Lunedì 10 Dicembre 2018
   
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IMU su terreni agricoli. Approvato l'annullamento dell'imposta

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L’annullamento definitivo dell’imposta IMU sui terreni agricoli è stato approvato ieri pomeriggio all’unanimità dal Consiglio Comunale di Acquaviva delle Fonti.

Il provvedimento in questione, ha precisato il sindaco Carlucci aprendo i lavori del consiglio comunale monotematico “è il frutto di un lavoro di rete” con Anci Puglia, la Città Metropolitana e i sindaci di Cuore di Puglia”, è passato con 12 voti favorevoli. Cinque i consiglieri comunali assenti: Abbatecola, Attollino, Lagravinese, T. Montenegro e Giorgio.

I lavori sono iniziati a pochi minuti dallo scadere dell’ora di tolleranza. La seduta è durata poco meno di un’ora e ha visto una Maggioranza risicata.

“Senza di noi questo consiglio comunale non si sarebbe potuto celebrare” ha puntualizzato il consigliere Franco Montenegro aprendo il dibattito.

“Per primi avete sollevato questa tematica che sta a cuore a tutti ed è ampiamento condivisa, il provvedimento nasce da un vostro stimolo” queste le parole del consigliere Di Vietri (SEL) che insieme al cons. Nettis (PD) prontamente ha ringraziato “la Minoranza per il segnale dato oggi e per le assunzioni di responsabilità al di là delle polemiche inutili e sterili pensiamo solo al bene della comunità”.

Chiesto, inoltre, a più riprese il coinvolgimento dei parlamentari pugliesi di ogni schieramento per portare a livello nazionale la voce di dissenso contro questo provvedimento calato dall’alto. “Sono convinto – ha detto l’assessore Dinapoli introducendo il suo intervento- che se questo malcontento abbracciasse tutti il territorio il Governo dovrà fare marcia indietro”.

Per sapere cosa accadrà in tema di IMU sui terreni agricoli bisognerà attendere il prossimo 21 gennaio, quando si svolgerà l'udienza del tribunale. Secondo gli esperti c'è da attendersi una definitiva bocciatura dell'impianto della tassa e qualora l'imu sui terreni agricoli dovesse rimanere in vigore potrebbe scattare comunque un'ulteriore proroga, probabilmente al 30 aprile 2015. Di qui l’invito espresso dall’assessore Dinapoli ai proprietari terrieri a non affrettarsi a pagare, ma di attendere fino al 21 gennaio 2015.

Ecco di seguito la nota approvata dal Consiglio Comunale di Acquaviva delle Fonti:  

 

 

 

                                                    Al Presidente del Consiglio dei Ministri

 

                                                   All’Assessore Regionale  all’Agricoltura

 

Ai Parlamentari Pugliesi

Al presidente dell’Anci Puglia

 

ORDINE DEL GIORNO

 

 

                IL Consiglio Comunale di Acquaviva delle Fonti riunitosi in data 29 dicembre 2014 per esaminare la questione IMU terreni agricoli, considera del tutto insufficiente la proroga dei versamenti annunciata dal Governo, ritenendolo mero atto dovuto e inevitabile per gli evidenti problemi di carattere attuativo.

                Il differimento del termine non attenua il livello di tensione sociale per una imposta che resta inaccettabile e insostenibile.

                E’ inammissibile da parte del Governo, chiedere ai Comuni di riscuotere l’IMU sui terreni agricoli per compensare , con un gettito incerto e improbabile, il taglio di 350  milioni già operato ai danni del Fondo di Solidarietà Comunale. La soluzione tecnica dell’”accertamento convenzionale” comporterà ulteriori difficoltà per le casse del nostro comune, costretto ad accertare nel bilancio una entrata virtuale per compensare un taglio al trasferimento effettivo e reale di 471.000 Euro.

                Il Decreto Amministrativo 6651/2014, firmato dal Presidente del TAR Lazio il 23/12/2014, ha sospeso l’efficacia del decreto sull’IMU dei terreni ex montani, rimandando al 21 gennaio 2015, l’ udienza collegiale, chiamata a confermare o meno lo stop; a 5 giorni (due lavorativi), dalla scadenza fissata per i pagamenti (26 gennaio), ripiombando nella confusione più totale un provvedimento nato nella più nebulosa e incerta applicabilità.

                Il Comune di Acquaviva delle Fonti chiede l’annullamento definitivo dell’imposta mediante il ritiro del provvedimento. La retroattività della pretesa fiscale, l’incertezza dei criteri applicativi e gli effetti devastanti sul comune e sulla comunità, ne evidenzino la possibile illegittimità costituzionale, l’iniquità e soprattutto l’inopportunità dell’imposta, visto che il nostro comune insiste su area svantaggiata e fortemente esposta a fenomeni di dissesto idrogeologico.

                Il settore agricolo è trainante per l’economia pugliese e locale, l’unico a registrare incrementi occupazionali e un ulteriore inasprimento fiscale risulterebbe assolutamente inaccettabile e insostenibile. La Puglia tutta, il nostro Comune in testa, è in allerta, pronta ad una forte mobilitazione civile tesa alla eliminazione dell’imposta ed eventualmente a valutare possibili azioni giurisdizionali.

                Il Consiglio Comunale di Acquaviva delle Fonti, esprime forte dissenso nei confronti del Governo:

  • che aveva promesso una revisione dei parametri su cui calibrare l’applicazione dell’Imposta;
  •  La palese violazione delle norme poste a tutela del contribuente in materia di irretroattività e di spazio minimo per l’attivazione di adempimenti relativi a provvedimenti impositivi.
  • Per la politica dei tagli lineari;
  • Per questo ricorso improvvisato alla decretazione d’urgenza che genera incertezza e sfiducia nella pubblica amministrazione, costringe i comuni a fare da esattori dello Stato, esponendoli a continue contestazioni, perdita di credibilità da parte dei cittadini, oltre a privarli di capacità e azione di programmazione.

Il Consiglio Comunale intero chiede il coinvolgimento fattivo dei parlamentari pugliesi e l’interessamento del coordinatore nazionale Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni, Fabrizio Nardoni, per porre all’attenzione di tutti i colleghi assessori la gravissima problematica dell’introduzione dell’IMU agricola.

Il Comune di Acquaviva delle Fonti:

  1. 1.sollecita Anci Puglia, così come hanno fatto le Associazioni dei comuni dell’Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto ad intraprendere azioni giurisdizionali volte all’annullamentoD.L. 185/2014;
  2. chiede una azione più forte e incisiva di Anci Nazionale nei confronti del Governo su questa questione, sul ripristino del fondo di solidarietà comunale e sulla legge di stabilità, anche se approvata con voto di fiducia, necessita di misure specifiche che tengano conto delle esigenze e delle specificità dei territori.

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