Sabato 17 Novembre 2018
   
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Austacio Busto: “Acquaviva ricorderà il 10 Febbraio”

austacio busto

  

AcquavivaNet intervista il nuovo vicesindaco di Acquaviva delle Fonti: Austacio Busto, 48 anni, archeologo. Pertanto, nuovo assessore ai Beni culturali, ai Contratti ed appalti; incluse altre relative deleghe. Ringraziamo, ovviamente, la sua disponibilità.

Nuovi segnali dalla giunta Carlucci: “creare laboratori urbani per la rivalutazione del Centro storico e impegno intrapreso alla celebrazione del 10 Febbraio, Giornata del Ricordo”. Dopo anni di silenzio locale dalla sua istituzione: risalente alla legge n. 92 del 30 marzo 2004.

Acquaviva ricorderà il 10 Febbraio?

“Sicuramente. Perché è una legge dello Stato che istituisce in quell’occasione questa giornata della memoria che prevede l’esposizione del tricolore in tutte le sedi istituzionali e l’organizzazione di iniziative finalizzate al ricordo di questa tragedia che molti cittadini italiani hanno dovuto subire al confine con l’ex-Jugoslavia. Di recente sono state richiamate anche le responsabilità dello stesso Stato italiano: quella storia va inquadrata una parentesi più lunga ed antecedente alla fine del secondo conflitto mondiale. C’è da aggiungere che il Presidente Napolitano ha fatto una sua importante dichiarazione. Ricordo anche le dure critiche che ha subito dalle alte istituzioni croate. Ma dopo quell’episodio, l’Unione Europea prese le difese del nostro Presidente della Repubblica: e ciò dimostra che l’Italia, in questa vicenda, può contare su spalle forti. Noi, come amministrazione, non sottovaluteremo questa ricorrenza. Ma sarebbe interessante non trasformarla in qualcosa di freddo, vuoto e macchinoso: a mio parere, sarebbe interessante se questa giornata fosse dedicata ai testimoni di quei giorni… che magari sono poi venuti qui a vivere. Ad Acquaviva e dintorni. Dedicarla ai testimoni o ai loro più stretti discendenti.”

A suo parere, come rivalutare il Centro storico?

“Facciamo qualche distinguo, perché dobbiamo anche utilizzare i termini giusti: per Centro storico si intende la città storica e non il centro antico. La parte racchiusa dalle mura della città antica è il centro antico, ma il centro storico va oltre le mura e segue l’espansione urbana di fine ‘800 e inizio ‘900. Dico questo onde evitare confusioni. L’idea è organizzare, in ogni caso, dei laboratori urbani partecipati anche attraverso la collaborazione di cittadini residenti, o esercenti commerciali, e professionisti ingegneri del recupero architettonico. Insieme possiamo costruire l’idea per ogni recupero. Ovviamente, aldilà di tutti i problemi che possiamo avere qui al Comune come amministrazione, altre responsabilità restano a capo dei cittadini residenti: quest’ultimi dovrebbero essere i primi a rispettare l’ambiente di zona in cui vivono. Fare segnalazioni. Mi spiego meglio: 50 anni fa, le persone uscivano persino per pulire quei brevi tratti di strada vicino all’ingresso della propria abitazione, oggi ci sono i ragazzi con le bombolette che vanno e vengono e nessuno li denuncia. Li chiamo ragazzi, perché chiamo writers una precisa categoria di artisti e non coloro che si limitano ad imbrattare i muri. A parte questo, non nego che ci siano diversi problemi: dobbiamo capire se ci conviene intervenire in generale o designando specifici quartieri. Lo decideremo nei prossimi mesi. Anche avvalendomi delle segnalazioni dei cittadini residenti. Mi piacerebbe coinvolgere la Facoltà di Architettura di Bari: che ha di recente istituito degli indirizzi specializzati. Esiste, ad esempio, una nuova disciplina chiamata archeologia dell’architettura.”

…E nel caso di Piazza Zirioni, Piazza Della Torre o la Cassarmonica?

“Menzionamo, ora, le piazze: sono due piazze distinte. Mi sembra evidente. Nel caso di Piazza Zirioni, l’intervento di abbattimento di un vecchio edificio ha determinato l’apertura di uno spazio che prima non c’era e in un luogo cui ci fosse, secondo alcune ricostruzioni della storia, l’antica facciata della nostra Chiesa Madre. Sicuramente, oggi, si tratta di un contenitore vuoto e abbandonato a sé stesso: molto può fare, invece, la partecipazione alle scelte amministrative dei cittadini residenti. Per salvare una piazza che è ormai preda di semplici atti vandalici. Molto potrebbe fare il dialogo fra noi e i cittadini e su iniziativa promossa proprio da questi. È un qualcosa cui insisto a sottolineare. Di recente, segnalo che è scaduto il bando per il concorso delle idee mutuato dalla precedente amministrazione Squicciarini: per il restyling delle cinque piazze principali di Acquaviva. Ma il compito dell’amministrazione, per Piazza Zirioni, potrebbe essere quello di ripristinarlo nelle sue facciate. Penso sia una piazza avente un suo potenziale. Ospita, se non vado errato, la sede di un laboratorio musicale aperto ai giovani. Piazza Della Torre è un problema di un’altra natura: resta una piazza del Centro storico quanto Piazza San Paolo. Da prima analisi, è brutto vederle come semplici parcheggi per le auto. In merito la questione antenna non ho ancora preso in mano le carte. Ma se ne occuperà direttamente l’assessore Francesco Bruno. Per la Cassarmonica: alle scritte fatte con la bomboletta dobbiamo trovare un sistema, qualche sostanza per eliminarle. Ma prima di prendere iniziative ci consulteremo con la Sovraintendenza a tutela dei beni culturali. Le aiuole intorno sono ancora senza fiori, piante e verde: sono andato a recuperare il contratto per manuntenzione del verde pubblico. C’è una società che tuttora si è impegnata, da contratto, a ripristinare il verde circostante. Quanto, però, al tavolato di legno e al quadro elettrico: entrambi meritano un intervento tempestivo. Ma va ribadito un concetto: anche i cittadini dovranno fare la loro parte. Tutto parte, penso, dalla famiglia. Poi la scuola. In merito la scuola, servirà, da parte della nostra amministrazione, un sano incoraggiamento alla maggiore promozione dell’educazione civica.”

Ma che fine ha fatto il gemellaggio fra Acquaviva e una famosa cittadina messicana? Sarebbe possibile ripristinarlo e fare una Giornata del Gemellaggio?

“Bella domanda. Una cosa alla volta, però: si parlò di questo gemellaggio molti anni fa. Lo ricordo. Oggi sarebbe interessante capire anche le basi di questo gemellaggio. Come ha funzionato. Se esiste ancora. Per quale motivo ha avuto luogo questo gemellaggio… Cosa ci accomuna a questa realtà così lontana da noi. Anche così interessante. Perché oggi non possiamo parlare di gemellaggio con l’assenza comunque di rapporti fra la nostra città e questa cittadina messicana. Anche se l’iniziativa del gemellaggio, la giornata, resta una grande opportunità di scambio. Studieremo il caso.”

Ai lettori, l’invito al seguente approfondimento:

(10 Febbraio, Giornata del Ricordo) http://www.acquavivanet.it/politica/4518-acquaviva-ricordera-la-legge-n-92-del-30-marzo-2004.html

(Piazza Zirioni) http://www.acquavivanet.it/attualita/3421-intervallo-qpiazza-zirioni-acquaviva-delle-fontiq.html

(Piazza Della Torre) http://www.acquavivanet.it/cronaca/3839-qnoq-di-acquavivesi-a-fra-diavolo-e-qquestione-p-zza-della-torreq.html

(Cassarmonica) http://www.acquavivanet.it/attualita/3892-qe-se-la-cassarmonica-fosse-piu-tutelataq.html

 


Commenti  

 
#1 Celestino V 2013-07-06 07:36
Vorrei ricordare sia al giornalista, che sembra ossessionato dall'argomento, sia al neo assessore che IL PROBLEMA PER ACQUAVIVA NON E' IL 10 FEBBRAIO, MA IL 22 LUGLIO! L'invito è a non dimenticare gli argomenti di stringente attualità.
 

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