Martedì 13 Novembre 2018
   
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Ass. Gentile-Miulli: "Si al concordato preventivo"

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Pubblichiamo di seguito la nota diffusa dall’ Assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia, Elena Gentile, sulla situazione del l’Ente ecclesiastico “Miulli” di Acquaviva delle Fonti (Bari), che ha dichiarato di voler avviare la procedura di concordato preventivo.

 

“Esprimo il mio apprezzamento – dichiara la Gentile – per una scelta di una modalità trasparente di affrontare la crisi. Da tempo la Regione ha un attenzione costante sulla vicenda e lo stesso Presidente Vendola ha esplicitato, davanti al Consiglio regionale e in altri interventi pubblici, vista la generale situazione di crisi degli ospedali ecclesiastici in tutta Italia, la la necessità di trovare una soluzione condivisa anche al livello di relazioni tra Stato e Chiesa”.

Tuttavia, secondo la Gentile, sono necessarie alcune precisazioni: “il comunicato diffuso ieri dall’Ente non esplicita che c’è già stato un incontro lo scorso 8 aprile con i suoi vertici gestionali, in cui la Regione è stata messa al corrente delle modalità con cui il Miulli intendeva affrontare la crisi. La nota del Miulli fa comunque riferimento ad un fabbisogno di 30 milioni di euro per presunte previste prestazioni extratetto: una cifra che risulta essere senza nessun appiglio rendicontativo e che sembra essere più indice di un fabbisogno finanziario che di un serio approfondimento”. “La Regione – prosegue – non intende sottrarsi al confronto, ma auspica che esso si fondi su alcune condizioni. Nessuno pretenda di fare entrare dalla finestra della crisi finanziaria ciò che è uscito dalla porta del Consiglio di Stato.

In altre parole, la Regione non intende ripianare né disavanzi storici, né sbilanci di conto economico”. “L’Ospedale Miulli è privato – sostiene l’assessore – e spetta al suo proprietario – che non è la Regione – di mantenere una gestione economica sana, pena il fallimento. La Regione riconosce il pagamento di prestazioni sanitarie corrispondenti a standard di qualità e nel limite del tetto di spesa assegnato, con l’eccezione aggiuntiva di specifiche prestazioni cosiddette extratetto (per il Miulli, allo stato, l’emergenza-urgenza). E’ chiaro che il pagamento di tali servizi è subordinato alla loro effettiva erogazione.

E dunque al mantenimento di un organico adeguato e preparato quale è quello oggi del Miulli. Sembra dunque irrealistico pensare che l’equilibrio finanziario possa essere automaticamente ottenuto e mantenuto in prospettiva con tagli di personale”. “E’ lecito dunque aspettarsi – continua – che il piano di risanamento in sede di concordato sia in grado di conciliare il mantenimento di prestazioni di qualità, il taglio consistente delle spese generali, un accordo sostenibile con i sindacati che non escluda un possibile contenimento se condiviso del costo del lavoro, un accordo con il sistema della fornitura che ridimensioni conciliativamente il debito storico. Questo quadro di regole può dare – a parere della Regione – una ragionevole speranza di futuro all’Ente”.

La Regione – conclude – valuterà con grandissima attenzione l’approccio anche comunicativo che l’Ente intenderà assumere su ciascuna di queste partite, sapendo che in mancanza di segnali chiari il concordato, che lascia nelle proprie responsabilità l’attuale management, potrebbe non rivelarsi sufficiente e diverrebbe indispensabile il ricorso ad altri strumenti più incisivi come l’amministrazione straordinaria”.

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