Domenica 18 Novembre 2018
   
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Annalisa Pannarale: “Il nostro vero lavoro non trova spazio nei media”

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Dire: “Tutto quello che non emerge in una strategia da contabili.” In occasione della riapertura del circolo di Sinistra Ecologia Libertà in Piazza dei Martiri, ad Acquaviva delle Fonti, la deputata pugliese Annalisa Pannarale, componente dell'Ufficio di Presidenza della Camera e membro del Comitato per le pari opportunità, apre una delicata finestra sulla situazione nazionale e sul difficile rapporto fra SEL e il mondo mediatico. E fra SEL e le politiche dell’austerity. Forte resta la necessità di dialogare coi soggetti reali del paese.

Annalisa Pannarale: “Ora più che mai, abbiamo bisogno di una sfida come questa. Oggi inaugurare un circolo di SEL è sicuramente un atto grande, e coraggiosissimo, di sfida. Così come è difficilissimo mettere in piedi iniziative pubbliche, discussioni, confronti politici. Perché sappiamo quanta diffidenza c’è, sappiamo quanto scollamento, quanto allontanamento c’è stato. Inaugurare una sede significa a viso aperto dire “pensiamo che le ragioni della sinistra siano fondamentali, siano quelle della quale ripartire per tentare una strada di trasformazione”. Insieme possiamo dedicarci a questo momento collettivo. Tra l’altro, molto partecipato. Questo scalda il cuore in un momento in cui c’è anche un po’ di scoramento… La fase è sotto gli occhi di tutti: siamo in una situazione di rovesciamento della realtà. I lavoratori e gli insegnanti… sono diventati i fannulloni di questo paese. Il parlamento… è un insieme di faccendieri che rappresentano la casta del paese. il Presidente della Repubblica… detiene il controllo di quello che dovrebbe essere l’unico spazio costituzionale della sovranità popolare. La cultura… diventa nient’altro che un terreno per far scialacquare risorse, mentre quello che dovrebbe dare da mangiare dovrebbe essere assolutamente altro. I diritti ci diventano, vedi il decreto sul femminicidio, il pretesto per riuscire a mettere in campo delle politiche repressive, delle politiche che devono agevolare il controllo dei territori; anche con un uso sempre più massiccio delle forze armate… Siamo davvero in una situazione di rovesciamento… Siamo di fronte, nel primo trimestre dell’anno, a 31.000 imprese che chiudono. I dati sono sconcertanti: siamo di fronte ad un paese che in dieci anni è riuscito a spendere 5 miliardi e mezzo di euro per la guerra in Afghanistan e soltanto 218 milioni per la cooperazione. È davvero un paese alla rovescia. Il nostro. Ora non vado avanti nella numerazione lunghissima di tutto quello che non funziona, dobbiamo avere la capacità di fare un passetto dopo l’altro... Ci vuole molta ostinazione e molta pazienza. Io continuo a pensare che abbiamo una base magnifica che continua ad essere la nostra bussola programmatica: è la Costituzione. Ma abbiamo bisogno di fiducia da parte di tutte e tutti noi… e io vorrei dire che quello che si continua a fare da parte dei nostri rappresentanti istituzionali e del nostro gruppo parlamentare, debole e fragilissimo e con poche donne e pochi uomini… Cercare, giorno dopo giorno, di dire parole chiare. È vero che siamo davvero molto marginali sui mezzi di comunicazione, è vero che non si parla di noi, è vero che tutto quello che viene faticosamente fatto, e anche costantemente studiato, non trova spazio nei strumenti di comunicazione. Però, penso anche che lo spazio che ci viene dato non è assolutamente lo specchio del timore che ancora ci può essere rispetto ad una forza politica come la nostra… pur piccola e pur marginale e che continua a tenere l’attenzione ed un faro acceso su quelle che sono le ragioni reali che dovrebbero tornare al centro del dibattito pubblico. E Sinistra Ecologia Libertà oggi rappresenta un po’ questo. Abbiamo bisogno di allargarci, abbiamo bisogno di incontrarci: anche in vista del nostro prossimo congresso. Per incontrare sempre più soggetti reali. Dobbiamo prendere coraggio anche per quanto riguarda scelte di carattere nazionale: in questi giorni ci siamo misurati in parlamento con la TAV e abbiamo avviato una commissione di inchiesta sulla TAV. Il 18 e 19 ottobre non abbiamo avuto il coraggio, e questo bisogna dirlo… di essere parte di quella manifestazione… come in quella del 12 ottobre. C’erano soggetti reali: c’erano migranti, c’erano lavoratori, c’erano bambini, c’erano famiglie, c’erano persone in carne e ossa. Noi dobbiamo riprendere ad avere la capacità di mescolarci ed avere la capacità di ascoltare. Essere un punto di riferimento di un mondo che sia reale, di un mondo che oggi ha la possibilità di essere rappresentato sul piano delle istanze, dei bisogni, dei problemi, e di tutto quello che non emerge in una strategia da contabili in questo paese. Nella speranza che siano tante piccole tessere: che sembrano assolutamente marginali, ma che messe assieme possono riaprire un varco nel dibattito e nella possibilità di dire “non necessariamente tutto deve andare in questo modo, ma c’è un’altra strada”. E la strada per uscire dalla crisi è questa.”

 

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