Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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Pino Chiechi: “Euroschiavi, un semplice invito a riflettere”

pino chiechi

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In questi giorni, abbiamo notato Acquaviva curiosamente tappezzata da particolari manifesti dal titolo “Euroschiavi”. Titolo al quanto insolito (se consideriamo i problemi reali della città – come ad esempio, il PRG), oltre che palesemente euroscettico. Chiediamo il perché proprio a Pino Chiechi (già Assessore allo Sport nei primi anni duemila – giunta Pistilli): giacché la firma è quella della Lista Chiechi – Acquaviva Nel Cuore. Lista non presente a Palazzo De Mari, ma un tempo nota come costola acquavivese della Fiamma Tricolore (2001). Fu alleata di SEL nella corsa elettorale del 2010.

Che significato ha il manifesto Euroschiavi? Quanto può seriamente influenzare la vita degli acquavivesi?

“Con il manifesto Euroschiavi, voglio dare una lettura diversa al problema debito pubblico. Non chiedo di influenzare la vita degli acquavivesi, ma vorrei informarli su un mondo, per così dire, freddo: quello della Banca Centrale Europea… e dell’ampia costellazione di banche al suo seguito. Responsabili, senza scanso di equivoci, del destino dei risparmi dalla gente comune. L’aspetto curioso è quello di acquistare le banconote euro dalla Bce nel valore stampato e non già nel valore reale di stampa, aumentando così il debito pubblico: giunto alla stratosferica somma di circa 2.000 miliardi di euro e creando i presupposti per nuove tasse, aumenti Iva, ed inasprimento dei prezzi sui beni di largo consumo. Di conseguenza, conosciamo l’indebitamento del cittadino e delle imprese con le stesse banche. Quest’ultime hanno poi la possibilità di gestire titoli di Stato: comprati al tasso dell’uno percento; per poi collocare il denaro sul mercato ad un maggiore tasso di interesse.”

manifesto euroschiavi

A parte il generico euroscetticismo, cosa, in fatti concreti, possiamo fare per i commercianti acquavivesi, per i disoccupati acquavivesi, per le imprese acquavivesi, e per le famiglie acquavivesi?

“La mia non vuole essere un’insensata provocazione, ma un semplice invito a riflettere: per dimostrare che in questo momento si può credere in una visione differente. Una visione per affrontare il grave problema della crisi, della disoccupazione e del rilancio delle economie cittadine. Credo in una visione che sostiene, ad esempio, l’istituzione di una banca del sud: una banca che finanzi le imprese a tassi dell’uno percento e per almeno 5 anni. Questo sarebbe utile per creare ossigeno alle attività commerciali: a ciò dovrebbe anche seguire una rapida convocazione delle associazioni dei commercianti, degli artigiani e delle imprese. Il tutto magari monitorato dalla C.C.I.A.A. di competenza, dal Ministero dello Sviluppo, dai sindaci... Io invito a riflettere dal basso su questi temi che ho ritenuto come importanti… Ritengo altresì importante confrontarsi su queste idee nei blog, tipo GenLocal, per migliorare la bozza di primo intervento.”

Se osserviamo bene, il manifesto Euroschiavi esprime un comportamento elettorale preciso: evoca parole, ad esempio, riconducibili alla Fiamma Tricolore. (Suo ex-partito... o non più "ex"...) Cioè: Un comportamento su scala nazionale e non certamente locale. Cosa significa? Acquaviva Nel Cuore ha promosso da sola Euroschiavi o si comporta come una costola di un partito già noto sulla scena nazionale?

“L’utilizzo dei termini contenuti nel manifesto sono una libera espressione e una precisa denuncia su quello che potrei definire come un velato inganno: affinché non si resti facilmente narcotizzati da notizie mediatiche che intendono distogliere la pubblica opinione da verità da non sottovalutare.”

Acquaviva Nel Cuore potrebbe mai coalizzarsi o aderire direttamente alle iniziative di Alessandro Longo, coordinatore acquavivese di Fratelli d'Italia?

“Si può condividere o aderire liberamente alle iniziative di Alessandro Longo o di altro soggetto, purché le iniziative siano interessanti, intelligenti, e per affrontare, risolvere, proporre soluzioni o denunciare angherie nei confronti della gente comune… che resta spesso in silenzio e spesso senza avere opportunità di dar voce alla propria opinione.”

Ringraziamo Pino Chiechi per i suoi interventi: ad ogni modo, invitano a riflettere. Poi, ognuno può maturare idee del tutto differenti. Una cosa è certa: oggi la crisi c’è. E cerchiamo di accettarla. Accettare, all’italiana, significa poi “lasciare il mondo come sta”. Senza vivere grandi cambiamenti. L’unico scenario davvero curioso resterebbe solo il significativo peggioramento. Cosa indubbiamente non gradita.

Europeismo ed euroscetticismo sono opinioni atte a valutare a parole i grandi sistemi: per cui ogni singolo cittadino europeo è libero di assumere, o meno, un’opinione. Ed è pacifico. Il problema è la crisi… materiale e tangibile. Questa bussa, ormai, nelle case di tutti gli europei: fra chi “regge la botta” e chi “la regge meno”. Se dovesse infelicemente protrarsi, potrebbe promuovere governi sempre più forti: “europeisti” quanto “euroscettici”…

Innanzi ad una ipotesi simile, magari fantasiosa (per carità e figuriamoci), forse la soluzione per aiutare l’Europa è diffondere una nuova cultura della solidarietà: ovvero, creare (ipotizziamo) dei laboratori di osservazione per monitorare le economie locali, l’andamento del mercato del lavoro, e il potere di acquisto delle famiglie... Promuovere il ritorno all’orto (avete letto bene) e favorire una cultura del risparmio, del chilometro zero e dell’acquisto dei prodotti locali. Altro tassello è chiedere, dal basso, più democrazia e più trasparenza dei conti di gestione della pubblica amministrazione... (Attenzione: tutto ciò può sembrare molto banale. Facciamo attenzione…) Se gli europei, dai greci ai tedeschi, non comprendono l’importanza di tutelare, dal basso, semplici esercizi di democrazia, diretta o semi-diretta o qualsivoglia, e la cura delle economie locali, la conseguenza più triste potrebbe essere una futura fase di stallo… E serviranno, ipoteticamente, a destra come a sinistra precise piattaforme civiche per “controllare”, “fare sindacato attivo”, sulle attività delle istituzioni. Partendo dalle attività dei singoli comuni. (…E perché?) Se la crisi avanza, europeismo ed euroscettismo resteranno solo opinioni: perché vedremo in giro idee sempre più radicali ed atte a mettere in discussione quella democrazia così come finora l’abbiamo sempre conosciuta. (Ecco perché la famosa riflessione di prima non era così banale. La Grecia insegna. Per il resto, auspichiamoci la fine della crisi.)

 

 

Commenti  

 
#1 Saverio F Iacobellis 2013-09-12 08:31
UNA NOTA ALL'ATTENZIONE DEI LETTORI: Promuovere campagne di sensibilizzazio ne contro la crisi non è un fenomeno negativo. Anzi, è forse da non sottovalutare. Però, occorre riflettere. Oggi la crisi c'è e l'accettiamo. Per quanto concerne europeismo od euroscetticismo sono e restano opinioni normalmente espresse in democrazia. Va bene. IPOTIZZIAMO, ora, un peggioramento della nostra Crisi: PROBABILMENTE si sentirà l'esigenza di governi che facciano maggiore cassa. (O no?) E questi potrebbero essere indirizzati in scelte particolarmente forti. In scelte europeiste oppure tranquillamente euroscettiche. E dove l'euroscettismo potrebbe farsi largo con un'idea politica molto più radicale... Di fronte a queste ipotesi (non eleganti), forse è giusto che il cittadino comune, oltre che essere un semplice contribuente che si reca alle urne, si interessi maggiormente della vita politica del proprio paese... Partendo dal basso: andando a sondare problemi economici locali, riscoprendo poi un valore di comunità e solidarietà, e chiedendo alle istituzioni più cortese trasparenza contro gli sprechi e maggiore partecipazione popolare (democratica) alla formulazione di nuovi divieti o riforme. Ma perché tutte queste parole? Per evitare di immaginare l'Italia come la nostra vicina Grecia. Perciò, benvenga ogni campagna contro la Crisi: che sia pro-UE od euroscettica... Ogni manifesto, concerto, film, cortometraggio. .. destra, centro o sinistra... MA ricordiamoci, PERO', del "sociale" e "curiamoci" della Crisi presente fra le nostre case, i nostri esercizi e le nostre imprese. SE CI SONO INTERVENTI, COMMENTI, BENVENGANO. Grazie.
 

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