Giovedì 15 Novembre 2018
   
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SQUICCIARINI, CRONACA DEL COMIZIO DI APERTURA

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Attorniato dai rappresentanti dei partiti e dei movimenti che sostengono la sua candidatura, ha fatto il suo esordio in pubblico Francesco Squicciarini, candidato sindaco per il centrosinistra, in un comizio in piazza Vittorio Emanuele II.

Il comizio è stato aperto dall’ intervento di Domenico Azzone coordinatore dell’UDC: “La buona politica è innanzitutto dimostrare di saper amministrare bene, garantendo trasparenza e legalità nella pubblica amministrazione garantendo priorità a tutti quei progetti che possano favorire lo  sviluppo nel nostro paese a cominciare dal portare in porto il benedetto P.R. G., per parlare poi del  recupero del Centro Storico e delle strutture dismesse nel nostro paese, della tutela dell’ambiente, della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani per finire agli aiuti alle famiglie con basso reddito. Questa è la buona politica che manca ad Acquaviva da decenni.

Ora l’UDC di Acquaviva ha deciso di sostenere un candidato Sindaco giovane oltre che capace ed esperto di pubblica amministrazione nella persona dell’Ing. Francesco Scquicciarini e ha deciso di candidare al consiglio comunale molti  giovani capaci e volenterosi che operano nel sociale in associazioni di Volontariato nella Caritas e CRI Giovani che sanno districarsi nella Pubblica Amministrazione capaci di risolvere problemi di qualsiasi tipo. Giovani che possono dare dinamismo e concretezza all’azione politica, giovani che operano in maniera disinteressata  e che possono dare una politica di servizio al paese.

Invito voi cittadini a dare fiducia  ai giovani capaci e volenterosi pieni di entusiasmo perché è nelle loro mani il futuro del nostro paese dei nostri figli e nipoti. Cerchiamo tutti quanti con buona volontà di dare il nostro consenso numeroso a questi giovani. Per le elezioni del 28 e 29 Marzo l’UDC di Acquaviva ha imposto fin da subito e fortemente un progetto alternativo per il governo del paese, in totale discontinuità con il passato, qualcosa di diverso dalla riproposizione degli schemi tradizionali centro sinistra contro centro-destra. Qualcosa di veramente nuovo un progetto alternativo per il governo del paese che parte dal Centro e guarda sia a sinistra sia a destra, coinvolgendo forze politiche sia di Sinistra che di Destra senza condizionamenti né da parte della Sinistra né della Destra.  Volutamente abbiamo escluso da questo quadro politico il Partito delle Libertà e le forze politiche ad esso collegate che fino all’ultimo hanno sostenuto l’Amministrazione Pistilli primo responsabile del degrado nel nostro paese. Amici e concittadini in otto anni di vita l’amministrazione Pistilli ha fatto solo ordinaria amministrazione. C’è da ragionare su questo fatto. Voglio fare una domanda ben precisa, voi oggi state meglio di come stavate otto anni fa? Rispondete a questa domanda e votate di conseguenza”.

E’ seguito il contributo di Nico Tria, Segretario del PD: «Ho il piacere di essere il portavoce del PD per introdurre il comizio del nostro candidato Sindaco Francesco Squicciarini, già segretario del Partito ora è diventato il nostro candidato Sindaco e ha rassegnato le dimissioni. Noi del PD siamo consapevoli di questa responsabilità e pienamente coscienti della scelta che abbiamo fatto sicuri che Francesco sia la persona più idonea e adatta a rappresentare ora queste cinque forze politiche che si sono unite in un progetto e programma comune, domani alla guida della Città. Ma oggi il PD non è più solo, non sarà solo in questa sfida che ci unisce insieme agli altri Partiti, sarà accomunato siamo consapevoli di questo con altri 4 partiti: Unione di Centro, Compagnia delle Arti, Lista di Pietro Italia dei Valori e Io Sud Poli Bortone. Dicevo Francesco era il Segretario, ma dal momento in cui ha avuto la piena condivisione delle altre forze politiche, l’individuazione come candidato Sindaco ha deciso di spogliarsi della maglia del PD  per vestire una maglia che tutti i colori, vessilli e gli emblemi di questa coalizione dell’ UDC, PD, Compagnia delle Arti,  IdV, IO  Sud Poli Bortone.

Questo è un segno di grande responsabilità e tranquillità per tutti i Partiti uniti in questa sfida un segnale di equidistanza da tutti, un segnale di democrazia, di grande senso di responsabilità che rassicura tutti. Perché lui è e sarà colui che garantirà le legittime e reciproche istanze non solo dei Partiti ma di tutti i cittadini di questa Città. Io sono convinto che Francesco dovrà di nuovo togliersi questa maglia ma non per rimettersi quella del Pd ma una maglia di colore  rossa e blu  con in petto una fontana dalla quale sgorga acqua pura e con una fascia tricolore  sulla spalla come sindaco di questa città. È la persona più idonea per rappresentare le istanze di questa città che chiedono e grida  discontinuità con il passato, maggiore democrazia, senso di responsabilità, una città  che chiede una volta per tutte di cambiare pagina, una città che chiede di avere  qualche prospettiva per i propri figli perché possano restare in questa città,  mettere su famiglia avere qualche prospettiva di occupazione, una città che chiede a gran voce   che ci sia maggiore attenzione e sostegno per le persone che hanno  bisogno e ce ne sono tante, una città che chiede a gran voce che i propri figli possano un domani poter andare ad un cinema divertirsi, una città che chiede a gran voce di  togliere questo coperchio, questa cappa di omertà che è stata posta sulla città che impedisce un dialogo e un confronto”.

 

La parola è quindi passata a Rocco Lombardi della Compagnia delle Arti: «Oggi facendo anche tesoro della lezione che ci viene dalla crisi economica in atto che vede i pubblici poteri dello stato  impegnati a correggere errori e disfunzioni sembra più realistica una rinnovata valutazione del ruolo e del loro potere che vanno saggiamente riconsiderati e rivalutati in modo che siano in grado anche con nuove modalità di esercizio di far  fronte alle sfide del mondo odierno con un meglio calibrato ruolo dei pubblici poteri è possibile che si rafforzino quelle nuove forme di partecipazione alla vita politica nazionale e internazionale (noi ci aggiungiamo anche e locale) e che si organizzano attraverso le organizzazioni operanti nella società civile; in tale dimensione è auspicabile che crescano un’attenzione  e una partecipazione più sentite alla res pubblica da parte dei cittadini . Questo è uno stralcio dall’Enciclica Caritas in Veritate di Benedetto XVI.

La Compagnia delle Arti un’associazione che ha al suo interno anche altre associazioni anche di categoria, del mondo dei lavori e dei professionisti contrariamente a quello che è stato di recente affermato da questa cassa che al momento non è affatto armonica è solo una cassa di risonanza questa volta per Francesco Squicciarini farà la sua parte. Da anni la Compagnia delle Arti, sottolinea da anni, affida a Palazzo De Mari il proprio contributo di idee e progetti fattibili, talvolta anche con  il supporto dell’iniziativa popolare come è accaduto nel Febbraio 2007 quando pur di far sentire la voce degli operatori del mondo delle imprese, del mondo delle professioni ha raccolto per la prima volta nella storia di Acquaviva di questa municipalità nel giro di qualche giorno 234 firme per poter relazionare e parlare in consiglio comunale. Siamo stati ricevuti, ci è stato concesso di parlare con molto ritardo era quasi mezzanotte, mezzanotte e mezzo  quando oramai la stanchezza aveva preso il  sopravvento sui consiglieri comunali, spese immani e ricerche notevoli buttate sistematicamente nel nulla e scarso l’ascolto. Palazzo De Mari  non ascolta i suoi cittadini, sistematico è il boicottaggio, fortissima la miopia politica, noi vogliamo fare il nostro mestiere di professionisti,  imprese e associazioni che cercano di colmare lacune a destra e a manca. Tutti desiderosi di fare squadra. Come mai questo ragionamento a pochi Km da qui  a qualche migliaio di Km da qui viene recepito oltre oceano viene ascoltato recepito. Acquaviva è un punto di riferimento per quello che con grande silenzio noi operatori siamo in grado di fare e  sistematicamente Palazzo De Mari non ascolta. La città è fragile come è stata definita in un recente convegno all’indomani dell’Alluvione del 2005. Sappiate lo dice la Scienza, l’autorità di Bacino lo dice la Ricerca noi sappiamo che Acquaviva nell’arco di 200 anni stanotte o tra dieci anni, sarà colpita da una formidabile alluvione. Cerchiamo di capire come venirne fuori, insieme, facciamo squadra per far fronte anche alle emergenza. Acquaviva non è solo questo, la città è piena di grandi risorse non sono in squadra, non sono in rete, ognuno va per conto suo, ognuno coltiva il proprio orto, da fuori tutti si accorgono di questa nostra grande potenzialità, siamo in grado di essere attrattori sul territorio. C’è bisogno però in maniera imprescindibile del ruolo della municipalità, del governo della città, questo ci è mancato da molti anni. La nostra Città è attrattore e risulta assai strategica. In questi giorni è in corso una formidabile azione di imprenditori pugliesi che candidano la Puglia ad essere regione di interporto del Mediterraneo. Hanno chiamato una manager di primissimo livello della più grande area logistica d’Europa che è Rotterdam: Acquaviva delle Fonti è su un corridoio Palermo –Rotterdam e per la miseria non siamo in grado  di fare squadra e suggerire una proposta di programmazione e forte impatto sul territorio attrattore. Lo siamo. Abbiamo grandi risorse culturali, l’economia non decolla se il mondo della cultura non scende in campo, Acquaviva ha enormi risorse che non  possono essere massacrate dalla mediocrità, abbiamo formidabili risorse che devono essere coinvolte ognuno ne proprio settore. Vedrete sono convintissimo, Acquaviva risorgerà  e nel brevissimo termine. Non ce la facciamo più a starne fuori a dare suggerimenti a gratis e ad essere anche maltrattati dall’atteggiamento di non curanza. Ad Ottobre 2009 abbiamo lanciato il grido dall’arme sul piano internazionale lo ha fatto il papa è seria la questione per l’Italia e per quanto ci riguarda. Ci vogliono anche i consulenti di livello europeo, da anni abbiamo a disposizione interlocutori di prestigio internazionale coinvolti senza costi, le progettualità che vengono dal territorio sono fortissime e attrattive. Non abbiamo bisogno di risolvere la questione del PRG con i consulenti di livello europeo che vengono chiamati al telefono, noi rivendichiamo un nostro ruolo nella nostra città. Siamo pronti a qualsiasi confronto, siamo molto umili per saper ascoltare, siamo delle spugne, quando ci troviamo di fronte al sapere  tanto di cappello. Vogliamo che questa città sia armonica, in squadra, basta con le liti e la contrapposizione  questo è il peggiore male che ci affligge. Lo dobbiamo sconfiggere. Noi ad ottobre 2009 abbiamo lanciato un grido d’allarme manifesto di Crono che divora i suoi figli era una provocazione  al modo politico per dire non ce la facciamo più, non meritiamo questo, sono migliaia i saperi della specializzazione presenti in questa città, dove sono queste persone? perché  vengono sistematicamente massacrate ed emarginate. Abbiamo lanciato un grido di allarme. C’è stata una sordità quasi totale poi all’improvviso poi grazie all’iniziativa di Francesco Squicciarini e della sua coalizione si è avviato un dialogo abbiamo deciso anche noi di fare la nostra parte, non siamo un partito,  vogliamo tornare quanto prima a fare il nostro mestiere che è molto complicato, non possiamo dedicarci a questo sono deputati i Partiti. Però il nostro impegno denota il pericolo, stiamo ballando sull’orlo del precipizio, abbiamo il dovere anche noi, stralceremo del tempo alla nostra attività professionale. Vogliamo dare il nostro contributo. La coalizione di Francesco Squicciarini ha raccolto la sfida in un primo momento è giusto che lo si dica c’è stato un momento di sbandamento forse era troppo forte la proposta,  però a furia di discuterlo per molti mesi ne siamo venuti fuori. Con il successo intravisto dalla competizione elettorale o si cambia e si innova la città entro i primi tre semestri del governo o noi per coerenza vi diciamo che da oggi rimetteremo nelle mani degli elettori  il mandato affidato. Facciamo molto sul serio entro  primi 18 mesi di governo la città si deve incanalare verso la soluzione di problemi e verso l’indicazione delle strade, le troverete tra qualche giorno nel programma che sarà distribuito casa per casa, la troverete molto serie a cui tutti sono chiamati a dare il proprio contributo perché c’è molto spazio. Sappiate che è partita da qualche tempo una misura straordinaria e importante nel campo agricolo, il GAL  Sudest Barese, Gruppo di Azione locale, Acquaviva è assente. Che il mondo dell’agricoltura si faccia avanti non abbia timore, intendiamo procedere su questa strada”.

A seguire, l’ntervento di Dino Mastrorocco, Segretario Cittadino di IdV: «Le promesse pronunciate facilmente durante una campagna elettorale molto raramente vengono onorate. Ho utilizzato di proposito  la parola onore. Perché chi fa politica deve essere comunque in grado di onorare le promesse che vengono fatte. Non mi sorprende però purtroppo che quando quelle promesse non vengono rispettate la reazione sia di rabbia e frustrazione. Oggi siamo qui per presentare una persona che vuole tutelare i diritti della gente in mezzo alla quale è cresciuto, la cui candidatura è frutto della convinzione e della condivisione di tutte le liste che lo sostengono. La sua candidatura  è frutto della stessa frustrazione e delusione che tutti noi abbiamo provato e proviamo; una persona che ha visti offesi i principi di democrazia in cui crede, e che vuole davvero cambiare le cose. Francesco Squicciarini è quella persona. Un giovane che insieme a tanti giovani cambierà le sorti di questa comunità. Ma per quanti anni  dobbiamo restare a guardare mentre prevale l’incompetenza, gli abusi, la mancanza di volontà e di coraggio. La buona notizia per coloro che sono stanchi, l’inefficienza e la stasi, è che è arrivato il momento di fare qualcosa. Chiedetevi perché siete frustrati, arrabbiati e delusi perché Acquaviva è vecchia, i giovani scappano. Siamo frustrati perché sappiamo che alcune cose si possono fare ma che non vengono fatte. Siamo delusi perché le persone non rispettano le promesse. Siamo arrabbiati perché il nostro paese continua a perdere le opportunità che gli vengono offerte. Francesco Squicciarini ne è consapevole così come siamo consapevoli tutti noi. Conosce la nostra frustrazione ed è pronto ad alzarsi in piedi per dire adesso basta non c’è più tempo per rimandare. Ovviamente sa che da solo non può cambiare le cose ma ha bisogno di un gruppo unito alle spalle. Francesco è una persona di grande integrità, c’è bisogno di integrità , oggi più che mai soprattutto in politica.  Tutti noi abbiamo  bisogno di sapere che ci sono valori come l’onore, decenza, amore utili per il nostro paese. Abbiamo bisogno di qualcuno che si interessi davvero della propria comunità. Francesco Squicciarini, vuole e necessita del nostro sostegno”.

Infine ha parlato – prima dell’intervento del candidato sindaco, Roberto Tisci, Segretario e coordinatore di Io Sud Poli Bortone: «Rappresento Io Sud, un partito che per  volontà della senatrice Adriana Poli Bortone cerca di proporre ed esprimere idee per una Puglia migliore. Sono qui questa sera per un’Acquaviva migliore che nonostante i giorni mesi e anni soffre da oltre un ventennio. La colpa è di tutte le forze politiche  di tutte le ideologie ma soprattutto di noi stessi che siamo propositivi all’indomani di un’elezione. Un centro storico fatiscente, il più fatiscente del sudest barese, un teatro incompiuto, un’Acquaviva esteticamente brutta; abbiamo perso anche il canile comunale ed è offensivo è un resort a 5 stelle per gli amici a quattro zampe; i vigili urbani tanto criticati che si impegnano quotidianamente per questa comunità ma che vivono un disagio interno allo stesso corpo di polizia municipale.  Il mio è un partito di centro destra, ideologicamente si offenderanno i più, ma  la mia è un’ideologia moderata di centro destra. Il bene di Acquaviva non ha  colore politico. Io ho sposato  e perorato la causa Squicciarini perché è un ragazzo come noi, è  il più giovane dei candidati.  Acquaviva è abituata a vivere di sospetti: di tramare sottobanco, ma chi c’è dietro Squicciarini. Questo a me non interessa io so cosa c’è avanti: sono candidati credibili, sono poco simpatici ma sono leali ed onesti. Io, e concludo, proseguirò in altre occasioni negli spazi di Io Sud, voglio sostenerlo questo ragazzo e dargli fiducia. Perché mio padre come più volte ho detto mi parla di un’Acquaviva bella degli anni Sessanta e Settanta e primi anni Ottanta, io voglio da giovane, insieme a voi giovani,  sostenere Francesco Squicciarini e rivedere e riprogrammare insieme all’opposizione a prescindere da quello che è il colore politico un’Acquaviva migliore e sono certo che con Francesco Squicciarini alle parole seguiranno i fatti. Concludo: Francesco, io ti sto guardando negli occhi come mesi fa mio padre mesi fa guardò me, peccato che non ce l’ho fatta per pochi voti,  io ti do fiducia e te ne stiamo dando  sono certo che rappresenterai Acquaviva nel migliore dei modi con giustizia, equità e democrazia che in questo paese manca da molto tempo”.

 

E’ stata, infine, la volta di Francesco Squicciarini: “Ringrazio quanti mi hanno preceduto e mi  hanno presentato. Quello che avete visto  è il senso di un gruppo che si è formato  su un’idea comune, la nuova idea di città. Rocco ha sfogato una voglia che da troppo tempo viene oppressa da una  città che non ascolta e non sa cogliere le opportunità. Io ringrazio tutti quanti siete qui questa sera con questo freddo è difficile stare ad ascoltare. Comincio con un ringraziamento, solitamente i ringraziamenti si fanno alla fine dell’intervento, io voglio ringraziare tutte le persone che sono qui questa sera con me e tra di voi, che fin da subito hanno voluto condividere l’unico vero progetto  di cambiamento per questa città.

Questo ringraziamento lo devo loro perché è un percorso che abbiamo incominciato insieme, abbiamo cominciato  quando ci siamo resi conto che la città stava vivendo una fase di oscurità. L’idea è quella di accendere la luce in questa città, di tornare a guardarsi negli occhi , di comprendere che siamo ancora una comunità, un senso che purtroppo abbiamo  perso in questi ultimi anni. Dobbiamo ritrovare in noi stessi  la forza per tornare ad essere una vera  comunità, tutti uniti verso un obiettivo comune, non possiamo più immaginare una città come un’isola deserta.  Questi tempi ci obbligano al confronto quotidiano con i territori che ci stanno attorno, ormai bisogna operare in rete, sfruttare le proprie risorse e potenzialità per competere quotidianamente e ci chiede a  gran voce di creare le condizioni per lo sviluppo di questa città . Io ho in mente un’immagine, vedo questa città come un campo di girasoli che nell’oscurità hanno chinato la testa verso il basso, dobbiamo offrire a questa città il sole della speranza, offrire a questa città un’occasione di riscatto.

Questo significa creare tutti insieme le condizioni  affinché i cittadini acquavivesi ritrovino dentro se stessi la forza per costruire insieme il futuro  di Acquaviva. In questi giorni incontrando i cittadini, una delle domande ricorrenti era quali fossero le motivazioni che spingono un giovane a candidarsi a dare la propria disponibilità, faccia e impegno per la comunità . io devo dire che sono le motivazioni di chi  quotidianamente vive questa città immerso in questa città,  di chi conosce gli odori, i vizi e le virtù, le abitudini di questa città. Sono le motivazioni di chi sente forte il senso del dovere e dell’impegno, la necessità di mettersi al servizio di questa comunità. È questo lo dobbiamo, è una tensione che viene naturale è come quando un nostro amico è in difficoltà, ha bisogno di aiuto , nessuno si pone la domanda perché devo farlo, lo si fa in maniera incondizionata per legame di affetto con questa persona così come la comunità. Questo ci spinge oggi a metterci in discussione e al servizio della comunità. Guardate mi rendo conto che per risolvere i problemi di questa città sono tanti, occorre avere la consapevolezza di quali sono i problemi e le urgenze di questa città. È  necessario vivere in questa città  tutti i giorni solo così è possibile ascoltare le voci inascoltate dei giovani da molto tempo  che non riescono a comprare una casa, camminare per queste  strade significa ascoltare la voce inascoltata dei tanti imprenditori e operatori economici che non riescono a ritrovare in questa città le motivazioni del proprio impegno c’è gente che si alza la mattina che dedica impegno, tempo, denaro, sacrificio ma questa città non restituisce nulla  ma toglie solamente;  camminare per queste strade significa ascoltare la voce inascoltata di tanti anziani che non riescono a trovare più  una loro collocazione in un tessuto sociale che li ha espulsi e invece della loro esperienza  dobbiamo farne tesoro per costruire davvero il tessuto di questa città; girare per queste strade significa anche ascoltare le famiglie abbandonate a vivere da sole in questi tempi difficili. Un messaggio chiaro deve arrivare a tutti loro noi non li lasceremo soli, al di là di quello che accadrà da parte nostra ci sarà tutto l’impegno  affinché la loro voce sia al centro dell’iniziativa del governo di questa città.

In queste settimane abbiamo condotto un lavoro come forze politiche, soggetti e movimenti, ci sono stai diversi momenti di interlocuzione con i tutti i soggetti presenti sul territorio, le associazioni, gli operatori economici insieme a loro ci siamo seduti attorno ad un tavolo  abbiamo deciso di immaginare quale Acquaviva vogliamo tra trenta quarant’anni, quale città vogliamo consegnare ai nostri figli e nipoti. Negli ultimi anni troppi treni sono passati davanti alla nostra città, carichi di opportunità e di sviluppo per la nostra città, ma li abbiamo visti partire; li abbiamo potuti solo salutare con il fazzoletto bianco sulla banchina come chi vede una speranza  andare via per sempre da questa città. Questo noi non possiamo più permettercelo, dobbiamo mettere tutto il nostro impegno affinché quei treni  tornino a passare per la nostra città e da quei treni  scendano opportunità di crescita e di sviluppo per la nostra comunità. Questo lo faremo insieme.

Quello che abbiamo creato non è una coalizione, è un gruppo di persone che  parte dalla consapevolezza condivisa di una città che è in grande difficoltà, in ginocchio  questo sia un dato oggettivo e inconfutabile. Siamo in una situazione di emergenza: non possiamo più perdere tempo.  Il lavoro condotto in queste settimane ha portato all’elaborazione di una proposta programmatica che può da subito generare impatti ed effetti positivi sulla nostra comunità. Dobbiamo però fare i conti con la realtà, con l’eredità che chi ha governato prima di noi ci ha voluto lasciare, parliamo di  anni di malgoverno e di miopia politica, di un bilancio che non rispetta il patto di stabilità  e per questo si pone  un macigno enorme sulla possibilità di governo della futura amministrazione. Ma questo non ci spaventa, davanti alle difficoltà sappiamo come reagire, mettiamo in campo tutte le nostre energie e capacità; daremo vita a delle progettualità  che da subito potranno avere un impatto immediato sulla comunità perché non abbiamo la possibilità di perdere tempo. Guardate da una situazione di emergenza di esce con la calma, la tranquillità  con la consapevolezza dei propri mezzi e con le idee chiare  su che cosa e come si può fare per uscire dalla situazione di  crisi profonda in cui versa la città.  Davanti ad un bilancio che potrebbe vincolare l’azione di governo  abbiamo condotto un’analisi approfondita, sappiamo quali sono le difficoltà  abbiamo  individuato gli strumenti più idonei affinché questa difficoltà venga rimossa da subito. I temi sul tavolo sono tanti: il PRG  ad esempio ha occupato le pagine della cronaca politica piuttosto che la storia urbanistica di questa città. Noi non consentiremo a nessuno per il proprio interesse esclusivamente personale di far si che il piano regolatore non venga offerto a questa città. Siamo consapevoli dei grandi limiti che questo strumento ha, ma è necessario per i tecnici definire un sistema di regole in cui tutti sono messi   nelle stesse condizioni per operare. Ritorno alla provocazione di questa cassa poco armonica, davanti ad un problema non siamo bravi a guardare attorno a noi ma siamo bravi a cercare al di fuori della nostra comunità  chi deve risolvere questo problema. Questo non possiamo più permetterlo, abbiamo  delle intelligenze, delle capacità e dei tecnici  che conoscono decisamente meglio il nostro territorio e sicuramente sapranno fare un buon lavoro per la nostra città . È chiaro, una volta che il PRG verrà restituito alla nostra comunità riapriremo insieme una nuova stagione urbanistica per la città,  chi meglio di chi conosce il territorio su cui opera quotidianamente. Impariamo a difendere l’acquavivesità , non possiamo immaginare di aspettare ogni volta l’arrivo di  messia che viene chissà da dove che porta le sue conoscenze, e si propone di risolvere i problemi di una città che non conosce.

Questo  non possiamo consentirlo, nessuno può venire qui a dire cosa fare e come farlo. C’è un altro dato riferito al PRG ai limiti che tutti noi conosciamo ci siamo seduti attorno ad un tavolo  e abbiamo avviato un canale preferenziale con l’interlocutore principe che è la Regione Puglia che definisce il quadro normativo entro cui bisogna attenersi  per l’applicazione di questo strumento vogliamo aprire un tavolo di confronto affinché questi limiti vengano superati e il PRG sia una scintilla capace  di innescare tutti i meccanismi di sviluppo di cui questa città ha bisogno.  Come dicevo prima i temi sul tavolo sono diversi, ne cito alcuni perché avremo sicuramente altre occasioni per confrontarci sulla nostra proposta programmatica. Mi riferisco all’ospedale Miulli e PRG due temi ricorrenti negli incontri di questi giorni con la cittadinanza. Ritengo che vada chiusa definitivamente la stagione dei conflitti che non ha prodotto nulla di buono per questa comunità. Va aperta una stagione di dialogo paritario: l’Ente da una parte l’Amministrazione comunale dall’altra  che ben chiare le idee, le esigenze e gli interessi di questa comunità in modo da dare una risposta definitiva a tutte le progettualità  che noi abbiamo già in mente e che vi illustreremo nei prossimi giorni.

Sono tanti i giovani che hanno condiviso fin da subito questo progetto. Il dialogo con i giovani e con tutti i soggetti è diventato il metodo nuovo  rispetto a quanto ci era stato offerto finora ad Acquaviva. Quello della partecipazione al momento delle scelte sarà strumento che applicheremo in ogni momento della nostra attività amministrativa. Il bilancio partecipato  è un esperienza che comuni più piccoli già hanno avviato, è un modo di condividere delle scelte, la programmazione di un Ente e  condividere la costruzione del futuro di una città, significa per chi governa avere la consapevolezza dei propri  mezzi, credere nelle  proprie idee ma mettersi continuamente in discussione in un  continuo momento di dialogo con i cittadini.

Mi accingo a chiudere perché il tempo sta scadendo. Avrei potuto fare il comizio mettendola sul piano della polemica politica, avrei potuto dire vedete che da quella parte c’è chi ha ridotto la città in queste condizioni, chi sotto mentite spoglie  si cela chi ha messo in ginocchio questa città; da quella parte indistintamente ci sono le responsabilità di chi  vuole riproporsi al governo di questa città, questo non lo faccio perché quello che vogliamo offrirvi  sono elementi di conoscenza vogliamo mettervi  in condizione di valutare, perché solo conoscendo chi c’è dietro un nome e una proposta programmatica, voi sarete sicuramente in grado di valutare quale sarà la proposta programmatica migliore per questa città.

Dall’altra parte nonostante i candidati siano due  devo dire che c’è stata una condivisione tra i soggetti  c’è una spina dorsale di quella che è stata l’ultima esperienza amministrativa che si è divisa  tra i due candidati: ormai le persone le conosciamo tutti, sappiamo benissimo chi ha messo in ginocchio questa città.  Ebbene quello che vi dico  è che l’unico  vero progetto di cambiamento per questa città è rappresentato da questo progetto, ci stiamo mettendo la faccia e l’impegno; per la prima volta,come ha già detto qualcuno che mi ha preceduto  diciamo non solo cosa vogliamo fare ma anche entro quando realizzeremo i nostri progetti. Questo significa avere il coraggio delle proprie azioni e la consapevolezza delle proprie idee e significa mettersi continuamente in discussone. Questo non mai stato fino ad ora. L’invito che vi faccio è di condividere subito questo progetto che serve alla città; la credibilità dei progetti la danno le persone che sono qui vicine a me. Credo che tutti insieme potremo costruire un’altra Acquaviva».

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