Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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Sviluppo & Occupazione: Ecco i 4 Referendum propositivi

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Nei giorni scorsi sono state presentate durante una conferenza stampa aperta alla cittadinanza le quattro proposte referendarie per l’occupazione, la crescita e lo sviluppo. 

Il Comitato promotore ha indirizzato il Referendum comunale propositivo ai nostri rappresentati istituzionali invitandoli a portarlo con urgenza all’attenzione del Consiglio Comunale in modo da pronunciare l’ammissibilità.

L’arch. Rocco Lombardi, portavoce del Comitato, partendo da alcuni dati relativi al nostro territorio, ha spiegato con chiarezza il contenuto delle quattro proposte referendarie.

Si intende affermare un progetto di riqualificazione strategica del territorio ispirandosi ai principi di economia della cultura.

“Riteniamo- ha detto Lombardi- di poter attivare sistemi produttivi specifici, beni e servizi non facilmente delocalizzabili che sappiano declinare l’innovazione e il concetto di sostenibilità in maniera creativa”.

In questi anni si è tentato di definire un modello efficace di sviluppo sostenibile e di adottare lo schema della ‘Triplice elica’: tra Istituzioni, Università, Centri di Ricerca e Privati.

Ci sarebbero ben 79 stakeholder, “dal 1983 al 2012 tanto lavoro è stato speso in questa direzione tuttavia siamo ancora fermi ai nastri di partenza. Ora abbiamo la necessità di procedere speditamente in nome dell’occupazione, della crescita e dello sviluppo”.

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La 1° proposta referendaria punta alla costituzione della Fondazione di partecipazione dell’economia e cultura con lo scopo di generare attrattività, economia di coinvolgimento e aggregazione in favore del nostro territorio promuovendo e sostenendo lo specifico know how locale, la ricerca e la sperimentazione interdisciplinare per l’istituzione di un inedito Distretto Culturale Produttivo Istituzionale che assegni “diritti di proprietà” e “marchi di fabbrica” ad una ristretta area territoriale di produzione. “Riteniamo che la complessità del progetto non significhi l’irrealizzabilità”.

La 2° proposta referendaria è definita dall’arch. Lombardi ‘una sorta di piano Marshall’: “abbiamo tutte le competenze per poter percorrere la strada del dialogo competitivo per realizzare opere pubbliche complesse, servizi, attrezzature ed impianti d’interesse generale mobilitando l’esperienza e la capacità innovativa di operatori economici privati”. 

 

referendum 2 La 3° chiede che si possa garantire subito l’occupazione e il reddito valorizzando e preferendo la professionalità e l’opera dei cittadini acquavivesi nel rispetto dei Contratti pubblici.

La proposta referendaria n. 4 chiede ai cittadini di esprimersi affinché il Comune non indugi oltre: “faciliti e amplifichi il partenariato sorto con l’Accordo di Programma ‘Acqua, Salute e cultura’, faccia redigere il relativo Studio di Fattibilità con le risorse ancora inutilizzate e concesse allo scopo nel 2010 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per il Distretto Culturale Produttivo e indica la conferenza dei servizi decisoria avendo già superato la conferenza dei servizi istruttoria con la Regione Puglia il 28/6/2012”. 

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E’ seguito poi il contributo del prof. Ferdinando Pappalardo, docente presso l’Università di Bari, già cons. comunale, tra gli Amministratori che hanno approvato lo statuto Comunale, eletto senatore nel 1994. Nel suo intervento ha presentato una analisi sul momento storico che viviamo ha parlato di separazione e di mancanza di dialogo tra politica e società civile, “tra palazzo e città, per dirla alla Pasolini”, di perdita di credibilità della politica, di indebolimento della democrazia. Se la politica ha delle colpe non minori colpe le ha la società civile inerte e in letargo da molti anni.

Ha espresso il suo sostegno come privato cittadino per questa iniziativa “per una questione di metodo più che ancora di meriti”.

I quesiti referendari sono per Ferdinando Pappalardo “una salutare provocazione, innanzitutto per i proponenti, una opportunità per dare voce ai cittadini e uscire da questa sonnolenza. Se facciamo affidamento soltanto sul Bilancio di un Ente locale sprofondiamo, è necessario coinvolgere i privati in un progetto economico, proviamoci se ci sono idee buone è possibile che qualcuno azzardi un investimento. Questo è lo spirito con cui condivido e sostengo questa iniziativa faccio un caldo appello affinché si faccia questo referendum che i conduttori siano messi nelle circostanze di provarci!”.

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“Il Referendum –ha concluso Rocco Lombardi dopo aver risposto ad alcune domande- serve anche a capire come la città intende scommettere sul proprio futuro, in che termini intende partecipare investendo sulle sue energie migliori. La strada è tutta in salita mi auguro che si vada al Referendum!”

 

[ Tratto da "La Voce del Paese" Anno VI n. 4 del 31 gennaio 2014] 

 

Commenti  

 
#1 Franchino 2014-02-03 15:39
strada coraggiosa, ma impervia, ostica, angusta e (forse) senza un traguardo concreto.
 

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