Martedì 13 Novembre 2018
   
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Mario Radogna: “La Giovane Italia potrà solo crescere”

mario radogna

 

AcquavivaNet intervista il dott. Mario Radogna, coordinatore acquavivese della Giovane Italia; compagine giovanile della PDL. Il partito di Silvio Berlusconi, a livello nazionale, è tuttora in fase di transizione, rifondazione: si prospetta il ritorno di Forza Italia; un nome simbolo della nascita della Seconda Repubblica… Ma cosa pensa un giovane di centrodestra, con provata esperienza politica, del ritorno di Forza Italia?… E che fine farà la Giovane Italia?

Radogna resta fermo nelle proprie posizioni: ottimista, carico, e motivato. Per un centrodestra acquavivese fiero ed unito. E… la Giunta Carlucci? È ancora presto per esporre giudizi di merito. Accoglie appieno il monito generale di Franco Montenegro, capogruppo locale PDL: “Si riparte dalla militanza”.

Cosa pensa del ritorno di Forza Italia? Come potrebbe ripartire quella parte di centrodestra un tempo configurata nella PdL?

“Credo che sia una scelta fortemente voluta dal leader nazionale Silvio Berlusconi, poiché rappresenta la volontà di riportare in auge la rivoluzione liberale, l’entusiasmo del 1994, la voglia di far partecipare i cittadini ad un pensiero libero, vicino alla produttività e al coraggio di fare tanto per la propria Nazione. Il centrodestra è senza dubbio un contenitore enorme, finora rappresentato dalla grande “Balena Azzurra” denominata PDL… ma che adesso cambia volto, si spoglia dei formalismi di una organizzazione e di una struttura molto pesante, per alleggerirsi attraverso Forza Italia.

Mi pare di capire però che il Popolo della Libertà resterà comunque come area dei moderati di coalizione che conterrà altri partiti, alcuni nati da poco come Fratelli d’Italia.

Ed altri che probabilmente, forse, devono ancora nascere.”
A tal punto, quale sarà il ruolo futuro della Giovane Italia? In caso di scomparsa, cosa potrebbe accadere?

Il ruolo della Giovane Italia Acquaviva continua incontrastato… Ovvero: quello di essere precursore di grandi eventi culturali, mediatici e a volte anche di portata nazionale. Alle ultime elezioni comunali la Giovane Italia Acquaviva ha giocato un ruolo cruciale nel coinvolgimento di giovani: le 171 preferenze da me riportate in qualità di Coordinatore Giovanile ne sono un esempio importante... Se non avessimo lavorato come una grande squadra, come dei veri e propri amici fraterni, mai avremmo potuto ottenere un simile risultato. È senza dubbio un risultato importante che segna uno spartiacque tra chi ha una visione individualistica della gestione politica e chi invece lavora in squadra, in equipe, valorizzando le risorse giovanili, facendole partecipare, ponendole al centro dell’agone politico… e non emerginandole, oppure coinvolgendole solo al momento del bisogno.

È stata una risultante di sei durissimi anni di lavoro intenso che hanno portato a dei frutti ottimi.”
A suo parere, cosa pensa dell'analisi del consigliere Franco Montenegro sul centrodestra acquavivese? Troppi generali? Bisogno di vera militanza? E sull'analisi di Alessandro Longo, oggi esponente di Fratelli d'italia?

Credo che l’analisi di Franco Montenegro non faccia una piega, anch’io sono a favore di una vera militanza, come quella che a livello giovanile ho appena illustrato. Entrando nel merito del lavoro che abbiamo fatto noi giovani dirigenti giovanili della Giovane Italia. Senza dubbio una militanza che coinvolga tutta la base di centrodestra acquavivese è da ricercare, innanzitutto, nell’apertura di una sede permanente, dodici mesi all’anno, e che possa far partecipare i propri tesserati, o soltanto simpatizzanti, al dibattito interno del partito: con grande determinazione, sagacia e perseveranza… Per quanto riguarda l’analisi del responsabile di Fratelli d’Italia non entro nel merito, bensì sono felice che anche questo nuovo partito abbia un rappresentante ad Acquaviva delle Fonti: che sono sicuro potrà fare tanto per ricostruire il centrodestra. Tutto unito in questa città, e che ci porti alla vittoria alle prossime elezioni amministrative. L’unità la dobbiamo costruire da oggi: con grande capacità dialogica, incontrandoci e confrontandoci, sempre e costantemente.

Ed ecco perché accolgo con un plauso, l’auspicio di buon lavoro e partecipazione del responsabile di Fratelli d’Italia.”
Cosa pensa di questa Acquaviva bellissima?

Penso che l’amministrazione Carlucci ha un programma da portare avanti, che siano passati solo pochi mesi e come tale, in questa situazione, non si può fare un’analisi dettagliata per un’eventuale promozione o bocciatura. Spero possano lavorare nell’interesse della città. Adesso tutta la nostra attenzione di dirigenti di centrodestra deve essere focalizzata, non a guardare gli errori degli avversari, ma a costruire una classe dirigente all’altezza di vincere le prossime elezioni: per governare con un programma specifico, tutto improntato allo sviluppo economico della città. E, pertanto, improntato allo sviluppo sociale e culturale.”
Quali valori sostiene la Giovane Italia? In caso di scomparsa, anacronismo culturale, difenderebbe ancora i suoi valori o sarebbe già pronto a lasciarsi tutto alle spalle, salendo sul carro della prossima cultura dominante?

La Giovane Italia non scomparirà: anzi potrà solo crescere a livello comunale, poiché abbiamo seminato tanto in questi anni, e abbiamo creato degli ideali nuovi. Un’idea nuova di crescita sociale, di sviluppo culturale, di possibilità di dialogo, di confronto, di miglioramento costante e di educazione delle nuove generazioni. Una cultura dominante incentrata sulla voglia di fare, di costruire, di creare la passione politica per i nuovi dirigenti di centrodestra, per arginare il fenomeno della desertificazione culturale che purtroppo a volte attanaglia le nuove generazioni.”
Che opinione ha, in generale, dei giovani delle destre? A suo parere, quante destre esistono in Italia?

E a livello locale?

A mio parere la destra giovanile porta in sè valori importanti come la cultura, la famiglia, il lavoro, la lotta alla droga, la voglia di fare sempre meglio e di emergere grazie alla meritocrazia e al coraggio di mettersi in gioco. Io credo che il merito sia il passaporto per creare dirigenti capaci e motivati, il merito deve dare la possibilità al figlio di un impiegato di avviarsi alla scalata sociale, la capacità di essere sempre informati e aperti al cambiamento devono essere le peculiarità che devono consentire ai giovani di centro destra di emergere, di andare all’estero, di imparare l’inglese, di aprirsi al mondo e alla cittadinanza europea. Il nostro sogno deve essere essenzialmente la capacità di credere nel miglioramento continuo e duraturo con il sacrificio e l’impegno.”

Commenti  

 
#2 Cittadino 2013-08-28 13:58
Ma io non credo più sia a Babbo Natale che alla Befana ormai da 45 anni. Ma radogna parla e parla, durante i comizi, ma nulla fa di concreto per il suo paese, va di elezioni in elezione, questo è il suo obiettivo essere eletto, non è importante dove, ma essere eletto.
 
 
#1 Zio Orazio 2013-08-27 12:54
Caro Dott. Radogna ( dato che ci tieni tanto al tuo nobile titolo ) perchè non ti dimetti e lasci a qualche giovane più giovane di te che milita nella Giovane Italia?! Così come ha fatto Stefano Bianco per i Giovani Democratici, lasciando il tutto a favore di Valentina Tafuni. O sei l'unico militante della Giovane Italia!?!
 

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