Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Il Consiglio Comunale salvi il suo Osservatorio Astronomico

Osservatorio astronomico_comunale_di_acquaviva

 

Mentre “a nuttata” non passa e il nostro pensiero di astrofili sembra trovare rifugio in tutta sicurezza non lontano da qui, nel trattato sulle Comete del medico e astronomo acquavivese Domenico Antonio Mele, invitiamo ogni “addetto ai lavori” alla serena rilettura della nostra comunicazione urgente del 17 settembre scorso (pubblicata dai media in epigrafe)…anche di quelle altre, tante come grani del Rosario.

Dopo l’incomparabile meteora Santino Ventura e quelle di pochi altri, ci rattrista molto constatare la palpabile superficialità di Palazzo De Mari quando da tempo non si fa carico per scelta delle pesanti necessità dell’Osservatorio Astronomico Comunale, uno fra i pochi pubblici italiani, rifiutando per altro ogni rapporto con il settore privato.

Non v’è attenzione a sufficienza per questa scuola speciale troppo spesso palla oblunga di strane e cicliche partite di rugby cagionate dall’involuzione della politica.

Intanto, in senso tecnico, occorre bandire dal dire frenetico (e l’Ente Comune dagli atti) il termine “contributo” giacchè quello finora erogato non è mai stato a “fondo perduto” e quindi dicasi necessariamente “corrispettivo” legato alla stipula di una Convenzione per la gestione gratuita del Polo Scientifico.

Lo dimostra l’atto speculare obbligatorio del rendiconto annuale.

Poi, ove la massima assise cittadina fosse improvvisamente disponibile, parliamo dell’irresistibile avanzata dell’inquinamento luminoso che, alla nostra latitudine, entro breve termine, accecherà irrimediabilmente ogni nostro telescopio, specie quello principale.

Perché non si applica il Regolamento Comunale e la Legge Regionale contro l’inquinamento luminoso?

Perché non chiedete dell’assurdità delle magnitudini degli oggetti nella nostra volta celeste?

Perché non fronteggiate l’autorizzazione alla caccia nel Sito d’Importanza Comunitaria “Bosco di Mesola” in prossimità dell’Ospedale Miulli e dell’Osservatorio Astronomico?

Perché non ridisegnate gli accessi assai pericolosi dalla strada provinciale al Polo Scientifico? Dove ubicare i parcheggi?

Servono risposte: il potenziamento possibile dell’Osservatorio Astronomico, al pari dell’Ospedale Miulli, perché lo reputate incompatibile con la risorsa del SIC “Bosco di Mesola”?

Perché rifiutate la dotazione di nuovi spazi energeticamente autosufficienti che possono derivare da importanti gesti di mecenatismo?

Diversamente, chi monitora l’affidabilità delle reti pubbliche in quella contrada e in quali spazi poi garantire in sicurezza le attività laboratoriali?

Chi “bonifica” l’area e in particolare le murature a secco circostanti?

Chi contrasta, facendo prevenzione, il rischio incendi nell’areale?

Vi chiedete o no se dopo trent’anni serve, oppure no, una straordinaria manutenzione della cupola se non proprio il suo rinnovo?

C’è un Piano Strategico per il rilancio dell’Osservatorio Astronomico Comunale? ………………..Si c’è.

 

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