Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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Zullo sul Miulli: "Inspiegabile la mancata rivendicazione dell’indebito arricchimento”

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Il Presidente del Gruppo consiliare del PdL-FI, Ignazio Zullo ha diffuso al seguente dichiarazione:
“Che la situazione debitoria del Miulli sia anche ed in larga misura coincidente con un indebito arricchimento da parte della Regione è quanto mai lampante ed incontestabile ma, da mesi io mi chiedo, senza riuscire a darmi una risposta logica, del perché il Miulli non l’abbia mai rivendicato in sede giudiziaria.
E’ indubbio che la Regione abbia tratto un arricchimento dal volume di prestazioni che il Miulli ha erogato in eccesso rispetto al tetto di spesa che, se erogate in altre strutture, pubbliche o private (ammesso che ce ne fosse stata disponibilità), comunque avrebbe assoggettato la Regione a spesa. E ciò è particolarmente rilevante per tutte le prestazioni salvavita, indifferibili ed urgenti (dialisi, UTIC, UTIN, Rianimazione, Pronto Soccorso ecc..)
Se da una parte il Miulli rinuncia ad una rivendicazione logica, incontestabile, equa, giusta, moralmente ed eticamente ineccepibile e sacrosanta, dall’altra non può far pagare questa sua inerzia a lavoratori e fornitori. Questo fare non da lustro ad un Ente Ecclesiastico.
Troppo facile essere forti con i deboli e deboli con i forti. Un Ente Ecclesiastico deve essere forte con i forti e non può allargare l’area della sofferenza dei deboli ovvero di chi vive del lavoro come i lavoratori dipendenti per dare sostentamento alla propria famiglia e mantenere gli impegni assunti con le banche o di chi, come i fornitori, oltre a sostenere la propria famiglia ed onorare gli impegni con i propri creditori hanno anche il dovere di retribuire i propri dipendenti.
Che credibilità ha un Ente Ecclesiastico, anche nella coerenza di attuazione della dottrina della Chiesa, se abbatte larga parte del dovuto ai lavoratori e ai fornitori senza dare dimostrazione di ineccepibile e corretta gestione delle attività?
Si possono e si devono chiedere consensi solidaristici a lavoratori e fornitori per il bene complessivo dell’Ente ma l’Ente deve dimostrare prima di tutto che l’amministrazione e la gestione è impeccabile e corretta e l’impeccabilità e la correttezza della gestione passano anche attraverso la rivendicazione dell’indebito arricchimento con la garanzia che, ad avvenuto riconoscimento, venga distribuito a lavoratori e fornitori.
Se su questa mancata rivendicazione dell’indebito arricchimento che sostengo da tempo dico sciocchezze, qualcuno mi spieghi perché non sarebbe praticabile. Il silenzio non aiuta!”.

 

Commenti  

 
#2 Angelo Colafemmina 2014-01-17 08:11
Mi dispiace dover constatare che le aziende esistenti sul territorio, altamente competitive sotto ogni profilo sia tecnico che economico, siano completamente ignorate a vantaggio di altre Regioni. E la disoccupazione ad Acquaviva si allarga a macchia d'olio. Altro che indebito arricchimento, qui si tratta di diffusa povertà in Acquaviva, con famiglie alla disperata ricerca di un minimo di reddito per sopravvivere.
 
 
#1 gustavo 2014-01-16 17:17
Ragionamento logicamente e giuridicamente ineccepibile.
 

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