Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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Valentina Tafuni: “Noi giovani siamo l’ago della bilancia”

valentina tafuni

  

Nuovi pensatori crescono. Tra il declino e una rinascita generazionale. È il caso della ventunenne Valentina Tafuni: di recente, nuovo segretario dei Giovani Democratici ad Acquaviva; succedendo al predecessore Stefano Bianco. I Giovani Democratici è nota come la compagine giovanile del PD. Valentina è giovane, ma non vede l’ora di mettere in campo le proprie capacità. Nonostante limiti e barriere di ogni giorno, ha in serbo una grande energia. Conosciamola insieme.

La Tafuni_nuovo_vessillo_della_GD_acquavivese

Presentiamoci: chi è Valentina Tafuni? In quali valori, o ideali politici, crede?

“Una ventunenne come tante altre, che corre a perdifiato dietro i propri obiettivi nonostante le previsioni per il futuro della sua generazione non siano rosee, ma pallide. Tra questi obiettivi ci sono una laurea in Lettere e un lavoro che gratifichi e alimenti sempre le passioni. Tra le speranze, invece, la possibilità di visitare altre parti di mondo, senza dover magari invidiarle per le prospettive di vita che riescono a offrire rispetto al nostro Paese; e vedere un’Italia diversa. Credo nell’onestà, quella incorruttibile a qualunque costo; nella libertà in ogni sua forma, o meglio in tante libertà individuali che camminano fianco a fianco con lo stesso passo senza superarsi o porsi ostacoli a vicenda; nel senso di responsabilità, vista non come un peso ma come valore nobilitante; nel senso di uguaglianza che non annulli le diversità, al contrario le comprenda in un unico abbraccio. Nell’altruismo, nella giustizia e nel rispetto. Infine credo fermamente nel coraggio. Tutto si inchina al coraggio, anche le più grandi difficoltà. E il coraggio impone delle sfide.

Anche per questo, quando, quasi per caso, un giorno di due anni fa sono venuta a contatto con la realtà dei Giovani Democratici, mi sono detta che il cambiamento non era delegabile. Che quella spinta interiore a lottare andava assecondata e la sfiducia scrollata via di dosso, partecipando attivamente. Col tempo ho capito sempre di più quanto questa scelta fosse importante, perché noi giovani siamo l’ago della bilancia tra il declino e la rinascita. In questo contesto mi sono interfacciata con storie e punti di vista anche diversi dai miei, però ad accomunarci è stata sempre la voglia di scongiurare qualsivoglia forma di rassegnazione e di far sentire la nostra voce. Da luglio scorso sono segretaria di circolo, avendo raccolto il “testimone” da Stefano Bianco. Se sono nei GD è grazie a lui, che mi coinvolse a suo tempo in quest’avventura.”

Ma lei sente i suoi valori, i suoi ideali, come una prerogativa propria della cultura del PD o li ritiene provenienti dalla società civile?

“Sicuramente gran parte dei miei valori li sento prerogativa propria della cultura, dalla storia così poliedrica e particolare, del partito in cui mi riconosco e in cui ho deciso di spendere le mie energie. Ma credo che non ci possa essere un distinguo netto tra quelli che sono i valori politici e quelli provenienti dalla società civile. Ciò che viviamo e ciò in cui crediamo non sono cose relegate in compartimenti stagni che non si toccano mai, bensì sono confluenti, perfino si rafforzano grazie a questa osmosi. Nella buona politica, quella non curante degli scranni e vicina alle strade e alle persone, tale influenza dovrebbe addirittura diventare coincidenza. Vedo l’esperienza politica ideale come nient’altro che una trasposizione in chiave sociale della persona che si è, di come si sceglie di vivere, delle esperienze che si fanno, della propria sensibilità.”

Conferma che Pasquale Cotrufo ha lasciato la segreteria provinciale dei Giovani Democratici

per meglio affrontare l'esperienza da consigliere comunale ad Acquaviva? A suo parere, può definirsi tale scelta una soluzione, in ogni caso, giusta?

“Lo confermo, ma vorrei spiegare meglio. All’indomani dell’elezione di Pasquale Cotrufo quale consigliere comunale, e delle sue recenti nomine a delegato per la gestione dei beni confiscati alla mafia e a presidente della prima commissione consiliare, appare chiaro e comprensibile come l’esperienza a Palazzo De Mari meritasse un impegno incondizionato e costante. Ma questa ovvia considerazione potrebbe sviare dalle altre più significative e condivisibili ragioni che in realtà hanno mosso la sua decisione. E cioè il voler essere da esempio a quanti oggi credono che la politica sia soltanto occupazione di ruoli di comando e non strumento di servizio alla comunità, insieme alla ferma convinzione che la compagine giovanile provinciale fosse già pronta a dare il suo contributo fattivo alla nascita reale del partito. Ne sono dimostrazione lampante i traguardi raggiunti dai GD Terra di Bari nell’ultimo anno e mezzo, tra cui l’elezione di Liliana Ventricelli a deputato e i vari ruoli ricoperti, dopo un percorso di formazione politica, da nostri giovani rappresentanti all’interno degli apparati amministrativi territoriali. Non da ultimo la nomina ad Assessore di Antonia Sardone, che sta dimostrando capacità e voglia di fare, smentendo coi fatti gli scettici per il solo dato anagrafico.”

Rispetto ad altre realtà giovanili locali, ad Acquaviva i Giovani Democratici hanno cambiato segretario ben tre volte in pochi anni: a suo parere, è un fenomeno positivo? Oppure la cosa farebbe risentire un po' la qualità formativa ed esperienziale di ogni segretario di turno?

“Non credo assolutamente che questo ricambio sia segno di una carenza formativa ed esperienziale, anzi. Secondo la concezione che la giovanile del PD ha del partito, aderendo alle attività politiche ci si immette in un ambiente che stimola le conoscenze, il dibattito, la formazione stessa. Durante questo percorso si cresce, si scoprono inclinazioni, non si smette mai di mettersi in discussione e si arriva a confrontarsi a tanti livelli, locale, provinciale, regionale e addirittura nazionale. Man mano che la militanza va avanti, può capitare di andare a ricoprire altri incarichi, di affacciarsi a nuove esperienze e di dover lasciare la “palla” ad un altro della squadra. Tra l’altro questo avvicendamento denota l’assoluta lontananza da una visione di carica in aeternum. Quello che ci interessa non è il ruolo, bensì la sicurezza di portare avanti un gruppo attivo, sempre aperto, consapevole, entusiasta e coraggioso, che non abbia riserve nel sacrificare parte del tempo libero alla causa del partito donando il suo prezioso apporto in termini di idee e spirito. Nel caso di Stefano, che mi ha lasciato le redini del circolo, c’è stata l’idea che, con un rappresentante più giovane di lui di qualche anno, magari si sarebbe riusciti ad intercettare le istanze e i punti di vista dell’ultimissima generazione di adolescenti, lontani sicuramente in qualcosa da quelli della fascia più adulta del gruppo. Ciò dimostra che ci si mette al servizio per la crescita di gruppo, non individuale. A questo punto mi viene spontaneo riformulare la domanda iniziale al contrario, un interrogativo che mi sono posta parecchie volte. Perché le altre realtà giovanili locali sembrano meno inclini al ricambio?”

Quali sono i prossimi progetti dei Giovani Democratici ad Acquaviva?

“I progetti dei Giovani Democratici Acquaviva sono tanti: riguardo quelli a breve termine, intendiamo riprendere le fila di ciò che avevamo già iniziato e lanciato come partito durante la campagna elettorale e ancor prima di essa. Abbiamo infatti protocollato una lettera all’Amministrazione per l’adesione al Codice Etico “Carta di Pisa”, atto, tra le altre cose, a regolamentare le azioni di palazzo in termini di trasparenza e lotta al conflitto d’interessi. Vorremmo riprendere altresì la proposta sulle modalità di scelta degli scrutatori. Ben presto ci saranno novità sull’istituzione della Consulta Giovanile, tema che ci sta molto a cuore, il cui progetto era stato presentato da noi ma poi bloccato nel suo iter a causa della caduta della scorsa amministrazione. A livello ancora embrionale, pensiamo a proposte in tema di Consulta delle Donne, cittadinanza onoraria ai figli dei migranti, open source amministrativo. Non trascureremo la sensibilizzazione al problema delle barriere architettoniche, del cui progetto mi riservo di non aggiungere particolari: posso solo dire che l’idea è molto originale e andrebbe a scardinare parecchi punti di vista. Senza dimenticare la volontà di metter su un percorso di formazione politica cittadina. Il progetto principale rimane del resto quello di collaborare attivamente al lavoro dei nostri rappresentanti di partito e di tutta l’Amministrazione con proposte costruttive e edificanti, sicuri e felici che questa compagine governativa sia ben attenta alla voce giovanile. Sempre più giovani (anche di età) si avvicinano e condividono con noi le loro idee, dimostrando che la coscienza sociale non è imputabile agli anni. Questo è un momento importante per i Giovani Democratici e per tutto il Partito Democratico: serve che il motore propulsore per la vera svolta siano i rami più giovani. A questo proposito, invito coloro che volessero partecipare e mettersi in gioco, a contattarci all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o attraverso la pagina facebook Giovani Democratici Acquaviva. Datevi sempre la possibilità di essere protagonisti in prima persona del cambiamento.”

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