Martedì 13 Novembre 2018
   
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La “voce stonata” di Lopuzzo: Le parole che non ti ho detto

Lopuzzo

La “voce stonata” della scorsa settimana (Diamo i numeri) ha suscitato polemiche immediate da parte del Sindaco che ha affidato a Facebook il proprio pensiero. Abbiamo ringraziato il Primo Cittadino per il post dedicatoci, ma abbiamo preferito non entrare nel merito della polemica. Sapendo che Carlucci legge il nostro giornale, possiamo tranquillamente rispondere da qui, cosicché anche i lettori siano partecipi della discussione.

Egli rinfaccia alla stampa locale di non aver dato spazio alla spedizione maltese. Probabilmente a queste parole non ci crede neanche lui: è troppo navigato come giornalista per poter davvero pensare che un giornale possa occuparsi di tutto, senza fare la dovuta selezione degli argomenti da trattare. Me nel gioco delle parti, adesso siede sullo scranno più alto di Acquaviva e anche questo ci sta. Si ricordi, però, che non potrà –a meno di qualche riforma improbabile di Renzi- essere Sindaco a vita; un giorno potrebbe tornare a svolgere egregiamente la professione di giornalista e certe uscite potrebbero creare imbarazzi.

In ogni caso, ciò da cui le perplessità di Carlucci sono partite, è il giudizio di assenza che avevamo dato al Consigliere con delega ai fondi UE. È vero, il Consigliere c’è. Ma come nei trucchi di magia, non si vede. O meglio, ciò che non si vede sono i risultati.

Perché non è solamente portando qualche artista acquavivese a Malta per un confronto con altri colleghi (per carità, che ben venga!) che si adempie all’importantissimo compito che ricopre; tale iniziativa, tra l’altro, non andrebbe strumentalizzata per fare facile propaganda, dal momento che l’arte non ha colore politico. E nemmeno studiando, sempre sotto il sole maltese, con delegati lettoni (?), rumeni (?) e con gli amministratori di Casalborgone -Comune del Torinese con la bellezza di 1.700 (millesettecento!) abitanti- di non meglio specificati progetti di scambio sui temi della disoccupazione giovanile.

Quando parliamo di Europa, parliamo di fondi, di occupazione, di crescita e di sviluppo. I fondi strutturali, ad esempio, sono strumenti stanziati per favorire la riduzione delle disparità regionali in tema di ricchezza e benessere, passando attraverso la crescita occupazionale. Tra i fondi strutturali, grande importanza hanno i FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) i quali si intercettano proprio attraverso la Regione che fa da mediatore tra l’Unione e gli enti locali che li utilizzano.

Gli altri Comuni, quelli virtuosi, hanno utilizzato fondi come questi per costruire infrastrutture, centri di servizi nei distretti industriali, biblioteche, per restaurare monumenti, palazzi e teatri.

Ad Acquaviva invece ci si esalta per le briciole, pur consapevoli di aver lasciato che il cameriere portasse via la portata principale. La Puglia di Vendola, da questo punto di vista, ha infatti perso la bellezza di 80 milioni di euro che erano stati già stanziati. Quante domande sono state presentate da Acquaviva in questo primo anno per questi fondi? Quante sono state accolte? Che cifre sono giunte a noi? Che ricaduta avranno in termini di occupazione duratura?

Purtroppo le risposte a queste domande le conosciamo noi, le conoscono il Sindaco e il Consigliere delegato, le conoscono anche i cittadini.

Ciò che invece ci interesserebbe sapere è, parlando in soldoni, di quanti punti percentuali la disoccupazione acquavivese è scesa grazie a questa importantissima spedizione maltese, quanti giovani acquavivesi hanno trovato lavoro presso qualche impresa di Malta, di quanti punti è cresciuto il PIL di Acquaviva e di quanto i consumi. A tal fine suggeriremmo al Sindaco e alla sua Giunta la redazione di un bilancio sociale, un documento facoltativo, attraverso il quale l’ente può comunicare l’esito delle sue attività. In termini di trasparenza, uno dei grandi temi della campagna elettorale di Carlucci, sarebbe una gran cosa.

Se davvero si crede di poter rilanciare l’economia e l’occupazione e dare attuazione a una buona politica europea, semplicemente attraverso un incontro a Malta con esponenti di altre micro realtà territoriali, lo si faccia pure. Ma a noi questa cosa ricorda troppo da vicino la promessa dell’ex Sindaco di Bari, Michele Emiliano, quando nel 2009 assicurava 30 mila nuovi posti di lavoro. In quel caso fu portata in scena l’esaltazione del lavoro che non c’è, che non dà busta paga, che non produce reddito e che non cambia gli indicatori economici. Forse quelli elettorali.

Ovviamente ci auguriamo di sbagliare alla grandissima. Se così sarà, lo riconosceremo senza problemi; se i fatti ci daranno ragione, fingeremo di essercene dimenticati, con la speranza, però, che si cambi direzione. Per il bene di Acquaviva.

Commenti  

 
#1 Noi Indipendenti 2014-08-15 10:42
Ha ragione Lopuzzo. MA GLI ACQUAVIVESI VOGLIONO INCONTRARSI E PARLARE DEI VERI PROBLEMI DELLA CITTA'? noiindipendenti.wordpress.com/
 

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