5stelle in Forum…”, si è aperta alle ore 19.00, con la presentazione di un portavoce del movimento. Quest’ultimo, dopo aver presentato i referenti e il tema dell’incontro, ha dato atto al pubblico delle prossime conferenze rientranti nel progetto di Acquaviva5stelle in Forum, riguardanti alcolismo giovanile, alimentazione giovanile, nello specifico obesità e anoressia, e così via.

Rompe il ghiaccio e apre la discussione Mario Conca, portavoce del Movimento 5 Stelle alla Regione Puglia. Il grillino introduce il suo discorso raccontando della proposta del gruppo politico al parlamento regionale, di fare chiarezza sul percorso tortuoso che, la legge sul riconoscimento delle coppie di fatto in generale sta affrontando. Di qui, un’altra richiesta: rimediare alla disinformazione e male informazione che ruota intorno alla astratta teoria del gender. Concludendo con la seguente affermazione: “La religione e i preconcetti sfociano in mancanza di rispetto, bullismo e razzismo.”

La parola passa a Lucia Laterza, presidente dell’Agedo: una Onlus che sostiene e supporta i genitori in difficoltà in seguito all’esplicitazione dell’omosessualità (coming out) del proprio figlio. Nominando il libro “Figli diversi. New generation”, si esprime sulle difficoltà dei genitori dicendo: “Un figlio omosessuale è una preoccupazione inesistente. Ci si dovrebbe preoccupare più di un figlio disoccupato, alcolizzato, o altro!”. Raccontando dell’Agedo di Bari, confessa che inizialmente le famiglie che si rivolgevano all’associazione erano poche e i risultati scarsi. Più avanti, con l’entrata di più associazioni Agedo, nell’organismo nazionale Fonax, la situazione si è sbloccata, e anche i genitori più intransigenti, si sono rivolti all’associazione e insieme si sono combattuti i pregiudizi. “C’è chi dice l’omofobia non esiste. A loro vorrei dire che io ricevo almeno una chiamata a settimana. Non sempre da genitori, anche da ragazzi spaventati dalla reazione dei primi che cercano aiuto”. L’intervento si chiude con la denuncia alla proposta di legge contro l’omofobia del Partito Democratico, perché troppo vaga.

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Quest’ultima idea è stata ripresa anche da Francesco Bernardi, che convinto che uno stato laico deve assicurare l’uguaglianza, esprime anche il punto di vista suo e del protestanti italiani di non sostegno, ma neanche di intralcio riguardo il riconoscimento delle coppie di fatto omosessuali. Il rappresentante del Mondo Evangelico Protestante, oltre che sul piano spirituale ritiene che la discriminazione in ogni sua forma sia inaccettabile anche socialmente. E che la democrazia sia il giusto metodo per raggiungere un compromesso tra rispetto e non condivisione. Inoltre, fornito di dati alla mano, vede nei casi di violenza sulle donne, per esempio, un’emergenza di regolamentazione più urgente. Chiude il suo intervento, citando nuovamente la legge contro l’omofobia e dicendo che non è precisa, “così com’è, potrebbe ledere alla libertà di altri individui, come già successo in Francia al sindaco di Marsiglia. Ci vorrebbe una legge che tuteli l’obiezione di coscienza di chi è dall’altra parte “.

Dopo i sussulti di una frazione di pubblico che si è scagliata contro Francesco Bernardi, ha preso la parola Giordano Greco, membro del coordinamento amici 5 stelle Diritti Civili e LGBT. Riflessioni a livello nazionale e internazionale, questa volta, hanno acceso la discussione. Il secondo grillino della serata esprime il dissenso verso la politica del governo italiano, in riferimento alle richieste dell’Europa. “L’Europa ci chiede di tenere d’occhio Pil, inflazione ed economia. Ma ci chiede anche di riconoscere le coppie di fatto e di dare diritti agli omosessuali! Ma di ciò non se ne parla”. Il “pentastellato” da colpa ai vari democratici conservatori come Giovanardi. Una dura critica è rivolta anche a Giorgia Meloni, fomentatrice di odio omofobico e propagandistico tramite le foto pubblicate su social network di omosessuali pestati e uccisi. Le parole del presidente Renzi e del ministro alle riforme Maria Elena Boschi, riguardano gli ultimi due sfoghi, secondo le quali prima entro aprile 2014 e poi entro ottobre 2015 (molto improbabile per mancanza di tempo e ostruzionismo dei conservatori del PD), le unioni civili sarebbero state regolarizzate tramite legge. “Quelli che condannavano le donne che abortivano come se per loro non fosse già vergognoso sapere di averlo fatto, fanno la stessa cosa con gli omosessuali”.

A fine dell’intervento ha preso la parola Gianni Marsico, dicendo di avere quarantasette anni e di essere omosessuale da quando è nato. Nei primi anni di militanza, prosegue l’espetto di politiche di Welfare, quando ancora i medici e gli psichiatri consideravano l’omosessualità una malattia “era più facile dire che fosse un problema e c’era bisogno di trovare un vaccino. Io ho il diritto di essere omosessuale, non violento, e tutto ciò che voglio, non è una concessione che mi si dà “.

A conclusione, prima di dare la voce al pubblico, il pentastellato Mario Conca, saluta tutti auspicando un po’ di coraggio in più a tutti gli omosessuali che ancora si preoccupano di fare il coming out. E riferisce il suo essere a favore del matrimonio gay, ma per quanto riguarda l’adozione, solo dai 15 anni in su. Così che il ragazzo abbia già le sue idee sessuali e non sia condizionato da coloro che lo adottano. Come succede in alcune religioni per il battesimo.

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Gl’interventi del pubblico si aprono con una giovane ragazza che rivolgendosi a Francesco Bernardi, che non vedendo collegamento tra uno stato laico, un pubblico ufficiale laico e la sua obiezione di coscienza, chiede spiegazioni. Notificando poi che secondo uno studio ADA non c’è differenza tra i bambini cresciuti dagli omosessuali e quelli cresciuti dagli eterosessuali, passa la parola a una seconda persona. Secondo il presente, non si è parlato di un importante passo verso l’affermazione della propria sessualità: il coming out. Molti adolescenti sono combattuti, quindi serve urgentemente una legge che sia punitiva nei confronti di chi, in famiglia e fuori, opprime la vera sessualità dell’individuo.

A questo punto tra il pubblico prende la parola l’Assessore ai servizi sociali Vavalle, che nel ruolo di assessore e a nome del comune, ringrazia le varie associazioni per la disponibilità e l’impegno preso, e ricorda che il libro “Di che genere sei?” è stato oggetto di discussione in precedente incontro. Come Anna Maria Vavalle, richiama non solo l’urgenza di una legge sull’omofobia, ma anche di un nuovo modo di vedere le cose per combattere la violenza. Urgente, è anche tutelare le coppie di fatto per la Dott. Vavalle, anche perché negli ultimi anni si sono andate creando le famiglie allargate, perciò non avrebbe senso riconoscere quest’ultime come nucleo famigliare e le coppie di fatto no. La tattica vincente secondo la dottoressa è continuare a combattere. “L’Italia al contrario di Germania, Paesi Bassi, Francia e così via, ha una religiosità molto alta e a volte ciò rallenta lo sviluppo civile del paese”.

Prendendo la parola, Gianni Marsico, propone che il Comune di Acquaviva, si impegnasse nell’acquisto del libro “Che Genere sei?”, per distribuirlo alle scuole.

Rispondendo alla prima osservazione, Francesco Bernardi, definisce l’obiezione di coscienza come basata sulla spiritualità, e la laicità come basata su dati scientifici ed empirici. Però le religioni non cattoliche in Italia sono riconosciute come associazioni. Quindi secondo questa legge omofoba, un pastore protestante che non volesse celebrare il rito, potrebbe essere perseguitabile penalmente. Il pubblico che in un primo momento è sembrato essere d’accordo e soddisfatto di questa risposta, si è riacceso quando l’evangelista Protestante ha richiamato l’accaduto francese, mettendolo in parallelo con un sindaco italiano. La ricerca di quest’ultimo di un compromesso non è stata accettata dal pubblico che a fine conferenza era ancora dubitoso e in completo disaccordo.

 

 

 

 

 

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