Martedì 13 Novembre 2018
   
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Compagnia delle Arti: "Per il lavoro,la crescita e lo sviluppo"

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Al Sindaco di Acquaviva delle Fonti
Davide CARLUCCI

 

Agli Assessori

Francesco BRUNO
Austacio BUSTO
Luca DINAPOLI

Antonia SARDONE

Annamaria VAVALLE

 

Oggetto

Sull’inesistenza dell’interpretazione autentica e atto d’indirizzo nonostante l’ennesima istanza del 5 luglio 2013 per le Aree F5 di Riqualificazione Urbana / “Attrezzature e impianti d’interesse generale” nel P.R.G. sub iudice.

 

A tuttoggi 2 settembre 2013, inspiegabilmente, contro ogni previsione e aspettativa, non giunge alcun riscontro, nemmeno cenni di prospettiva, per la fitta sequenza di rilevanti proposte (anche per fronteggiare gravi inadempienze di Palazzo De Mari) tutte finalizzate ad introdurre la Città verso la GOVERNANCE…e nell’immediato favorire la crescita, l’occupazione e lo sviluppo.

In un paese che invecchia e non denota tensione abitativa, dove le famiglie risultano essere 7761 mentre dispongono di 8.086 case, dovremmo imbatterci in una “classe dirigente e di governo” che attinge anche al puteale del Sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni (cfr. Il Sole 24 ore del 23/08/2013 “Il ruolo dei privati insostituibile sostegno per la valorizzazione dei Beni Culturali”) o alle migliori sperimentazioni di principi innovativi in un “Piano dei Servizi” per il territorio locale…no, tutto questo, ancora una volta, non accenna a concretizzarsi. E dunque, riferendoci doverosamente alla nozione urbanistica corrente di “spazio pubblico” e all’opera di A. Bagnasco, H. Blumer, D. Calabi, F. Indovina, G. Capano, M. Giuliani, P.L. Crosta, O. De Leonardis, B. Dente, J. Dewey, C. Donolo, W. N. Dunn, G. Ferraro, M. Foucault, A. Giddens, J. Habermas, H. Lefebvre, E. Lelievre, Ch. Lindhlom, G. Martinetti, A. Melucci, L. Pellizzoni, A. Pizzorno, A. Pred, E. Preteceille, G. E. Rusconi, P. Schmitter, W. Streeck, E. W. Soja, A. Tarrius, N. Thrift, M. Walzer, M. Wiel…a quando il “Piano dei Servizi” di Acquaviva delle Fonti?

  1. a)E’ uno strumento utile ad accertare l’offerta e la domanda di servizi espressa dalla popolazione;
  2. b)distingue i servizi indispensabili (che si computano ai fini delle dotazioni di legge) e quelli e d’interesse pubblico o generale, a loro volta distinti in pubblici e privati;
  3. c)crea il catalogo dei servizi per la città;
  4. d)non è un prodotto definito una volta per tutte, è sempre modificabile per il suo costante aggiornamento e soprattutto non ha termini di validità;
  5. e)distingue fra servizi localizzati (ad esempio verde e infrastrutture) che conformano il regime giuridico dei suoli indicati dall’Amministrazione Comunale e quelli da localizzare (servizi alla persona sia pubblici che privati) che sono realizzabili ovunque;
  6. f)disciplina la destinazione delle aree da acquisire a mezzo della perequazione urbanistica e del trasferimento dei diritti edificatori;
  7. g)riconosce un indice unico di utilizzazione territoriale per i servizi localizzati e quelli da localizzare;
  8. h)riconosce i diritti edificatori liberamente trasferibili per i servizi localizzati e liberamente utilizzabili per quelli privati da localizzare;
  9. i)crea i NIL / Nuclei d’Identità Locale quali unità di verifica e progetto della dotazione del fabbisogno dei servizi.

La deliberazione di Giunta Regionale del 13/11/1989 n° 6320Approvazione criteri per la formazione degli strumenti urbanistici e per il calcolo del fabbisogno residenziale e produttivo” sottolinea infatti il dato secondo il quale il DM 1444/’68 non individua tutte le tipologie di attrezzature necessarie per il perseguimento di un accettabile livello di civiltà. Il P.R.G. pertanto deve quantificare, localizzare o comunque consentire l’insediamento di ulteriori tipologie di attrezzature a livello di quartiere o di centro urbano…anche se alcune di esse non necessitano di una specifica destinazione d’uso: nonostante il P.R.G. preferito inspiegabilmente “sub iudice a lungo termine” (con la malcelata speranza di arginare il giudizio dei Giudici con una consistente quota di aree nel frattempo trasformate), malgrado il dileggio della deliberazione consiliare unanime 42/2012 che invece conferma la necessità dell’istanza di prelievo al Consiglio di Stato, ad un passo dalla diffida, perché non riscontrate l’istanza in oggetto sul “corretto uso” delle aree F5 di Riqualificazione Urbana?

Non è blasfemia, ma a quale Madonna intendete votarVi per la costituzione della Fondazione di Partecipazione per l’Economia della Cultura e la realizzazione del CIVIC CENTER proposto al Comune di Acquaviva delle Fonti da imprenditori e dall’IISS Rosa Luxemburg il 7 maggio scorso (prot. 3058/D1.3)?

Analizzate l’abaco allegato estratto dalle Norme Tecniche di Attuazione del P.R.G. sub iudice: è ancora sostenibile per il Comune di Acquaviva delle Fonti perseverare nella grave discriminazione quando la scelta di consentire la realizzazione di attrezzature sanitarie e assistenziali sembra possibile solo per taluni siti se si escludono i 3 già Miulli?

Per quel poco che serve in un Comune di “frontiera”, l’istanza è formulata ai sensi e per gli effetti della L. 241/’90.

Come potrà mai essere “Acquaviva bellissima”?

 

Acquaviva delle Fonti, 02/09/2013

 

 

arch. Rocco Lombardi

Presidente di Compagnia delle Arti

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scheda 

Commenti  

 
#2 giusy 2013-09-04 03:14
La compagnia delle Arti, ingiustamente ignorata dall'amnininist razione Squicciarini, quale trattamento riceverà dall'amministra zione Carlucci?
 
 
#1 nectar 2013-09-02 18:13
siete prolissi quando parlate e quando scrivete!! avaaast! acquaviva non vi vuoleeeee!!! lo volete capire?!?! la sua scelta l ha fatta! basta. tornate ai vostri lavori!
 

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