Martedì 13 Novembre 2018
   
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L'ing. Lenoci sollecita in sindaco ad attuare alcuni interventi

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Pubblichiamo di seguito la lettere che l'ing. Nicola Lenoci ha inviato al sindaco di Acquaviva per sollecitare la costruzione di invasi per la raccolta delle acque meteoriche e l' approvazione dei sub comparti nella zona PIP. 

 

 

STUDIO TECNICO

Ing. NICOLA LENOCI

Via Annunziata 56

70021 Acquaviva delle Fonti (BA)

Tel. 339 7745010

@-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

All’Egregio Signor Sindaco

del Comune di Acquaviva delle Fonti

 

e, per conoscenza, ai signori:

 

-    Ing. Pietro Milella;

-          Ing. Antonio Episcopo;

-          Prof. Sebastiano Catalfamo;

-          P.i. Vito Attollino;

-          Dott. Angelo Colafemmina;

 

Oggetto: Costruzione di invasi per la raccolta delle acque meteoriche ed approvazione dei sub comparti nella zona PIP.

 

I parametri macro economici pubblicati recentemente dagli istituiti nazionali di statistica indicano che il settore dell’agricoltura, in controtendenza rispetto al settore industriale ed artigianale, nonostante il grave periodo di crisi che stiamo attraversando, riesce a creare nuova occupazione.

 

Con una disoccupazione ai massimi storici e, soprattutto, con una disoccupazione giovanile che supera il 40%, cresce, invece, il numero degli occupati in agricoltura (+3.6% nel 2012; +0.7% nel primo trimestre dell’anno in corso: dati ISTAT).

 

Nel Paese, stando ai dati INPS ed ENPAIA, il numero dei lavoratori occupati in agricoltura è di un milione circa, mentre quello delle aziende che opera nel settore è di circa duecentomila.

 

Questi numeri dovrebbero far riflettere seriamente tutti coloro che hanno il dovere istituzionale di ricercare soluzioni e percorsi atti a superare la situazione di stagnazione economica in cui versa il Paese in generale e la collettività acquavivese in particolare.

 

L’attività agricola, così come è oggi praticata dalle nostre parti, non consente, purtroppo, di remunerare adeguatamente i sacrifici degli imprenditori professionali e ciò a causa dei notevoli costi di produzione e dell’assenza di strutture di supporto alla commercializzazione dei prodotti agricoli.

 

L’assenza di idrografia superficiale (fiumi, laghi ecc.) determina, infatti, costi, a volte insostenibili, per l’approviggionamento di acqua necessaria all’irrigazione.

 

I costi per l’accesso all’acqua, come è noto, sono direttamente proporzionali alle quantità di energia elettrica che occorre fornire per l’alimentazione delle pompe di sollevamento; quantità per davvero notevoli in quanto le profondità di emungimento dai pozzi artesiani oscillano fra i 500 ed i 700 metri.

 

Riguardo alle tematiche dianzi accennate, mi permetta, signor Sindaco, di avanzare alcune proposte. Spetterà alla SV, qualora lo ritenga opportuno, trasformarle in azioni e fatti concreti.

 

ACQUE METEORICHE

 

  1. 1.I dati pluviometrici relativi al Comune di Acquaviva delle Fonti mostrano che, annualmente e su ogni metro quadrato di territorio, si riversa una quantità d’acqua di pioggia non inferiore a 500 - 600 litri.

 

Si tratta di quantità d’acqua notevolissime che, ove fosse possibile raccoglierle, consentirebbero agli operatori professionali che operano nei settori viti - vinicolo, olivicolo, cerasicolo, di produrre redditi da lavoro più che sufficienti per i loro fabbisogni.

 

Consentirebbero, altresì, l’accesso a nuove culture oggi impraticabili; basti pensare, infatti, alle colture in serra, alle culture idroponiche ecc.

 

Orbene, la zona residenziale e la zona PIP della nostra città sono dotate di una rete di fogna bianca per la raccolta e lo smaltimento delle acque meteoriche.

 

Dette acque vengono recapitate in un unico inghiottitoio (volgarmente denominato capo-vento) ubicato in contrada dell’Annunziata e più precisamente nella lama che separa l’area cimiteriale dalla zona PIP.

 

Una volta immesse nell’inghiottitoio, le acque di pioggia attraversano i banchi di roccia calcarea fratturata e raggiungono la falda profonda che, come già detto, è ubicata ad una quota compresa fra 500 e 700 metri al di sotto del piano di campagna.

 

I pozzi artesiani presenti sul nostro territorio hanno la funzione di riportare in superficie una parte di quelle acque di pioggia che, prima di essere immesse nell’inghiottitoio, si trovavano già a livello del piano di campagna.

 

Si tratta all’evidenza di un ciclo che, a voler essere buoni, dovrebbe essere qualificato come demenziale. E’ altrettanto evidente che un siffatto ciclo deve essere interrotto quanto prima.

 

Occorre por fine ad una simile assurdità anche per i seguenti ulteriori motivi:

 

-          l’energia elettrica necessaria ad alimentare le pompe di sollevamento in dotazione ai pozzi artesiani viene fornita anche dagli impianti fotovoltaici presenti sul territorio.

L’installazione di questi impianti richiede la distruzione irreversibile di zone molto fertili del nostro territorio (vedi ad esempio gli impianti fotovoltaici presenti in contrada Conetto). Sicché all’inutilità dei pozzi artesiani si aggiunge anche la beffa della manomissione del territorio agrario;

 

-          l’emungimento dalla falda profonda, a lungo andare ed a detta degli esperti del settore, può produrre un aumento eccessivo della salinità dell’acqua ivi presente con conseguenze disastrose sulle colture agricole.

 

  1. 2.La lama alla quale si è fatto cenno in precedenza, lunga tre chilometri circa, ha origine in prossimità del così detto “ponte di Parlante” ubicato in prossimità di villa Campanella; transita al disotto dell’attuale circonvallazione e dei ponti di via Gioia e di via Sammichele e si spinge fino a raggiungere la contrada San Leonardo.

 

La sua notevole estensione costituisce, di per sé, un bacino imbrifero di tutto rispetto.

 

La realizzazione di opportune opere idrauliche, finalizzate alla trasformazione dell’attuale lama in una serie di invasi, collegati in serie fra di loro, all’interno dei quali poter stoccare le acque meteoriche provenienti dalla rete di fogna bianca e quelle che si riversano naturalmente nel bacino imbrifero, consentirebbe di risolvere in maniera definitiva tutti i problemi legati all’approviggionamento di acqua per uso irriguo.

 

Ai pozzi artesiani oggi esistenti verrebbe assegnato il solo compito di sopperire ad eventuali e prolungati periodi siccitosi.

 

  1. 3.Con la costruzione degli invasi si risolverebbe in radice, tra l’altro, il grave problema dell’allagamento che periodicamente affligge le zone limitrofe alla lama. I danni occorsi nell’anno 2008 a seguito di violenti nubifragi dovrebbero farci riflettere.

 

Il vigente PRG, recependo le indicazioni e prescrizioni dettate dall’Autorità di Bacino Regionale, qualifica le superfici limitrofe alla lama come “aree ad elevata pericolosità idraulica”.

 

In queste aree (vedi via Stella Polare, via Croce del Sud, via delle Galassie, via Meridiana) ricadono costruzioni per civile abitazione.  

  

La costruzione degli invasi, pertanto, oltre ai benefici a cui si è fatto cenno in precedenza, servirebbe anche a tutelare il territorio ed a preservarlo dalla insorgenza di danni a persone e/o a cose.

 

Quanto ai fondi di finanziamento per la realizzazione di detti manufatti, lo scrivente suggerisce di attingere, qualora fosse ancora possibile, ai fondi FESR, asse II, oppure a fondi regionali e/o statali disponibili per la tutela idro-geologica del territorio.

 

Qualora, a motivo dell’esiguità dei finanziamenti si rendesse necessario operare per blocchi funzionali, lo scrivente suggerisce di iniziare dalla zona ubicata in contrada San Leonardo (zona altimetricamente più depressa) e di procedere, a ritroso, verso la contrada Sant’Eustachio (ponte di Parlante).

 

  1. 4.Risulta allo scrivente che, presso gli uffici comunali, giace inevasa una pratica relativa alla costruzione di un invaso finalizzato al recupero, a fini irrigui, delle acque reflue rilasciate dal depuratore; pratica per la quale vi è (o vi era) una promessa di finanziamento regionale.

 

Si chiede al Dirigente dell’UTC, per il tramite della SV, di concludere in tempi brevissimi l’istruttoria della menzionata pratica al fine di procedere speditamente alla realizzazione del ridetto invaso.

 

PRG

 

  1. 5.Sulla tavola n. 6 (Superfici aree tipizzate – Comparti) del PRG adottato nell’anno 2001 e sulle tavole n. 11/a e n. 11/b (Superfici aree tipizzate e Comparti aree urbane) del PRG definitivamente approvato nell’anno 2011 sono rappresentati, fra gli altri, i comparti D3.02 e D4.03, il primo a destinazione commerciale – direzionale è esteso mq 182.442, il secondo a destinazione industriale – artigianale è esteso mq 494.005;

 

Nelle zone D4, riprendendo la definizione contenuta nelle Norme Tecniche di Attuazione del vigente PRG, sono consentiti gli insediamenti e le attività produttive a carattere industriale, artigianale e commerciale, in particolare connesse con il settore agricolo.

E’ di vitale importanza, dunque, disporre di strumenti attuativi (Piani Particolareggiati (PP)di iniziativa pubblica o Piani di Lottizzazione (PdL) di iniziativa privata) che consentano, tra l’altro, all’interno dei menzionati comparti, la realizzazione di strutture (centri di conferimento prodotti agricoli, celle frigo, industrie di trasformazione dei prodotti, industrie conserviere, centri di commercializzazione ecc.) di supporto alle aziende agricole.

 

L’estensione di detti comparti, unitamente alla estrema frammentazione della proprietà fondiaria, costituisce, tuttavia, un notevole ostacolo alla redazione ed approvazione, in tempi ragionevoli, dei menzionati strumenti urbanistici esecutivi.

 

Per questi motivi, in data 27 dicembre 2012 lo scrivente, unitamente all’ing. Domenico Petrelli, ha inviato al Sindaco del Comune di Acquaviva ed al Dirigente dell’Ufficio Tecnico una lettera avente ad oggetto: “Adozione di linee guida per l’individuazione di sub comparti nelle zona D3.02 e D4.03 della Zona PIP; eventuali modifiche e/o integrazioni delle NTA allegate al PRGC.” con la quale suggeriva “all’Amministrazione Comunale l’adozione dei sub-comparti; adozione già sperimentata con successo in altri comuni della nostra regione”.

 

Alla lettera in parola è stato allegato uno stralcio del PRG “contenente una possibile individuazione di sub-comparti all’interno dei comparti D3.02 e D4.03” ed “una proposta di modifica da apportare agli artt. 4, 6, 75 e 76 delle NTA allegate al PRG.

 

Gli scriventi hanno evidenziato nella ridetta lettera che:

- la soluzione proposta non costituisce variante sostanziale al PRG, in quanto non incide sul disegno complessivo e sui parametri di progetto dello strumento urbanistico;

- la ridetta soluzione rappresenta un primo tentativo di approccio alla questione;

- spetta all’Amministrazione Comunale deliberare sulle linee guida da seguire per l’individuazione dei sub comparti e per le modifiche e/o integrazioni da apportare alle NTA del PRG.

- l’operatività dei sub comparti è subordinata al completamento delle fasi riguardanti la loro adozione, la loro pubblicazione, la discussione delle osservazioni presentate dai cittadini e la loro definitiva approvazione.

-quanto alla fase di approvazione definitiva, trattandosi di variante non sostanziale, essa può avvenire, ex art. 10 della legge regionale 21/2001, con semplice delibera consiliare.

Il tempo necessario per rendere pienamente operativi i sub comparti può essere stimato in sei mesi.

Voglia la SV investire della problematica il Consiglio Comunale ed il Dirigente dell’UTC al fine di pervenire, in tempi rapidi, alla approvazione dei menzionati sub comparti.

Sperando di averLe fatto cosa gradita, La saluto cordialmente e, al contempo, mi dichiaro a Sua completa disposizione per eventuali chiarimenti.

Acquaviva delle Fonti 27.06.2013

Ing. Nicola Lenoci

 

Commenti  

 
#1 sardone pasquale 2013-06-28 22:49
Con tutto il rispetto per le persone in indirizzo (oltre il Sindaco) questa lettera si poteva inviare anche all'assessore all'Urbanistica e all'assessore ai Lavori Pubblici.... adesso ormai ce li abbiamo e sono operativi; o sbaglio ?
 

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