Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Morto il senso istituzionale. Una prece

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La “voce stonata” di Lopuzzo a commento dell’interminabile Consiglio comunale di ieri


Siamo stati a lungo combattuti sull’opportunità di scrivere o meno queste righe. Troppa l’amarezza e il senso di smarrimento che uno spettacolo del genere ha provocato. No. Non ci siamo dati alla melanconia. Non vogliamo esagerare con il patetismo. Anzi. Siamo ancora scossi e increduli di aver visto cotanta decadenza in una seduta della massima Assise cittadina.

Il Consiglio comunale del 31 luglio ha dichiarato lo stato di morte assoluta del senso istituzionale della cosa. Una riunione di condominio del Bronx, con tutto il dovuto rispetto, mantiene un’etichetta più dignitosa. È stato il far west.

Ma prima di parlare della forma, diamo un rapido sguardo alla sostanza.

Tramite la sua pagina Facebook, il Sindaco fa sapere che in dodici ore di Consiglio sono stati raggiunti risultati per la comunità: è stato approvato il conferimento della cittadinanza onoraria a Joe Mantegna. Ok. Lo ammettiamo, siamo andati su Wikipedia a cercare chi fosse. Una volta scoperto, ci siamo sentiti esattamente come prima di averlo cittadino onorario. Più o meno come probabilmente si sentirà lui, quando scoprirà di essere divenuto cittadino onorario di Acquaviva.

Meno bene, invece, ci siamo sentiti quando abbiamo assistito, inermi, all’aumento delle aliquote e delle tasse locali. Ecco perché la seduta di Consiglio è durata dodici ore, con la maggioranza a raccontare che questi aumenti sono una cosa bella, anzi, “bellissima” e l’opposizione – che per la prima volta dismette i panni di un’armata Brancaleone – a cercare di far capire che sarebbe ancor più bello smettere di infilare così affondo le mani nelle tasche degli Acquavivesi, e ridurre la spesa pubblica.

Qualcuno dirà che un provvedimento del genere non basta a condannare una maggioranza. Vero, ma in parte. Non basta quando la maggioranza si basa su qualcosa di solido. Ma se si basa soltanto su immagini e slogan, cioè sulla spettacolarizzazione della politica, basta un incidente di scena a distruggere la magia. E non c’è Joe Mantegna che tenga.

Un amico appassionato di teatro, raccontava un aneddoto: una volta vide naufragare tra i fischi e le risate una magnifica rappresentazione dell’Amleto di Shakespeare per la comparsa di un topo tra i piedi di Ofelia. E questo aumento delle tasse comunali non è un topo. Ha le dimensioni di una pantegana.

Torniamo alla forma. In più di un’occasione abbiamo creduto di essere presenti non al Consiglio comunale di Acquaviva, ma al più coatto dei talk show americani, con tanto di telecamere a riprendere l’agghiacciante spettacolo, infarcito di vituperi, insulti, sguardi di sfida e toni esasperati da celodurismo. Come se si trattasse di un regolamento di questioni personali e i cittadini e i loro interessi – che qualcuno si è forse dimenticato di rappresentare – fossero del tutto estranei alla cosa. La decisione del Consigliere Giorgio di abbandonare i lavori a inizio seduta, a seguito di atteggiamenti come quelli appena descritti, è solo l’ennesima riprova di un target che con la democrazia ha ben poco a che fare; tutt’al più ricorda una rissa tra lavandaie.

Un Primo Cittadino che, nel momento della dichiarazione di voto, chiede la parola esclusivamente per rivolgere una battuta di spirito beffarda, volta a svilire il lavoro – giusto o sbagliato, condivisibile o meno – di un Consigliere di opposizione; un Consigliere di maggioranza che rivolge parole ingiuriose e offese allo stato puro allo stesso Consigliere di opposizione non ci sembrano atteggiamenti rispettosi, tanto nei confronti della persona, quanto in quelli dei cittadini che quella persona rappresenta. Per non parlare dello svilimento assoluto dell’Istituzione. Per carità, la battuta del Sindaco era anche particolarmente simpatica; ma proprio per questo avrebbe meritato i giusti canali. Mai un intervento nell’Assise cittadina.

Tutto questo si è consumato, per giunta, con qualcuno che dal proprio banco più e più volte ha richiamato, in maniera ufficiale e non, alla compostezza e alla pacatezza dei toni e degli animi. Nulla da fare. Quanti passionari in Aula!

Prima di chiudere, vogliamo raccontare di un altro simpatico (si fa per dire) siparietto. Diverse volte nel corso della interminabile seduta, vari Consiglieri – ne abbiamo contati quattro – si allontanavano momentaneamente dalla propria postazione per chiedere “l’aiuto del pubblico”. Una forma di partecipazione? No, anzi. Perché il pubblico in questione era, per tutti e quattro, lo stesso. Ed era formato da una sola persona. Una sorta di Zar. Al termine di queste consultazioni, rinvigoriti nello spirito – e, forse, nelle argomentazioni –, i Consiglieri riportavano pedissequamente, sotto lo sguardo vigile e attento dello Zar, quanto appena evidenziato. Domanda: perché mandare avanti i giovani, se poi non gli si vuol concedere di lavorare con autonomia? Era solo un’operazione di marketing ben riuscita? Anche questo è svilente per un’istituzione democratica.

La politica-spettacolo voluta da questa amministrazione ha enfatizzato i termini del contrasto, a tal punto che nessuno dei suoi protagonisti può fare un passo indietro senza perdere quello che in una politica-spettacolo conta più di tutto: la faccia. E se il passo indietro lo facessero tutti?

Commenti  

 
#4 rosina 2014-08-05 09:12
chiediamo a Lopuzzo di scendere nei particolari, se si mantiene sul generale non si capisce bene. Chi è questo zar ? lo zar, che io sappia era contro la sinistra. Quindi la sinistra si fa guidare da un suo nemico? ci faccia capire Lopuzzo, che è un bravo commentatore, ma soprattutto sulle mozioni e interrogazioni, che sono la voce dell'opposizion e, la voce della parte debole del consiglio. Suvvia Lopuzzo le chiediamo una analisi più in dettaglio.
 
 
#3 Cris 2014-08-03 11:42
Bellissimo articolo...comp limenti a F. Lopuzzo, musica per le mie orecchie
 
 
#2 AIUTO 2014-08-03 08:58
Questo è l'ennesimo flop per Acquaviva! TUTTI A CASA!!
 
 
#1 Saverio F Iacobellis 2014-08-01 20:06
E' tornata la Voce Stonata... E' come se tornassero i KISS o i Nirvana insieme sullo stesso palco. ;-) In bocca al lupo.
 

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