Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Dino Natale, Zona Industriale. Noi per lo sviluppo, loro hanno fallito!

Dino Natale-Claudio_Solazzo

  

Noi puntiamo allo sviluppo dell'economia locale e all’attrazione degli investimenti, loro in questi anni ci hanno portati sull'orlo del baratro!

Al termine di questa competizione elettorale poche righe per palesare le motivazioni che mi hanno indotto a candidarmi con la coalizione di Claudio Solazzo.

Come manager e uomo d'impresa, come imprenditore che opera sul territorio acquavivese, sento la necessità di comunicare ai miei concittadini il perché la nostra coalizione è l'unica in grado di poter garantire ad Acquaviva uno sviluppo economico sicuro, sostenibile e possibile.

Vivo quotidianamente la zona industriale di Acquaviva, e come tutti gli altri imprenditori soffro i grossi limiti di fronte ai quali quotidianamente essa ci pone. Per questo e per altre mille buone ragioni, per salvaguardare il sistema produttivo del territorio, da diversi anni chiediamo a gran voce una maggiore attenzione da parte di tutte le amministrazioni di centro destra e di centro sinistra che si sono succedute nell'ultimo decennio. Si badi bene: nessuna richiesta economica bensì la migliore gestione dei servizi comuni tali da generare vantaggi per tutta la città'.

Di tutte le campagne elettorali di tutti i candidati sindaci, il rilancio della zona industriale è stato il cavallo di battaglia. Ancora oggi i responsabili del passato cercano di carpire la buona fede degli imprenditori, ma cari concittadini questa volta possiamo e dobbiamo scegliere il vero cambiamento!

Non possiamo più dare seconde o addirittura terze chance a chi ci ha portati inesorabilmente sull'orlo del baratro.

Per tutelare aziende, posti di lavoro e il bene comune e favorire l'inserimento di nuove realtà occupazionali occorre gente libera dai partiti, concreta e responsabile

In questo contesto di profonda crisi economica e finanziaria, l'ente Comune dovrà sempre più' caratterizzarsi come coordinatore di un ampio progetto di economie di scala e rinnovate politiche sociali, economiche, culturali e urbanistiche con un importante ruolo di gestione di una nuova governance territoriale destinato a rivelarsi una risorsa strategica per il rilancio dello sviluppo del territorio.

In questi ultimi vent'anni, dopo la creazione della zona industriale in Acquaviva, in una posizione assolutamente invidiabile e appetibile per l'insediamento di attività' produttive, nessuno si è mai degnato di guardare agli imprenditori come una risorsa da aiutare ed utilizzare per lo sviluppo del territorio, nessuno ha mai valorizzato le aziende insediate nel nostro comune come volano per la crescita dell'economia acquavivese, tutti coloro che si sono alternati al governo cittadino hanno ignorato e mai ascoltato gli imprenditori che, ogni giorno, con fatica e tanto coraggio, portano avanti le loro aziende dando lavoro a tanti cittadini acquavivesi.

Oggi si presentano ancora a voler amministrare la nostra città gli stessi volti, a tutti noti, che hanno fallito in questi ultimi 10 anni e sono riconosciuti come la causa dello stallo dell'economia acquavivese.

La zona industriale si sta pian piano spegnendo, le aziende che in questi anni si sono affacciate sul nostro territorio sono state fatte scappar via dai soliti affaristi della politica e, anche in questi giorni, progetti di sviluppo come quelli presentati dalla coalizione di Solazzo- Petruzzellis, sono contestati da chi, non sapendo proporre e non avendo idee, si diverte a distruggere e denigrare senza motivo a discapito degli interessi della comunità.

Ecco perché la nostra è l'unica coalizione in grado di ridare una speranza e un rilancio all'economia di Acquaviva, dimostrato che gli altri ci hanno provato (o non ci hanno provato) ed hanno fallito.

Tra le macro aree di intervento che proponiamo ci sono: creazione di nuove imprese, attrazione di nuovi investimenti, creazione di reti di imprese tra le aziende esistenti sul territorio, interventi per la riqualificazione dell'area industriale.

A questo proposito il nostro programma di governo prevede, tra l’altro, l’insediamento di nuove realtà produttive e perciò stiamo seguendo da vicino l’analisi di fattibilità per la creazione in Acquaviva di importanti realtà aziendali che siano al tempo stesso fonte di occupazione e di risorse finanziarie per il bilancio del nostro Comune.

Ma, immediatamente e in via prioritaria, sappiamo essere indispensabile e di immediata definizione la creazione di una rete di impresa fra gli imprenditori che hanno investito in Acquaviva e che ora più che mai, hanno bisogno di fare sistema tra loro e con le Istituzioni Locali. Necessario sarà promuovere sin da subito una 'fondazione' come motore di sviluppo che raccolga idee e contributi da tutti gli attori, privati, istituzioni, aziende e professionisti, utile strumento per riavviare un motore oramai fermo da tempo.

Crediamo fortemente in questo progetto e saremo tempestivi nell’attuarlo anche e soprattutto perché, tra di noi, c'è gente che come me, ogni giorno vive quella zona industriale e non ci si affaccia solo in occasione della competizione elettorale, come sta avvenendo in questi giorni da parte delle altre coalizioni.

Questa volta Acquaviva deve decidere il proprio futuro, deve ricordare il passato, guardarsi indietro, guardare in faccia i nostri antagonisti politici.

Noi siamo gli unici che abbiamo messo al centro del nostro programma lo sviluppo e l'occupazione portando alla attenzione dei cittadini progetti concreti e alternativi nel pieno rispetto dell'ambiente e del territorio.

La politica dell'ultimo decennio ha inflitto il colpo più pesante all’economia del nostro paese abbandonando al suo destino l'ospedale Miulli.

Evitiamo che accada lo stesso per le piccole e medie imprese del nostro paese!

Questa volta Acquaviva deve saper scegliere il proprio futuro, imparando dal passato.

 

Impegniamoci tutti quanti affinché il 28 maggio riparta con responsabilità e partecipazione lo sviluppo del nostro paese liberi da ogni condizionamento.

 

*Dino Natale

LISTA SOLAZZO SINDACO

Commenti  

 
#5 rifiutozeroaparlare 2013-05-23 22:58
santa pazienza votiamo solazzo per uj unico motivo e giovane e fedele
 
 
#4 Che delusione 2013-05-23 19:02
Ma tu chi sei? Mago Merlino? Peccato che la bacchetta magica,qualora tu voglia diventarlo, non potra' fornirtela Solazzo....
 
 
#3 chissà se 2013-05-23 17:54
spieghiamo, prima, come mai la nostra zona industriale è deserta. diciamo perchè molti imprenditori sono scappati e si sono insediati altrove. Acquaviva era troppo "costosa".
 
 
#2 ciccio 2013-05-23 11:39
tanti saluti dal tuo caro amico Roberto T.......
 
 
#1 claudioD 2013-05-23 07:48
D'accordo a reperire nuovi investimenti da dedicare alla zona industriale e permettere il suo rilancio, anche se poi si dovrà spiegare alla cittadinanza "come" attirare capitali e imprenditoriali tà in un periodo di tremenda crisi, quasi sicuramente la peggiore dal dopoguerra ad oggi per il nostro Paese. Ironia tutta acquavivese è quella di avere undici, o sono tredici(?), istituti bancari e dover auspicare comunque che un altro sig. Rocco Barocco o monsieur Auchan scelga proprio Acquaviva come sede di una propria attività imprenditoriale , quando i capitali ad Acquaviva ci sono e ci sono sempre stati, eccome. Come se altri paesi in tutta Italia non stiano pensando la stessissima cosa offrendosi di fare questo e altro pur di generare occupazione e ricchezza. Ci si renda conto che la concorrenza tra amministrazioni comunali in questo settore è diventata spietata proprio con l'acuirsi della crisi. Superando questa prima obiezione, giungiamo alla seconda: l'assistenza alle aziende già presenti nella zona "industriale". Definirla industriale è eccessivo. Quella zona sulla via per Sammichele, a poche centinaia di metri dal cimitero, è più che altro un agglomerato di capannoni dove si sono insediati carrozzieri, meccanici, vetrai, piccolissimi opifici, e solo qualche rara eccezione di realtà per lo più artigianali. Di industrie quasi zero. Ma la Z.I. è diventata anche altro: una sorta di Bari Alto per piccoli imprenditori che con buona furbizia sono scappati dal centro città, dai prezzi folli delle abitazioni di qualche anno fa (hanno forse venduto casa guadagnandoci) e hanno costruito appartamenti per sé e qualche volta anche per altri familiari sul capannone costruito sul lotto a loro assegnato. Nel frattempo i loro dipendenti faticavano a acquistare casa nel paese. E adesso dobbiamo anche aiutarli a "fare rete, sistema"?! Cos'è che vorrebbero ancora?! Via tutti i finti imprenditori dalla zona industriale, quelli che hanno tratto un eccessivo guadagno personale restituendo poco alla collettività in termini di occupazione e ricchezza. E poi con i restanti, quelli capaci e quelli che nel frattempo giungeranno, si potranno avviare proposte serie di collaborazione con l'amministrazio ne comunale.
 

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